mercoledì 5 giugno 2024

Fu il silenzio (Poesia di Roberto Minichini)


Fu il silenzio a donare

I concetti più belli e permanenti

E stare seduti su una panca

Come ai vecchi tempi che furono

A guardare le nuvole ed aspettare la notte

Non abbiamo altri desideri

Solo amare la luna, piena di sensibilità

Essa appare in sogni decorati di silenzio

Facendoci gradita compagnia

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2024

martedì 4 giugno 2024

La bellezza di una rosa (Poesia di Roberto Minichini)


La bellezza di una rosa

Consiste nella sua anima

E sono le parole buone ed umane

Che danno nutrimento a una amicizia

Dormire di notte abbracciati nei campi

Sapendo che è tutto finito

Un ultimo bacio primaverile

Poi partire per il nulla

Masse di turisti a pochi chilometri

Il regno della quantità, dei consumi e dei selfie

Anche questo maggio sta per finire, e si sveglia l’eros e la telepatia

Questo abbraccio non serve

Le anime sono come i cristalli

Le simili si attraggono, altrimenti no

Solo l’ipocrisia e la superficialità portano a cercare tante amicizie

Mentre i gufi notturni selezionano le proprie compagnie

In base alla luce interiore che si percepisce

Sono i pipistrelli, che spuntano dopo ogni esorcismo

Che strano fenomeno, te ne ho parlato

Butta via il tuo talismano

Ed affidati unicamente a Dio

Sono le rose, quelle speciali

A non aver bisogno di predicatori o insegnanti

Non imparare, non insegnare, essere, amare, sperare

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2024

Lunghe sono le passeggiate solitarie (Poesia di Roberto Minichini)


Lunghe sono le passeggiate solitarie

Nella immensa natura vergine

Che ci ha partorito tutti

Espulsi dal paradiso terrestre

Nella dimensione materiale dell’impermanenza

Ogni cosa nasce, cresce, soffre, invecchia e muore

Come le piante immobili che vengono salutate

Con una carezza

Ho cercato di tramettere un poco di storia dell’illuminismo

A severi settari detentori della verità assoluta

Come parlare a un muro

Continuo a pensare

Che il mondo vada letto al plurale

E che se tutti danno ragione a se stessi e torto agli altri

Si vive in una illusione stolta e non si è per nulla saggi

Ognuno contento della propria tribù, della propria setta e del proprio partito

Scambiare il parziale per universale

Il fazioso e limitato per il vero supposto indiscutibile

Gli alberi possono trasmettere molte conoscenze

E gli spiriti dei morti sussurrano con il vento

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2024

lunedì 3 giugno 2024

Ogni frammento di memoria (Poesia di Roberto Minichini)


Ogni frammento di memoria

Deve essere conservato come una reliquia

E, mentre abbiamo abbandonato il vecchio mondo

Ne siamo entrati in un altro

Drammatico, fatto di meraviglie inedite

La lingua che parliamo, non è più comprensibile

Vecchi patrioti che vivono di archeologia

Non si attendono la fine di ogni cosa

Essi non conoscono l’universo

Non vedono oltre la punta del proprio naso

E il fatto che la storia è già scritta

Risulta uno scandalo da rifiutare con sdegno

Non saranno i loro discendenti

Ad ereditare il mondo di domani

Ma noi cerchiamo ancora di conservare la gentilezza

E mentre rimaniamo completamente muti

Di fronte ai figli che sembrano appartenere a un’altra epoca

Sappiamo, che questo è il futuro

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2024

domenica 2 giugno 2024

La spirale dell'assurdo (Racconto breve di Roberto Minichini)


La spirale dell’assurdo non cessa di stupire neanche coloro che la hanno messa al moto. Dopo aver scoperto di aver esagerato e di aver fatto un errore, per fermare ogni cosa si sono impegnati per evitare ulteriori tragedie, violenze, settarismi, follie dettate da estremismi opposti ed ideologie umanistiche e anche fondamentaliste malsane. Ma non ci sono riusciti e non ci riescono, la spirale dell’assurdo sembra aver assunto una vita propria autonoma e si avviluppa e si contorce sempre di più e in modo sempre più testardo, inquietante, fanatico e pericoloso, la spirale dell’assurdo si è ribellata a coloro che l’hanno evocata, creata, resa vitale ed operativa e lanciata. Le moltitudini planetarie, composte sempre ed ovunque da menti mediocri e scadenti, da masse di bipedi che si illudono di contare qualcosa o di essere padroni delle loro esistenze, hanno soltanto una percezione limitata, faziosa e distorta, non si rendono conto di nulla e continuano a credere di avere sicurezze e certezze e di vivere nel migliore e più razionale del mondo possibili. Nella visione numero sette appare una piccola spiaggia dove dei bambini giocano e costruiscono ridendo e facendo un poco a botte fra loro un bellissimo e ben riuscito castello di sabbia. Dietro a questa spiaggia si vede una piccola cittadina, ordinata, pulita, tranquilla, piena di edifici recenti e di colore spesso chiaro. Pochi secondi dopo non c’è più nulla, tutto scomparso, annichilito, sradicato ed eliminato in un attimo e nel silenzio più totale. Dove si trova questa spiaggia e questa cittadina? Nella visione numero otto siamo in un bosco e si sentono molti spari, delle raffiche intense e continuative, ci sono uomini in tuta mimetica e barbe molto lunghe e scure, sono anche armati da spade, hanno prigionieri che vengono trattati con estrema brutalità. Uscendo dal bosco si entra in un campo e dopo dall’altezza di una grande collina si vedono una lunga serie di villaggi completamente rasi al suolo. Questi uomini con barbe estremamente lunghe sembrano tutti uguali, come robot prodotti in serie, non parlano, ma colpiscono con durezza e crudeltà, si vedono libri distrutti, morti per le strade, un incubo. Continuando a camminare si vede un museo pesantemente danneggiato, con nel cortile statue decapitate e quadri fatti a pezzi. In che paese del mondo ci troviamo ora? Siamo alla visione numero nove. Cosa si vede? Una megalopoli con grandi palazzi di cristallo ed ovunque telecamere, scritte elettroniche che inneggiano alla uguaglianza e alla libertà individuale e alla pace e al rispetto per l’ambiente, droni che volano in alto controllando il comportamento della gente per strada. Le persone portano un casco e hanno delle lenti con cui interagiscono e parlano di continuo, come se ci fossero degli schermi a cui sono costantemente connessi. Non si capisce se sono uomini o donne e sembrano non esserci bambini, ma vengono portati a spasso vari tipi di animali, e strani ibridi fra esseri viventi non ben identificabili ed aggeggi meccanici artificiali ed informatici. Dove siamo?

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2024

sabato 1 giugno 2024

Saturno regna sovrano ed autoritario (Racconto breve di Roberto Minichini)


Saturno regna sovrano ed autoritario con pugno di ferro nel feudo dove si erge la nuda e muta statua di un barbuto monaco dotato di occhi magnetici che non guardano nel volto i profani e munito di un bastone pietrificato e fossilizzato, utile ad arcani e potenti riti magici che non conoscono limiti di tempo o spazio, in quanto tempo e spazio, come il caso, non esistono, o esistono solo nella mente superstiziosa dei materialisti e razionalisti ferventi aderenti della setta dei moderni. Tutto ha un significato e nulla accade a caso, il destino esiste e anche la predestinazione fatalista decretata dagli astri. Un sentiero difficile ed oscuro in mezzo a fango, pietre ed arbusti pieni di spine che porta verso il Reno, vicino a Magonza, non c’è mai stato nessuno durante il freddo e la neve di quei mesi. Solo i corvi mi accompagnavano, parlando in dialetto. I piccolo borghesi globalisti, edonisti, individualisti, relativisti e modernisti non possono accedere a questo territorio sacro. Hanno venduto la patria al cosmopolitismo, rinnegato i loro padri e la solare corona imperiale germanica perenne. Ora vedo davanti a me le immagini, come se fosse un film proiettato in diretta. Con i piedi nudi affondo nel fango e sento le radici della terra vergine, ancestrale, i piedi nel fango non avvertono freddo e la pioggia gelida non ha effetto su di me. Un prete mi ha cacciato nei giorni precedenti dal Duomo di Magonza, ogni volta che mi vede, mi caccia fuori dalla chiesa, mentre sono seduto solo e silenzioso in un angolo a guardare tutti gli idoli, le statue e le immagini presenti nel luogo di culto. Probabilmente il prete è un eretico, adepto non pentito del globalismo, del capitalismo, del modernismo e del capovolgimento di ogni cosa, un servo del sistema, un conformista, uno sempre pronto a dare ragione ai padroni del momento, anche se gli attuali padroni sono l’anticristo. Solo una giovane suora mi vuole bene, mi sorride sempre con dolcezza, una donna bellissima con gli occhi puri da santa, non è tedesca, proviene dall’Asia, forse dall’India, una angelica donna di luce. Il clero tedesco invece è corrotto e liberale e ha rinnegato la Monarchia e l’Impero, questi preti del ventunesimo non sono neanche preti ma attivisti sociali e democratici privi di Spirito Santo e lontani dalla Tradizione, saranno espulsi dal clero appena potrò parlare quattr’occhi con il Papa di Roma e spiegargli cosa stanno combinando i suoi sacerdoti ingrati in Germania. Il Santo Padre mi capirà, egli è un gesuita come me. Ma in questa finta e rinnegata Germania di perdenti solo i corvi mi comprendono, unicamente e soltanto essi capiscono il senso sacro e superiore della gerarchia e della obbedienza eroica cieca a norme impersonali, divine, eterne, giustamente tiranniche e dettate dalla ispirazione invincibile dell’Eros Cosmogonico di Saturno il Supremo. Tutto ciò che faccio lo faccio per la salvezza della Germania Eterna, e nulla sarà concesso ai collaborazionisti del serpente cosmopolita moderno e alla sua falsa e blasfema visione del mondo.

 

Firmato: Barone Roberto Minichini, alias Siegrfried von Mainz, esiliato a Gorizia, Viceministro degli Affari Esteri del governo temporaneamente all’estero del Sacro Romano Impero di Nazione Germanica

L'anziana signora tedesca (Poesia di Roberto Minichini)


L’anziana signora tedesca

Mostra grande sensibilità

E notevole capacità di discernimento

Virtù di una Germania ormai scomparsa

Ha oltre novanta anni e un carattere di acciaio

Fiduciosa, serena, onesta e schietta

Mentre camminiamo, conversando

Ammiriamo, con rispetto

Le bellezze architettoniche del passato

E ci lamentiamo di una società oramai artificiale

Fatta di propaganda ed ingegneria sociale

Il migliore dei mondi possibili è di una noia incredibile

Gli illuminati e gli emancipati ad ogni angolo

Come in un film orwelliano totalitario soft

La stampa asservita ai grandi poteri internazionali

Dove sono finiti i geniali pensatori tedeschi oggi?

Mancano iconoclasti che pensano fuori dagli schemi obbligati

Parliamo di Ludwig Klages, e di Stefan George

Di quest’ultimo lei ha avuto il privilegio raro

Aver potuto vedere alcune pagine manoscritte

Entriamo in una libreria

Ma usciamo dopo pochi minuti

La letteratura schiava del pensiero unico globale non ci interessa

Fortunati sono Thomas Man e Hermann Hesse

Di non aver dovuto assistere a una tale decadenza

Il paese è perduto, finito, cancellata la sua eredità

E gli ultimi tedeschi, come i Rosacroce

Sono ormai emigrati in Oriente

Ma il cenacolo iniziatico della Germania Segreta

Da qualche parte fra le nuvole ancora si riunisce

Per onorare la vera ed originaria lingua dei tedeschi

 

Roberto Minichini, alias Siegfried von Mainz, Gorizia, Impero Austro-Ungarico