Roberto Minichini è nato nel 1973 in Germania e vive a Gorizia. E' poeta, studioso di cultura tedesca, esoterismo, storia delle religioni e di astrologia. Per contatti: astrologominichini@gmail.com o la sua pagina Facebook
lunedì 25 febbraio 2019
Parto sempre dalla Astrologia
Rispondo ad alcune domande simili fra loro che ho ricevuto. Mi si chiedeva sul come analizzavo una situazione, per decidere o meno se fare una ritualistica per una persona. Per prima cosa voglio dire che io NON faccio ritualistiche per le persone in generale. Faccio ritualistica solo in casi speciali, per persone che conosco bene e con cui ho instaurato un rapporto di reciproca fiducia. I motivi per cui non faccio ritualistica per tutti sono vari, e a mio avviso solidi. Ho un po' di esperienza accumulata a riguardo nel corso degli anni, e ho preso una posizione. Fare il ritualista è per quanto mi riguarda una cosa molto ingrata. Magari elencherò i motivi in un altro scritto, qui vorrei parlare della importanza della Astrologia nel mio sistema. Prima di tutto io uso un sistema nel quale si fa tutto un ciclo di rituali, per tutto il mese lunare, sono quindi quasi sempre 28, qualche volta 29, rituali. La luna la devo vedere, non seguo il calendario. La luna è considerata un fattore astrologico, e tengo conto anche dei pianeti in transito nel cielo e in riferimento del Tema Natale della persona per cui faccio una eventuale ritualistica. E' possibile successivamente aggiungere un altro mese di lavori rituali, ed un altro ancora, a seconda di come si evolve la situazione. Sia chiaro che io dico e sottolineo sempre che io non faccio alcuna promessa sui risultati, non garantisco successi, e dico apertamente che la Magia può anche fallire del tutto, e chi mi chiede promesse di risultati non deve rivolgersi a me. Quindi io non prometto nulla, mi impegno soltanto di eseguire i rituali. Punto e basta. Il metodo che uso per analizzare una situazione, per tornare alla domanda con cui ho esordito, è sempre per prima cosa l'Astrologia. Ci sono persone con pretese, pensano di poter decidere la mia metodologia, molti non vogliono l'Astrologia, ma la sfera di cristallo o i Tarocchi, magari le Rune. Ma sono io il regista del mio operare, se qualcuno pensa di sapere meglio di me quale dovrebbe essere la mia metodologia, allora non si rivolga a me. Io parto sempre dalla Astrologia, dal Tema Natale, i transiti, le direzioni, le rivoluzioni solari e lunari, l'Astrologia oraria ed elettiva. Dopo una approfondita analisi astrologica posso anche usare i Tarocchi, o altri tipi di carte, tenendo sempre però conto come punto di riferimento fisso quello che è emerso durante l'analisi astrologica. L'Astrologia nella mia metodologia è importantissima, è il primo fondamentale passo.
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giovedì 14 febbraio 2019
L'Astrologia oraria
L' Astrologia oraria è una branca
della Astrologia usata soprattutto nel passato, ma che da qualche
anno è tornata sempre più in auge. In pratica si tratta di un vero
e proprio sistema divinatorio, nel quale il consultante fa una
specifica e chiara domanda all'astrologo, e l'astrologo calcola un
grafico di nascita della domanda. In base a questo grafico egli è in
grado di dare una risposta alla questione che gli è stata posta. La
domanda deve essere succinta, riguardare un argomento chiaro, e deve
essere una domanda veramente importante per il consultante. Fare
domande orarie per questioni poco importanti o addirittura futili è
una grave mancanza di rispetto a questa Arte, con il rischio più che
concreto che non si ottenga una risposta. Inoltre io sono dell'idea
che la domanda vada posta a un astrologo, e che lo stesso astrologo
non dovrebbe fare domande a se stesso, ma consultare un altro collega
nel caso in cui avesse bisogno di un responso orario. E' ovviamente
anche possibile porre la domanda a se stesso, ma comunque se lo si fa
dovrebbe essere una occasione rara, speciale, non una pratica
continua. Con l'Astrologia Oraria, che ha regole di interpretazione
molto diverse da quelle di un tema natale, si può teoricamente
rispondere a qualsiasi domanda. La caratteristica particolare di
questa forma di Astrologia è che è capace di rispondere anche a dei
dettagli, cosa che generalmente in Astrologia, linguaggio veritiero
ma generale, non avviene.
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Non tendo alla divulgazione astrologica
Mi rendo conto perfettamente che
viviamo in una epoca della divulgazione di ogni cosa, è l'epoca,
come la definiva il grande metafisico René Guénon, " dell'odio
per il segreto ". Quando faccio delle analisi astrologiche, le
faccio esclusivamente per iscritto. Un rapporto completo, chiaro,
documentato, rileggibile anche dopo venti anni, se si vuole. Ma non
rivelo mai le mie tecniche, mi viene chiesta una analisi di una
situazione, e io scrivo l'analisi di una situazione. Molti invece
pensano di diventare astrologi facendo un consulto. Pensano che sia
facile essere astrologi, pensano: " Allora mi faccio fare un
consulto, vedo come funziona e lo faccio da solo. " Altri ti
offrono la stampa del loro grafico astrale e vogliono un parere sul
grafico, pensando che siccome hanno loro stampato il grafico, non si
tratta di un consulto, ma di una chiacchierata amichevole. Il
problema è che ho la pretesa di scegliermi io gli amici miei, e che
non gradisco quando fra adulti sconosciuti vengo approcciato per nome
con un " tu ". Anche l'astrologo ha la sua dignità, e se
non c'è una conoscenza privata o una amicizia, io, cosi ho imparato
in Germania dove sono nato e cresciuto, rimango fermamente sul "
lei ". Altrimenti dal " tu " molti consultanti, o
supposti consultanti, mi sommergono di domande tecniche specifiche
sul funzionamento della Astrologia, sempre nell'illusione che un paio
di rivelazioni dettagliate permetta a loro di fare a meno di un
astrologo a vita. Infatti nella mente di molti di costoro, chissà
perché, imparare l'Astrologia è una faccenda che può essere
conclusa in un paio di orette di studio. A mio avviso non funziona
proprio cosi. E comunque io sono la persona sbagliata a cui chiedere
lezioni di Astrologia.
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mercoledì 13 febbraio 2019
L'Astrologo che insegnava l'Astrologia agli altri
C'era una volta un Astrologo che
insegnava l'Astrologia agli altri. Molti dei suoi studenti erano
degli sciocchi, che mai avrebbero capito il linguaggio delle stelle,
ma avrebbero solo detto stupidaggini convinti di essere grandi
astrologi. In verità essi non capivano nulla, perché a loro mancava
il dono che solo determinate configurazioni molto positive di un tema
natale possono dare. Poi c'era un'altra categoria di studenti di
Astrologia, infidi e carrieristi, si approfittavano del sapere
ricevuto, che nel loro caso erano capaci di assimilare bene, per poi
non accreditare nessun merito al loro Maestro, e presentarsi al mondo
come sapienti, il cui sapere era tutto farina del proprio sacco. Il
grande Astrologo, uomo ingenuo e buono, cresciuto sotto il segno di
un Giove ottimista, ebbe una apparizione un giorno, gli si presentò
l'anima dall'oltretomba di un famoso collega vissuto secoli prima. "
Guai a te ", tuonò il fantasma, " non vedi che sei solo
circondato da incapaci o da ambiziosi sfruttatori, a cui tu concedi
la tua scienza per pochi miserevoli spiccioli? " Da quel giorno
l'Astrologo non insegnò più nulla dell'Astrologia a nessuno.
Divenne il suo segreto, la sua conoscenza, la sua dottrina, la sua
tecnica, la sua esperienza, tutto divenne riservato e di esclusiva
proprietà sua.
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Il Mago pentito
Il Mago pentito si trascinava a carponi
verso il santuario, il mausoleo in cui era sepolto un famoso santo.
Tutta la sua vita il Mago lo aveva passato da pagano, ignaro delle
reali Verità Divine, era chiuso in un vortice di superstizioni,
presenze di larve spirituali, demoni e culto primitivo degli
antenati. Finalmente aveva visto la Luce della Fede, si era tagliato
la lunghissima barba della eresia, ed aveva cominciato a farsi
crescere una nuova barba, luminosa, da devoto. Mentre gli accoliti
dell'errore si dedicavano alla divinazione del futuro, alle feste
pagane prive di benedizioni da parte di Dio, ad entità inventate da
esseri umani, ad idoli immondi e divinità inesistenti frutto di
fantasie malate ed ispirazioni demoniache, il Mago pentito si era
liberato di tutto ciò in un colpo solo, grazie a una illuminazione
mistica improvvisa. Al posto del rito, lui aveva scoperto il potere
della preghiera indirizzata a Dio, al posto del talismano aveva
scoperto la fiducia nella Divina Provvidenza, al posto di guardare
negli astri e farsi condizionare dai meccanismi planetari, deponeva
tutta la sua fiducia nella grandezza di Dio e al fatto che ognuno
aveva un destino, che doveva rimanere ignoto, e tutto era bene ciò
che era voluto dal Signore. Il Mago pentito divenne in seguito un
grande asceta, un grande credente nella Religione Rivelata, un uomo
dall'animo devoto e puro. Fu costruito per lui un mausoleo quando
morì, era diventato un Santo, e il popolo si recava presso la sua
tomba per raccogliere benefici celesti.
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Una evocazione di successo
Pratica magica per eccellenza,
l'evocazione magica diretta è quella che dona le emozioni più
forti, e fa sentire la tangibile forza e realtà dell'Occultismo. La
lista delle entità da evocare è lunga, tradizionalmente ci hanno
già pensato da molti secoli a dare nomi, sigilli e a spiegare le
nature delle varie forze spirituali che possono essere richiamate.
Una evocazione di successo non è mai una operazione facile e non è
mai un gioco, si tratta di un procedimento occultistico da prendere
molto sul serio. Le entità evocate sono dotate spesso di grandi
poteri e hanno a loro disposizione un largo numero di spiriti
servitori. Non esiste modo più sicuro ed efficace che imparare la
Magia direttamente da queste entità, e non dai libri, che spesso non
servono a niente. I libri di Magia tradizionali sono in ogni caso
molto ben congegnati, sono fatti spesso a posta per non dare le perle
a chi non le merita, a deviare, ad oscurare il percorso, a diffondere
una parte della verità mescolata a molta voluta disinformazione.
Questo appunto perché la Magia non è una disciplina pubblica per
tutti, ma una pratica molto riservata di una minoranza di adepti
veri. In caso di contatto tramite evocazione con una entità potente,
ogni esigenza di Maestri o testi scompare del tutto. E' l'entità
stessa che istruisce in molti modi differenti il mago, amplia le sue
conoscenze, fortifica i suoi poteri, rende molto più efficaci le sue
azioni.
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martedì 12 febbraio 2019
Contemplando la contemplazione poetica
Cosa c'è di meglio di cercare rifugio
nella letteratura, in particolare nella poesia ? Non è che i romanzi
non mi piacciono, se sono grandi romanzi, non di semplice
intrattenimento, essi sono fondamentali, danno un orientamento
esistenziale, tramite ciò che di profondo trasmettono. Lo stesso
discorso vale per la saggistica, alcuni saggi sono pura luce, in essi
ci sono gemme filosofiche, storiche, puramente spirituali, ma anche
di saggezza pratica, o di analisi del presente. E' importante capire
sia il presente che il passato, anche se la dimensione che senz'altro
mi è più propria è il passato. Il moderno mondo globalizzato e
supertecnologico, dominato solo dalla logica dei mercati e dell'avere
e dell'apparire, non mi appartiene. L'uomo di oggi, a mio avviso, si
agita troppo e in maniera completamente inutile, gira di continuo e
gira a vuoto, perché lascia troppo poco spazio alla calma, alla
contemplazione, alla introspezione. Non sono modelli positivi e
nobili quelli proposti oggi, sono in gran parte modelli superficiali,
frettolosi, consumisti e contingenti. L'eterno ha perso forza nella
coscienza delle persone, tutto si riduce a cogliere l'attimo. Non si
è contenti di ciò che si è, si cerca una continua trasformazione,
l'ambizione smodata domina molti, mai contenti, puntano a quello che
pensano sia il " successo ". L'arte poetica, non il
semplice verseggiare, ma la poesia ricercata e vissuta e meditata,
danno all'essere umano una dimensione in cui tutta questa ruota
assurda, che gira sempre più velocemente verso il grande nulla, si
ferma. Si recupera il proprio essere, grazie alla buona poesia, si
ritrova il proprio centro, magari in immagini e sentimenti minimali,
veloci, ma molto ricchi di significato. Pochi versi di poesia possono
valere molto di più che tutte le considerazioni giornalistiche messe
assieme. La poesia permette di ritrovare la propria dimensione umana,
di vivere una sorta di beata contemplazione, in un mondo sempre più
frettoloso ed artificiale. Questa poesia, questa arte cosi fragile,
che molti danno per finita o inutile, probabilmente avrà un futuro
splendente, in quanto indispensabile all'anima.
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