lunedì 16 giugno 2025

Isola di estasi e piacere (Poesia di Roberto Minichini)


Isola di estasi e piacere

Sepolta nel verde

E le dita che si intrecciano

Oltre alle anime

Anche i corpi comunicano

E questa simbiosi è un privilegio

Di cui siamo grati alle forze del destino

Mentre gli occhi si esplorano

Non trovando mai sazietà

I baci indicano una meravigliosa primavera

Già passata o forse futura

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

sabato 14 giugno 2025

Una rosa serale con cui camminare (Poesia di Roberto Minichini)


Una rosa serale con cui camminare

Ed ascoltare finalmente

Discorsi intelligenti

Chiudendo magari ogni tanto gli occhi

Le mani delicate di giovane donna

Che ancora spera in un futuro grandioso

Ma vuole sapere della sua carta astrologica

La quale è una piccola fotografia del destino

Stasera però non voglio fare l’astrologo

Meglio tacere ed ascoltare questa voce

La quale esamina un punto alla volta

Con calma

Sento profumo di capelli freschi

E penso al tempo che passa

Forse è una buona idea fermare l’istante

Qui ed ora

E domani?

Il domani lo lasciamo stare

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

venerdì 13 giugno 2025

Ci interessa solo (Poesia di Roberto Minichini)


Ci interessa solo

Fare l’amore e le belle donne

Non vogliamo discussioni

O ammirare falsi filosofi

Neanche ascoltare

L’ennesimo ideologo emancipato moderno

O la finta maga di turno

Che non sa fare nessuna vera magia operativa

Tutto ciò ci esce fuori dalle orecchie

Che noia, le riunioni dei pettegoli

Con le loro miserie e i loro segreti ignobili

Non ci portano la gioia a cui teniamo

Vogliamo fresca bellezza e gentilezza

Erotismo, fecondità, baci intensi

Avventure antiborghesi sensuali

Natura paradisiaca senza turisti

E senza affaristi

Stare lontani dai partiti politici e dai giornalisti

E dai circoli dei pittori del conformismo imbalsamato

Che sembrano chiese laiche della bontà recitata

E si è impregnati dalle convenzioni vigenti

Rifiutiamo le false amicizie e gli ipocriti

Chi mente quando parla e chi segue le mode

Vogliamo anime di luce, teocratiche ed antiche

E non i guru immorali delle false nuove religioni

I sorrisi di plastica degli intellettuali di regime

Promossi da lobby ed interessi economici

Sono lontani da noi

Che siamo seduti, nudi, nel deserto

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

Fin dalla nascita (Poesia di Roberto Minichini)


Fin dalla nascita

Circondati dall’amore

Di una famiglia tradizionale esemplare

Dove vigeva il cattolicesimo

Siamo stati fin troppo viziati

Sotto un cielo germanico gentile

Abbiamo praticato la magia

Crescendo

Invece di studiare matematica

Abbiamo litigato con i preti

Ed imparato a leggere i Tarocchi

Facendo ogni notte

Bellissime sedute spiritiche

Specializzandoci

Durante l’adolescenza

In stregoneria teutonica nordica

E magia nera medievale

I destini sono scritti

Nessuno è libero

Tutti marionette

Che non riescono ad uscire

Dalla propria limitata pelle

E dipendono dagli astri e dagli antenati

Gloria ad Odino e alla Germania Eterna!

Mentre la grappa analcolica croata ci illumina

Chiudiamo gli occhi e vediamo il volto

Di Josip Broz Tito, il grande partigiano jugoslavo

Nostro parente lontano, morto in odore in santità

Un uomo straordinario e miracoloso

Mentre oggi viviamo in un deserto di nullità

Ed ovunque vedo solo nani mediocri e squallidi

Viva la Jugoslavija unita, lunga vita al socialismo!

Buttate fuori Hitler!

Buttate fuori Mussolini!

Buttate fuori Stalin!

Dalla nostra amata terra e patria!

Non vogliamo invasori e non faremo parte

Di nessun impero e di nessuna influenza straniera!

In alto i bicchieri della grappa analcolica croata!

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

giovedì 12 giugno 2025

Le tecniche di divinazione (Racconto di Roberto Minichini)


Le tecniche di divinazione non funzionano se non si è in possesso di uno spirito della divinazione, incorporato dentro la propria anima. Questo è un dono che si ottiene fin dalla nascita, ereditato dagli antenati. Le masse fintamente emancipate del capitalismo individualistico sono all’assalto isterico dei templi dove si praticano i misteri, un fenomeno tipico ed evidente dei tempi ultimi. Agitazioni inutili, come tutte le agitazioni esteriori, illusioni di massa, che servono a creare l’ennesimo mercato per polli a cui togliere soldi con promesse prive di fondamento. Uno dei canali preferiti e più potenti dello spirito della divinazione è il sogno, in quanto durante il sonno il secondo corpo invisibile, sottile e fatto di colore argento, si stacca temporaneamente dal corpo fisico e viaggia in altre dimensioni. Eccola di nuovo che invade un mio sogno, la regina pazza dell’apocalisse, vestita in una divisa nera, con la bandiera nera e sopra un cavallo nero. Si avvicina a galoppo mentre cammino, ma non capisco che tipo di ambiente è. Attorno è tutto silenzioso e sembra un posto privo di forme. Non vedo nulla, solo nebbia. Arrivata a me scende dal cavallo con un salto e mi offre la sua pistola, la quale è di colore nero ed è molto grande. Rifiuto la pistola con un gesto e le dico semplicemente: “Ciao”. Lei sorride, e non dice nulla. Butta la pistola per terra, ma poi fra sue mani spunta un pugnale, dal manico nero e con il teschio da morto sopra. Ora sto per cambiare umore e comincio a diventare cattivo e le dico:” Stavo passeggiando per raggiungere il bosco e leggermi in pace sotto un albero un libro di filosofia cinese. Mi stai dando fastidio e non voglio vedere questi tuoi comportamenti da immatura estremista assassina psicopatica. Vai via, tu e le tue idiozie e tutti gli idioti che sono come te.” Nessuna risposta, mi fissa con aria di sfida, lei deve sempre vincere, lei è l’incarnazione di Dio sulla terra, ma non si rende conto di essere posseduta da satana. Eccola, vicinissima, con questi suoi capelli biondi naturale, lunghi, soffici, profumati, finalmente ha smesso di tingersi con i colori assurdi, ora è quello che veramente è a livello autentico, senza finzioni o trucchi. Non ci parliamo, ma le mani si toccano, tutte e due le mani strette le une dentro le altre. Forse passa un’ora in questa maniera, i tempi non sono chiari. Rompo il nostro reciproco mutismo e le chiedo: ”Che tipo di posto è questo?” Attorno si è formata una nebbia sempre più spessa, ormai non vedo neanche più il cavallo, ma sento ogni tanto il rumore degli zoccoli dell’animale. Poi lei parla, è la sua voce, assolutamente inconfondibile: ”Siamo in Cina. Non hai bisogno di leggere noiosi libri sulla filosofia cinese in inglese, hai i veri cinesi qua, chiedi a loro.” Apro gli occhi e capisco che mi sono svegliato, che il sogno è finito.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

mercoledì 11 giugno 2025

Poche persone sanno che i gufi parlano (Scritto di Roberto Minichini)


Poche persone sanno che i gufi parlano. Se si approfondisce la questione si scopre che tutti gli animali parlano e hanno un loro preciso e sviluppato linguaggio. Anche le piante e i sassi e il cielo e la terra comunicano. Quelli però che comunicano di più di tutti sono i morti. Essendo le loro anime spesso depositate in dimensioni esistenziali larvali, grigie, ristrette ed infelici, hanno bisogno di parlare. Mia nonna croata diceva sempre che chi muove troppo la lingua, parla troppo, si occupa dei fatti degli altri invece di pensare ai fatti suoi, probabilmente ha la testa vuota e la deve per forza riempire di qualcosa. Da parte mia aggiungo che questo vale anche per le anime dei morti. Fin da bambino parlo con i morti e vedo la morte arrivare per i viventi, prevedo i decessi con sicurezza matematica. In questo era specializzata anche la mia cara nonna croata. Come amava ripetere sempre il mio insegnante di musica tedesco quando avevo sette o otto anni, nella vita non ci sono doveri e non ci sono responsabilità, sono tutte cose inventate ed imposte da altri esseri umani e cambiano di continuo, l’unica cosa che dobbiamo fare tutti è crepare. Teoricamente con lui dovevo studiare musica, egli era un anziano veterano tedesco della seconda guerra mondiale, ed aveva una protesi al posto della gamba destra. Non ho mai studiato musica, istintivamente considero la musica una cosa inutile e spesso assai sgradevole, in particolare i canti delle voci umane, quindi ero un pessimo studente, il peggiore di tutto il corso. Alla fine mi hanno espulso, sono stato l’unico espulso su oltre 300 fra studenti e studentesse di tutte le età. Mio padre aveva pagato tanti soldi per quel corso privato, soldi buttati via, lui voleva il figlio musico, ma il figlio alla fine ha rifiutato la musica ed è andato a frequentare con gioia un corso di scacchi. Ho avuto una infanzia tranquilla e felice, tutta tedesca, di una Germania che non c’è più, un paese bellissimo con gente che era il mio tipo di carattere ideale. Onestà, disciplina, rispetto della parola data, impegno nel lavoro, nello sport, nella tecnica, nella economia, osservanza della educazione civica e delle leggi, questa la Germania che adoro. Ovviamente un bambino e un adolescente percepisce le cose in modo molto limitato e soggettivo, ma questa è la mia esperienza interiore. Quando mi chiedevano, visto che ero figlio di immigrati, a che nazione mi sentivo di appartenere, a quella italiana, jugoslava o tedesca, io rispondevo sempre senza esitare: io sono un tedesco e sono fedele alla Germania e voglio essere sepolto su suolo tedesco, anche se muoio al Polo Nord o in Cina. Ero l’unico figlio di immigrati che conoscevo che aveva questo atteggiamento, generalmente gli altri bambini e ragazzini, pur essendo nati e cresciuti in Germania come me, tendevano ad identificarsi abbastanza fortemente con i paesi d’origine dei propri genitori. Praticavo molti sport, diverse arti marziali, come il judo, il karate, il taekwondo e poi giocavo a calcio e facevo atletica leggera e nuoto. Da adulto invece sarai diventato un sedentario topo di biblioteca, filologo germanico e filologo slavo, cartomante e mago erotomane, mangiatore incallito di hamburger, kebab e pizze, cibi consumati sempre sotto forma assai piccante e molto ben farcita. Inoltre sono sempre stato un appassionato, solo però in occasioni speciali e con amici speciali, della pipa e dei sigari. Ci sono però due cose che mi hanno sempre distinto dai tedeschi in mezzo ai quali sono cresciuto e che mi hanno trasmesso tutto. Questi tedeschi di allora che ho conosciuto bene avevano il culto del lavoro e dell’ordine, io invece ho il culto dell’ozio e del caos.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

martedì 10 giugno 2025

Su questo pianeta esistono villaggi molto noiosi (Racconto di Roberto Minichini)


Su questo pianeta esistono villaggi molto noiosi. Alcuni di questi villaggi credono di essere una città, la mentalità è pero estremamente ristretta ed alquanto provinciale. Vediamo facce spente, discorsi conformisti, corpi che disperatamente e con ogni mezzo lottano contro il tempo, quando è cosi bello saper vivere onestamente la propria età. Oggi ho incontrato diverse donne molto belle, e ho forse ho passato qualche ora di serenità. In verità, no. La testa, i pensieri altrove, lontani. L’ho sognata, stanotte, un sogno lucido, la grande pazza, è una donna pericolosa, una furia uscita dall’inferno. Ero, nel sogno, a stare insieme con delle persone in campagna. Signore di mezza età ed anche di qualche anno in più, con i loro nipoti a ridere con me, apparecchiano da mangiare e da bere, una musica stupida proveniente da una radio crea l’atmosfera di una piccola festa di compleanno. Un pezzo di vita normale anche per me, finalmente. All’improvviso si vede sull’orizzonte arrivare una colonna di macchine. Sa sempre tutto la signora, è onnisapiente, come Dio, forse lei si crede di essere infallibile come Dio. Vuole dimostrare che non c’è possibilità che lei non mi trovi, lei è l’occhio che controlla l’intero mondo, l’imperatrice. Quando scende dalla sua macchina ha lo sguardo gelido e finge di ignorarmi. Le gentili signore in mia compagnia abbassano lo sguardo, hanno paura, non capiscono cosa sta succedendo. Anche i ragazzi, che poco prima erano assai rumorosi e spacconi, ora di colpo sembrano muti, umili, paralizzati. Lei poi si avvicina a me, fissandomi con odio, la solita scena, mi sembra di rivedere lo stesso film cento volte. Quelli che la accompagnano rimangono nelle macchine, a parte cinque o sei brutti personaggi, che non so da quale manicomio criminale sono stati tirati fuori. Prendo velocemente una birra che si trova sul piccolo tavolo e fingo, anche se a me la birra fa profondamente schifo, di bere in stile ubriacone, lo faccio per farla arrabbiare. Ma non serve, lei sa che io detesto tutti gli alcolici e che sono l’uomo più astemio che si possa concepire. Una volta arrivata a noi, continua ad ignorarmi, e si rivolge alle donne che stavano a mangiare e bere insieme a me. Finge di essere gentile, in verità le scruta, se le studia, per vedere eventuali concorrenti, che, in seguito a un suo evidente ed immediato giudizio inappellabile, chiaramente non esistono. Parla, si informa dei nomi e delle regioni di provenienza, chiede delle ricette di cucina, fa domande sui ragazzi, ma non ascolta neanche le risposte, mentre le gentili signore sembrano sollevate e cominciano a tranquillizzarsi. In seguito a tutto ciò nel sogno poi me la trovo d’avanti, giovane pazza fanatica, profumatissima e bellissima, capelli biondi, occhi quasi da orientale, a metà cinesi. Avverto il suo corpo, quel suo magnifico corpo, caldo, accogliente, molto fecondo, atletico, di una donna esperta di diverse arti marziali. Se non fosse pericolosamente pazza e violenta, sarebbe un diamante raro di femmina, è anche straordinariamente intelligente e leale. Sembra dolce, ora, è diventata dolcissima, la sua dolcissima seconda natura appare, vorrei non fidarmi ma poi mi lascio andare, riesce a catturarmi ogni volta. Siamo strettamente abbracciati a lungo, molto a lungo, abbiamo il contatto viso contro viso, i suoi occhi completamente e profondamente dentro i miei, un bacio che sembra non finire più. Passa tanto tempo, forse molte ore, quando tutto è finito, sembra scesa la notte, siamo soli in un paesaggio lunare, fa freddo, veramente tanto freddo. Le gentili signore e i ragazzi sono morti per terra, una scena terribile, da incubo. Le macchine non ci sono più, lei ed io per la prima volta veramente da soli, come i primi tempi, quando il paradiso sembrava vicino, tanto vicino, prima di trasformarsi nel regno del terrore. I suoi occhi continuano ad essere vicini al mio viso, e sembrano essere molto grandi, mi fissa senza dirmi nulla e anche io non parlo.

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025