sabato 5 ottobre 2024

Un maestro di mistica islamico severo ( Poesia di Roberto Minichini)


Un maestro di mistica islamico severo

In quanto seguace della tradizione autentica

E non innovatore modernista liberale

Che non concede interviste

Mette in guardia di mostrare ostilità

Nei confronti degli uomini di Dio

E dice all’idolatra caduto nell’abisso della miscredenza:

Poiché la via percorsa da te è quella sbagliata

Fatta di offese continue nei confronti del sacro

Di arroganza e di disprezzo per la morale

Dovuti a un ego malato

E a false dottrine della dissoluzione

Ci si attira addosso i demoni

Che sono evocati con i propri comportamenti

Stolti, e falsamente intelligenti

Nessuno può fare la guerra a Dio

Vivere di peccati e pensare di andare in paradiso

In quanto il Creatore domina ogni cosa

E l’ego è solo un inganno infernale

Inoltre esistono i veggenti e i mistici

Quelli veri, e non i falsi maestri ciarlatani

Che sono una epidemia nell’Occidente moderno

E questi veggenti non fanno conferenze dotte

E tantomeno selfie pubblicitari

Ma operano nel regno degli spiriti

Indifferenti alla opinione pubblica

E al giudizio del volgo

I veggenti mistici vedono le cose

In quanto assistiti dagli angeli

Ed ispirati da Dio

Dio è Uno

Rinnega gli idoli

E libera la tua anima

Dalla schiavitù totale

Dei bassi istinti e dell’egocentrismo

Non ascoltare gli intellettuali occidentali

Ma ascolta i Maestri di Saggezza Orientali

Che sono indifferenti

A questo basso e transitorio mondo terreno

E sono morti prima della morte

Vivendo di preghiere, rinunce e purezza morale

Cercando la santità

E non il potere, gli onori o le ricchezze

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024

Giunta la voce (Poesia di Roberto Minichini)


Giunta la voce

Sui discorsi vuoti

I divertimenti profani

Le ideologie fin troppo umane

Fatte per masse ignare

Le opinioni lette sui giornali del regime

Giunta la voce

Sulla nullità dello squallore imperante

Della provincia dei pettegolezzi

Dei due pesi e due misure

E della gara per emergere

Nella società dei consumi occidentale

La grande democrazia, che ha contro l’intera umanità

Capitalismo oligarchico imperialista

Spiritualità alla rovescia, moralità immorale

Falsi maestri e false maestre

E gli asini sono sempre convinti di sapere volare

Ballando il ballo dei padroni del discorso

I figli e le figlie si moltiplicano

Con madri sciamane e comuniste

Dai capelli rossi e l’amore per la libertà dei popoli

E il padre è un prete oscurantista teocratico

E gli amori sono sempre più folli

E l’arroganza dei potenti schiaccia la gente semplice

Salvate i bambini

Che hanno diritto alla pace

Non riusciamo ad uscire dall’incubo

In una spirale surreale senza fine

Le stagioni della vita sono capovolte

Gli amici non riconoscono gli amici

I figli non riconoscono i genitori

E le famiglie si dissolvono

Vittime di tragedie immense

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024

Fiore (Poesia di Roberto Minichini)


Fiore

Tu che sai vivere nella verità

Lontana dal fiume oscuro

Delle apparenze e delle menzogne

Luce su Luce su Luce

In un mondo fasullo

Che vola verso il basso

Il mostruoso

E la corruzione scambiata per virtù

Forse esistono ancora i santi e le sante

Non sorrisi di plastica

Per catturare ed ingannare il prossimo

Con facili parole alla moda

Le mani sono lo specchio dell’anima

Gli occhi sono lo specchio dell’anima

Gli antenati sono lo specchio dell’anima

Ora, questo ultimo bacio

Forse è un frammento di eternità

Che in altra dimensione

Migliore e pura

Rimarrà scolpito come un monumento

All’arte sublime di saper amare

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024

venerdì 4 ottobre 2024

L'opaca realtà (Poesia di Roberto Minichini)


L’opaca realtà

Della civiltà digitale

Omologata

Artificiale

Quantitativa

Inutile

Che porta verso il regno oscuro

Del grande tiranno che verrà

Mentre i pellegrini mistici del divino

Non credono al falso paradiso del progresso

Alle nuove parole d’ordine

Alla propaganda martellante

Del migliore dei mondi possibili

E alle riscritture

Del catechismo dubbio dei modernisti

Si contemplano i misteri Ineffabili

Della unione di tutte le cose

A meditare in silenzio

Nudi, nei boschi ancestrali

Presso le tombe benedette

Di asceti, santi e uomini di Dio

Che hanno rinunciato al basso mondo terreno

In compagnia

Di coloro che vedono e capiscono

Dall’anima purificata ed illuminata

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024 

giovedì 3 ottobre 2024

Gelida l'atmosfera (Poesia di Roberto Minichini)


Gelida l’atmosfera

In un paesaggio spettrale

Dove la neve è padrona assoluta

Forse qui è stato concepito

Il pensiero che il mondo è eterno

E non abbia mai fine

Specchio dell’arcano

Che ricerca nell’inconscio

Sensazioni sepolte

L’entusiasmo non lo condivido

La gente è sempre in agitazione

Forse per coprire

L’abisso del proprio vuoto interiore

Nulla è interessante

Tutto già visto e rivisto

Forse il ciclo dell’eterno ritorno

Assomiglia a tutto questo

L’intero pianeta è un villaggio

Di pettegoli, bugiardi, ipocriti

Politicanti, settari, arrivisti

Edonisti, consumisti, egoisti

A me affascinano solo i santi

Che vivono di preghiere e virtù morali

E hanno abbandonato ogni speranza

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024

Timidi sguardi verso la bellezza esotica (Roberto Minichini)


Timidi sguardi verso la bellezza esotica. Lontana l’età verde degli impulsi sfrenati. Ci si guarda negli occhi, come fra persone che hanno forse l’anima in sintonia. Non ho più ricordi, tutto è al presente, in questo attimo. Tu sei sveglia e hai assistito all’alba. L’insensibilità coatta delle ambizioni smodate della società di massa ora qui non ci può raggiungere. Forse tutti e due vogliamo l’autenticità e non penose recite. Per quello il silenzio e gli sguardi sono un parlarsi assai saggio. Non dirmi il tuo nome, si conoscono spesso più a fondo le persone di cui ignora tutto ma di cui si percepisce la luminosa presenza. Quanto sei bella, quanto sei nobile, quanto sembri appartenere a tempi diversi. Anche oggi verrà il tramonto, quello che scende lentamente, e meno parli meglio è, e io sono muto e se parlo non sono affatto veramente me stesso. L’io non esiste, l’io è morto, è stato deportato in un’altra dimensione, di cui noi due possiamo fare a meno. Non tu ed io ma noi, non esiste alcun io. Voglio vedere meglio le tue mani, guardarle a lungo, per ore, per capire se sei nata genitori eminenti e se tu sei quella isola di armonia che vale molto più di ogni falsa pietra filosofale. Non parlare, non voglio conoscere la tua voce, non esprimere opinioni, non dare pareri, non raccontare della tua vita. Percepisco che tu sei circondata da strani angeli invisibili, in quanto ami Dio e Dio ama te. Si amano le anime e non si amano i corpi, si ama ciò che è impermanente, e non episodi passeggeri. Ora noi siamo qui, fermi, come le pietre.

 Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024

Regnare sopra i fantasmi (Roberto Minichini)


Regnare sopra i fantasmi. Il sogno è questo. Mentre il fango sotto i piedi ferma ogni cosa. Ora, noi siamo ospiti brevemente del cosmo delle farfalle colorate, e ci esercitiamo nell’arte degli oracoli. Seduti sul tappeto della contemplazione, chiudere gli occhi e vedere chiaramente ogni cosa a distanza. Tutto è certamente vano, illusorio, dettato dall’ego, destinato ad infrangersi contro la legge inesorabile del tempo che passa. Rimane soltanto il volto dell’Eterno. I passeggeri sono pregati di scendere. Ed ogni bambino è già un vecchio pieno di rughe. Mentre il treno dell’assurdo e l’arte delle banalità ripetute ad ogni angolo fanno desiderare le montagne, i boschi e i prati dagli spazi infiniti e vuoti. Noi, che non possiamo più comunicare in nessuna lingua, perché ne conosciamo troppe.

 

Roberto Minichini, Gorizia, ottobre 2024