
Su questo pianeta esistono villaggi molto noiosi. Alcuni di
questi villaggi credono di essere una città, la mentalità è pero estremamente
ristretta ed alquanto provinciale. Vediamo facce spente, discorsi conformisti,
corpi che disperatamente e con ogni mezzo lottano contro il tempo, quando è
cosi bello saper vivere onestamente la propria età. Oggi ho incontrato diverse
donne molto belle, e ho forse ho passato qualche ora di serenità. In verità,
no. La testa, i pensieri altrove, lontani. L’ho sognata, stanotte, un sogno
lucido, la grande pazza, è una donna pericolosa, una furia uscita dall’inferno.
Ero, nel sogno, a stare insieme con delle persone in campagna. Signore di mezza
età ed anche di qualche anno in più, con i loro nipoti a ridere con me,
apparecchiano da mangiare e da bere, una musica stupida proveniente da una
radio crea l’atmosfera di una piccola festa di compleanno. Un pezzo di vita
normale anche per me, finalmente. All’improvviso si vede sull’orizzonte
arrivare una colonna di macchine. Sa sempre tutto la signora, è onnisapiente,
come Dio, forse lei si crede di essere infallibile come Dio. Vuole dimostrare
che non c’è possibilità che lei non mi trovi, lei è l’occhio che controlla
l’intero mondo, l’imperatrice. Quando scende dalla sua macchina ha lo sguardo
gelido e finge di ignorarmi. Le gentili signore in mia compagnia abbassano lo
sguardo, hanno paura, non capiscono cosa sta succedendo. Anche i ragazzi, che
poco prima erano assai rumorosi e spacconi, ora di colpo sembrano muti, umili,
paralizzati. Lei poi si avvicina a me, fissandomi con odio, la solita scena, mi
sembra di rivedere lo stesso film cento volte. Quelli che la accompagnano
rimangono nelle macchine, a parte cinque o sei brutti personaggi, che non so da
quale manicomio criminale sono stati tirati fuori. Prendo velocemente una birra
che si trova sul piccolo tavolo e fingo, anche se a me la birra fa
profondamente schifo, di bere in stile ubriacone, lo faccio per farla
arrabbiare. Ma non serve, lei sa che io detesto tutti gli alcolici e che sono
l’uomo più astemio che si possa concepire. Una volta arrivata a noi, continua
ad ignorarmi, e si rivolge alle donne che stavano a mangiare e bere insieme a
me. Finge di essere gentile, in verità le scruta, se le studia, per vedere
eventuali concorrenti, che, in seguito a un suo evidente ed immediato giudizio
inappellabile, chiaramente non esistono. Parla, si informa dei nomi e delle
regioni di provenienza, chiede delle ricette di cucina, fa domande sui ragazzi,
ma non ascolta neanche le risposte, mentre le gentili signore sembrano
sollevate e cominciano a tranquillizzarsi. In seguito a tutto ciò nel sogno poi
me la trovo d’avanti, giovane pazza fanatica, profumatissima e bellissima,
capelli biondi, occhi quasi da orientale, a metà cinesi. Avverto il suo corpo,
quel suo magnifico corpo, caldo, accogliente, molto fecondo, atletico, di una
donna esperta di diverse arti marziali. Se non fosse pericolosamente pazza e
violenta, sarebbe un diamante raro di femmina, è anche straordinariamente
intelligente e leale. Sembra dolce, ora, è diventata dolcissima, la sua
dolcissima seconda natura appare, vorrei non fidarmi ma poi mi lascio andare,
riesce a catturarmi ogni volta. Siamo strettamente abbracciati a lungo, molto a
lungo, abbiamo il contatto viso contro viso, i suoi occhi completamente e
profondamente dentro i miei, un bacio che sembra non finire più. Passa tanto
tempo, forse molte ore, quando tutto è finito, sembra scesa la notte, siamo
soli in un paesaggio lunare, fa freddo, veramente tanto freddo. Le gentili
signore e i ragazzi sono morti per terra, una scena terribile, da incubo. Le
macchine non ci sono più, lei ed io per la prima volta veramente da soli, come
i primi tempi, quando il paradiso sembrava vicino, tanto vicino, prima di
trasformarsi nel regno del terrore. I suoi occhi continuano ad essere vicini al
mio viso, e sembrano essere molto grandi, mi fissa senza dirmi nulla e anche io
non parlo.
Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025