giovedì 12 giugno 2025

Le tecniche di divinazione (Racconto di Roberto Minichini)


Le tecniche di divinazione non funzionano se non si è in possesso di uno spirito della divinazione, incorporato dentro la propria anima. Questo è un dono che si ottiene fin dalla nascita, ereditato dagli antenati. Le masse fintamente emancipate del capitalismo individualistico sono all’assalto isterico dei templi dove si praticano i misteri, un fenomeno tipico ed evidente dei tempi ultimi. Agitazioni inutili, come tutte le agitazioni esteriori, illusioni di massa, che servono a creare l’ennesimo mercato per polli a cui togliere soldi con promesse prive di fondamento. Uno dei canali preferiti e più potenti dello spirito della divinazione è il sogno, in quanto durante il sonno il secondo corpo invisibile, sottile e fatto di colore argento, si stacca temporaneamente dal corpo fisico e viaggia in altre dimensioni. Eccola di nuovo che invade un mio sogno, la regina pazza dell’apocalisse, vestita in una divisa nera, con la bandiera nera e sopra un cavallo nero. Si avvicina a galoppo mentre cammino, ma non capisco che tipo di ambiente è. Attorno è tutto silenzioso e sembra un posto privo di forme. Non vedo nulla, solo nebbia. Arrivata a me scende dal cavallo con un salto e mi offre la sua pistola, la quale è di colore nero ed è molto grande. Rifiuto la pistola con un gesto e le dico semplicemente: “Ciao”. Lei sorride, e non dice nulla. Butta la pistola per terra, ma poi fra sue mani spunta un pugnale, dal manico nero e con il teschio da morto sopra. Ora sto per cambiare umore e comincio a diventare cattivo e le dico:” Stavo passeggiando per raggiungere il bosco e leggermi in pace sotto un albero un libro di filosofia cinese. Mi stai dando fastidio e non voglio vedere questi tuoi comportamenti da immatura estremista assassina psicopatica. Vai via, tu e le tue idiozie e tutti gli idioti che sono come te.” Nessuna risposta, mi fissa con aria di sfida, lei deve sempre vincere, lei è l’incarnazione di Dio sulla terra, ma non si rende conto di essere posseduta da satana. Eccola, vicinissima, con questi suoi capelli biondi naturale, lunghi, soffici, profumati, finalmente ha smesso di tingersi con i colori assurdi, ora è quello che veramente è a livello autentico, senza finzioni o trucchi. Non ci parliamo, ma le mani si toccano, tutte e due le mani strette le une dentro le altre. Forse passa un’ora in questa maniera, i tempi non sono chiari. Rompo il nostro reciproco mutismo e le chiedo: ”Che tipo di posto è questo?” Attorno si è formata una nebbia sempre più spessa, ormai non vedo neanche più il cavallo, ma sento ogni tanto il rumore degli zoccoli dell’animale. Poi lei parla, è la sua voce, assolutamente inconfondibile: ”Siamo in Cina. Non hai bisogno di leggere noiosi libri sulla filosofia cinese in inglese, hai i veri cinesi qua, chiedi a loro.” Apro gli occhi e capisco che mi sono svegliato, che il sogno è finito.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

mercoledì 11 giugno 2025

Poche persone sanno che i gufi parlano (Scritto di Roberto Minichini)


Poche persone sanno che i gufi parlano. Se si approfondisce la questione si scopre che tutti gli animali parlano e hanno un loro preciso e sviluppato linguaggio. Anche le piante e i sassi e il cielo e la terra comunicano. Quelli però che comunicano di più di tutti sono i morti. Essendo le loro anime spesso depositate in dimensioni esistenziali larvali, grigie, ristrette ed infelici, hanno bisogno di parlare. Mia nonna croata diceva sempre che chi muove troppo la lingua, parla troppo, si occupa dei fatti degli altri invece di pensare ai fatti suoi, probabilmente ha la testa vuota e la deve per forza riempire di qualcosa. Da parte mia aggiungo che questo vale anche per le anime dei morti. Fin da bambino parlo con i morti e vedo la morte arrivare per i viventi, prevedo i decessi con sicurezza matematica. In questo era specializzata anche la mia cara nonna croata. Come amava ripetere sempre il mio insegnante di musica tedesco quando avevo sette o otto anni, nella vita non ci sono doveri e non ci sono responsabilità, sono tutte cose inventate ed imposte da altri esseri umani e cambiano di continuo, l’unica cosa che dobbiamo fare tutti è crepare. Teoricamente con lui dovevo studiare musica, egli era un anziano veterano tedesco della seconda guerra mondiale, ed aveva una protesi al posto della gamba destra. Non ho mai studiato musica, istintivamente considero la musica una cosa inutile e spesso assai sgradevole, in particolare i canti delle voci umane, quindi ero un pessimo studente, il peggiore di tutto il corso. Alla fine mi hanno espulso, sono stato l’unico espulso su oltre 300 fra studenti e studentesse di tutte le età. Mio padre aveva pagato tanti soldi per quel corso privato, soldi buttati via, lui voleva il figlio musico, ma il figlio alla fine ha rifiutato la musica ed è andato a frequentare con gioia un corso di scacchi. Ho avuto una infanzia tranquilla e felice, tutta tedesca, di una Germania che non c’è più, un paese bellissimo con gente che era il mio tipo di carattere ideale. Onestà, disciplina, rispetto della parola data, impegno nel lavoro, nello sport, nella tecnica, nella economia, osservanza della educazione civica e delle leggi, questa la Germania che adoro. Ovviamente un bambino e un adolescente percepisce le cose in modo molto limitato e soggettivo, ma questa è la mia esperienza interiore. Quando mi chiedevano, visto che ero figlio di immigrati, a che nazione mi sentivo di appartenere, a quella italiana, jugoslava o tedesca, io rispondevo sempre senza esitare: io sono un tedesco e sono fedele alla Germania e voglio essere sepolto su suolo tedesco, anche se muoio al Polo Nord o in Cina. Ero l’unico figlio di immigrati che conoscevo che aveva questo atteggiamento, generalmente gli altri bambini e ragazzini, pur essendo nati e cresciuti in Germania come me, tendevano ad identificarsi abbastanza fortemente con i paesi d’origine dei propri genitori. Praticavo molti sport, diverse arti marziali, come il judo, il karate, il taekwondo e poi giocavo a calcio e facevo atletica leggera e nuoto. Da adulto invece sarai diventato un sedentario topo di biblioteca, filologo germanico e filologo slavo, cartomante e mago erotomane, mangiatore incallito di hamburger, kebab e pizze, cibi consumati sempre sotto forma assai piccante e molto ben farcita. Inoltre sono sempre stato un appassionato, solo però in occasioni speciali e con amici speciali, della pipa e dei sigari. Ci sono però due cose che mi hanno sempre distinto dai tedeschi in mezzo ai quali sono cresciuto e che mi hanno trasmesso tutto. Questi tedeschi di allora che ho conosciuto bene avevano il culto del lavoro e dell’ordine, io invece ho il culto dell’ozio e del caos.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

martedì 10 giugno 2025

Su questo pianeta esistono villaggi molto noiosi (Racconto di Roberto Minichini)


Su questo pianeta esistono villaggi molto noiosi. Alcuni di questi villaggi credono di essere una città, la mentalità è pero estremamente ristretta ed alquanto provinciale. Vediamo facce spente, discorsi conformisti, corpi che disperatamente e con ogni mezzo lottano contro il tempo, quando è cosi bello saper vivere onestamente la propria età. Oggi ho incontrato diverse donne molto belle, e ho forse ho passato qualche ora di serenità. In verità, no. La testa, i pensieri altrove, lontani. L’ho sognata, stanotte, un sogno lucido, la grande pazza, è una donna pericolosa, una furia uscita dall’inferno. Ero, nel sogno, a stare insieme con delle persone in campagna. Signore di mezza età ed anche di qualche anno in più, con i loro nipoti a ridere con me, apparecchiano da mangiare e da bere, una musica stupida proveniente da una radio crea l’atmosfera di una piccola festa di compleanno. Un pezzo di vita normale anche per me, finalmente. All’improvviso si vede sull’orizzonte arrivare una colonna di macchine. Sa sempre tutto la signora, è onnisapiente, come Dio, forse lei si crede di essere infallibile come Dio. Vuole dimostrare che non c’è possibilità che lei non mi trovi, lei è l’occhio che controlla l’intero mondo, l’imperatrice. Quando scende dalla sua macchina ha lo sguardo gelido e finge di ignorarmi. Le gentili signore in mia compagnia abbassano lo sguardo, hanno paura, non capiscono cosa sta succedendo. Anche i ragazzi, che poco prima erano assai rumorosi e spacconi, ora di colpo sembrano muti, umili, paralizzati. Lei poi si avvicina a me, fissandomi con odio, la solita scena, mi sembra di rivedere lo stesso film cento volte. Quelli che la accompagnano rimangono nelle macchine, a parte cinque o sei brutti personaggi, che non so da quale manicomio criminale sono stati tirati fuori. Prendo velocemente una birra che si trova sul piccolo tavolo e fingo, anche se a me la birra fa profondamente schifo, di bere in stile ubriacone, lo faccio per farla arrabbiare. Ma non serve, lei sa che io detesto tutti gli alcolici e che sono l’uomo più astemio che si possa concepire. Una volta arrivata a noi, continua ad ignorarmi, e si rivolge alle donne che stavano a mangiare e bere insieme a me. Finge di essere gentile, in verità le scruta, se le studia, per vedere eventuali concorrenti, che, in seguito a un suo evidente ed immediato giudizio inappellabile, chiaramente non esistono. Parla, si informa dei nomi e delle regioni di provenienza, chiede delle ricette di cucina, fa domande sui ragazzi, ma non ascolta neanche le risposte, mentre le gentili signore sembrano sollevate e cominciano a tranquillizzarsi. In seguito a tutto ciò nel sogno poi me la trovo d’avanti, giovane pazza fanatica, profumatissima e bellissima, capelli biondi, occhi quasi da orientale, a metà cinesi. Avverto il suo corpo, quel suo magnifico corpo, caldo, accogliente, molto fecondo, atletico, di una donna esperta di diverse arti marziali. Se non fosse pericolosamente pazza e violenta, sarebbe un diamante raro di femmina, è anche straordinariamente intelligente e leale. Sembra dolce, ora, è diventata dolcissima, la sua dolcissima seconda natura appare, vorrei non fidarmi ma poi mi lascio andare, riesce a catturarmi ogni volta. Siamo strettamente abbracciati a lungo, molto a lungo, abbiamo il contatto viso contro viso, i suoi occhi completamente e profondamente dentro i miei, un bacio che sembra non finire più. Passa tanto tempo, forse molte ore, quando tutto è finito, sembra scesa la notte, siamo soli in un paesaggio lunare, fa freddo, veramente tanto freddo. Le gentili signore e i ragazzi sono morti per terra, una scena terribile, da incubo. Le macchine non ci sono più, lei ed io per la prima volta veramente da soli, come i primi tempi, quando il paradiso sembrava vicino, tanto vicino, prima di trasformarsi nel regno del terrore. I suoi occhi continuano ad essere vicini al mio viso, e sembrano essere molto grandi, mi fissa senza dirmi nulla e anche io non parlo.

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

lunedì 9 giugno 2025

Vuoto (Racconto di Roberto Minichini)


Dicono che il sonno porti buon consiglio, ma non è vero, il sonno invia sogni che aumentano il disagio escatologico, e la percezione certa del trionfo del regno delle tenebre. Tutto sembra finto, tutto sembra distorto, tutto sembra capovolto, artificiale e profanato. Inserito dentro una dimensione del nulla, del vuoto, del freddo, della dittatura quantitativa, dell’atroce relativismo, ove ogni fenomeno squallido imperante sembra essere il tutto e il contrario di tutto e le ombre melanconiche sembrano a volte parlare con se stesse. Abbiamo dovuto mangiare le castagne dell’oro alchemico edenico per scoprire che i chiacchieroni, i pettegoli e i bugiardi non fanno parte del nostro tipo di umanità. Ci opponiamo al partito immorale dell’adulterio ma facciamo parte del partito dell’erotismo onesto e pulito, dove nessuno viene truffato. Le delizie del sesso carnale sono però poca cosa una volta che si sono assaggiate le delizie della vita dello spirito, povera e miseranda, spesso squallida, cosa è la carne, la quale marcisce presto, eterna invece l’anima e questa anima ha bisogno di salvezza luminosa e non di perdizione oscura. Disprezziamo sia la borghesia mercantile che l’affarismo, il culto del denaro e del guadagno, in quanto siamo esponenti dell’antica aristocrazia. Abbiamo una concezione monarchica, teocratica e feudale della vita, preindustriale ed anti illuminista. L’intera creazione parla in maniera evidente di una sola realtà, la inevitabile presenza della morte, e che la morte per tutti porta a termina l’esperienza terrena. Meditare costantemente sulla morte, visualizzare i giardini del paradiso e i supplizi dell’inferno, rimanere stupiti di fronte al mistero della vita oltremondana che verrà presto per tutti. Possono morire anche i giovani, essi però hanno una possibilità in più di rimanere ancora in questa effimera dimensione, ma senza alcuna garanzia. Giunti a una certa età, quanto ancora ci si illude di poter andare avanti? Buon uso è vedere la propria fine molto vicina e costruirsi da soli la propria bara e dormirci dentro di notte. Attaccarsi a questa vita temporanea, volere cercare di trasformarla in un paradiso di felicità è una impresa destinata sempre al fallimento. Dio ha creato il mondo come luogo di prova, imperfezione e sacrifici. Bisogna invece limitare i propri desideri e le proprie speranze, e si dice giustamente che chi si acconta gode. I desideri e le ambizioni non soddisfatti portano solo a frustrazione e sofferenza, e questa è una lezione indiretta per chi pretende troppo. Temiamo le masse, che sono capaci di ogni tipo di massacro e brutalità, e della distruzione dei luoghi sacri, la cui luce intrinseca sfugge ai loro spiriti oscurati e dozzinali. Questo periodo storico è malvagio, sempre più malvagio, le forze infernali ingannano l’umanità. Abbiamo dimenticato che cosa sia l’amore e ridere ci è proibito da anni. Di fronte ai figli siamo indifferenti, in quanto animati da un fanatismo che rasenta la follia, e non abbiamo certo il tempo per vivere dentro un asilo. Il matrimonio è importante, ma solo se è un legame sacro ed onorato come tale, altrimenti è una ipocrita convenzione borghese. Nei villaggi dimenticati, abitati da gente molto anziana, ci sono le galline che passano il tempo a credere di essere aquile, mentre le vere aquile, che volano nei boschi circostanti, non ci tengono a passare per galline. Sfuggite alle tenebre del nulla capovolto che incombono, ora noi vediamo nelle profezie il fuoco enorme di Dio che colpisce dal cielo intere nazioni, gli innocenti soffrono e periscono nel caos in queste visioni sul futuro, tutto ciò per colpa dei peccati dei corrotti e dei miscredenti, che hanno attirato l’ira divina sulla umanità immersa nel buio della idolatria e del materialismo. I credenti devono pregare sempre per la pace, rifiutare l’odio, le armi e gli eserciti e non collaborare con i politici e i potenti di questo basso mondo. Non vogliamo monaci che cantano e ballano, vogliamo monaci che sanno pensare profondamente e che leggono i libri antiche con i detti dei padri del deserto. L’anima matura non cerca divertimenti, non è schiava dei propri bassi istinti animali e non è interessata ai fatti privati degli altri. La corruzione morale e il vizio attirano su di se la maledizione di Dio, e non credete ai teologi dell’ateismo che vi vogliono convincere del contrario. Chi beve alcolici non deve baciare la mano a un santo eremita, in quanto i santi eremiti sono creature pure ed angeliche. Di notte noi chiudiamo gli occhi e vediamo i demoni. Sono i demoni della modernità. Cosmopoliti piccolo borghesi si annidano ovunque e minacciano le fondamenta della società monarchica. Essi sono turpi, individualisti, pensano solo a bere, mangiare, festeggiare, andare in vacanza e mandare i loro figli nelle università straniere all’estero, illudendosi, tutti quanti, di aver messo al mondo dei personaggi storici o delle eccellenze nel campo scientifico. Suonate poca musica, la musica corrompe l’anima ed è il linguaggio preferito degli stolti e dei futili. Io non ho mai visto mai un filosofo che parla troppo con la gente, chi parla troppo con la gente non è un filosofo, è un mercante, o un pettegolo perdigiorno oppure è un politico. Bisogna ricordarsi sempre che la mela non cade lontana dall’albero e che l’albero si riconosce dai frutti e che il resto sono vergognose menzogne. Se rinnegate le vostre radici sarete sradicati voi, è solo questione di tempo, è una punizione divina garantita e giusta. Alla fine ogni cosa tornerà a Dio e Dio sceglierà i suoi fedeli devoti ed eletti a regnare con Lui sul rinnovato paradiso terreste e celeste. Comportatevi con rispetto e venerazione verso gli asceti e i santi, in quanto sono la parte migliore della umanità, il sale della terra.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

domenica 8 giugno 2025

Catastrofe (Racconto di Roberto Minichini)


Le belle speranze di una volta sono finite, ma probabilmente dovevo aspettarmelo da molto tempo, era ovvio, ed ormai qui si è all’interno di in un allucinante dramma, da cui non ci sono vie di uscite, tutto si sta sviluppando nel peggiore dei modi possibili. Sarà molto difficile ripetere l’esperimento di ballare per ore senza musica e completamente soli in un campo di grano immenso. Pensi ogni tanto a quella meravigliosa e gioiosa estate di pochi anni fa? Una stagione tutta nostra, di grandi dichiarazioni d’amore, passione erotica intensa, e poi sei rimasta incinta. Quando un uomo che ha certi valori tradizionali raggiunge la mezza età, e non ha realizzato il suo ideale di famiglia, e poi trova una donna molto più giovane, altrettanto tradizionalista, pronta a fondare insieme a lui quello che il nucleo primario e sacro di ogni società sana, allora quell’uomo, sicuramente uno stupido, potrebbe finire coinvolto in meccanismi imprevisti. Il fatto che tu, che sei la madre delle nostre tre piccole figlie, anche negli scritti pubblici usi come pseudonimo per me la definizione “il nostro caro Idiota” o semplicemente “l’Idiota incurabile” a questo punto fa poco ridere, perché corrisponde alla realtà. Sei entrata nella mia vita sotto una falsa identità, nome falso, nazionalità falsa, età falsa, parentela fittizia, una messinscena perfetta. Parlavi un italiano da donna nata e cresciuta in Italia, senza alcun accento straniero, e sapevi anche esprimerti in un ottimo friulano dell’Alto Friuli, meglio dei veri friulani. Ci sono cascato come uno scemo totale, credendo veramente che una donna del tuo livello, cosi giovane, bellissima e sensuale, estremamente colta, energica, incredibilmente intelligente e poliglotta, dotata di evidenti risorse economiche e contatti internazionali, potesse innamorarsi di me. Ti ha mandato quel prete fanatico che ha le visioni apocalittiche e che vive con i suoi adepti nei boschi, in mezzo ad una natura vergine piena di gelo e neve, lontanissimo dai centri abitati e praticamente irraggiungibile. A quell’anziano sacerdote, dalla barba ieratica medievale bianca e lunga, è capitato per caso di leggere i miei scritti teorici dove descrivevo l’intera attuale civiltà moderna come una manifestazione satanica e come preludio dell’avvento imminente dell’anticristo. Lui si è dichiarato entusiasta dei miei scritti dando l’ordine ai suoi uomini: “Portatemelo, voglio parlare con lui a quattro occhi, qua, nel nostro monastero, lui è quello che ci vuole”. Ho abboccato all’amo, e su questo amo mani sapienti hanno messo una giovane e brillante donna nuda e feconda, che mi ha raccontato in quel momento quello di cui avevo bisogno per sentirmi finalmente felice. Le prime notti assieme abbiamo dormito per terra, mangiato solo arrosto di agnello bosniaco piccante, il mio afrodisiaco preferito, e parlato a lungo del filosofo René Guénon e dello scrittore Michail Bulgakov. Sono diventato quello che sei tu, siamo diventati la stessa cosa, una unica anima ed una unica carne. Diversi mesi dopo, abbracciati stretti giorno e notte l’uno all’altra, mi hai portato a visitare quelle estese ed incredibili terre fatte di campi di grano infiniti, una specie di paradiso terrestre per Adamo ed Eva. Abbiamo adorato il sole che tramontava, durante quelle lunghissime e magiche serate in cui si faceva all’amore, era un sole speciale e gigantesco nel cielo, rosso fuoco, che sembrava grondare lacrime tragiche, a tratti inquietante e diabolico. Questo nostro sole, il sole di un amore fra opposti, è come una divinità primordiale, un padre e una madre assieme, che ci guarda sempre e ci protegge e ci dona guida e salvezza. Noi questo sole lo abbiamo profanato, lo abbiamo sporcato, abbiamo rovinato tutto. La colpa è della violenza che i politici hanno scatenato, questa maledetta e continua ed orribile violenza ed aggressività. Non ha forse insegnato il Cristo l’amore per il prossimo, il porgere l’altra guancia, e non ha forse insegnato il Cristo che saranno beati gli operatori di pace? Chi di spada ferisce di spada perisce, questo è scritto nelle Sacre Scritture. Il Cristianesimo è una religione pacifista, ma i preti e i potenti questo non lo capiscono, lo aveva però capito molto bene Tolstoj. Io amo il profumo della nostra terra, amo la nostra lingua, amo i nostri cibi e il ricordo dei nostri antenati. Forse una volta amavo anche te, ora non mi ricordo con certezza, per questo abbiamo fatto queste tre strane bambine, con i capelli biondi e gli occhi scuri. Il loro sguardo è davvero curioso, ogni tanto mi fissano in maniera insistente, molto da vicino, completamente mute, e mi chiedo: ma come fanno a guardare in quella maniera? Mi rivolgo alla nonna, le dico: “Lo vedi anche tu, che queste bambine hanno un modo di guardare ed osservare, a volte, che risulta davvero curioso?” E la nonna mi risponde “Queste cose te le inventi, per poter sparire in giro per il mondo a mettere incinte altre donne cristiane. Le bambine sono normali, perché hanno preso tutto dalla madre, sei tu, brutto disgraziato, a non essere normale.” Periodicamente mi viene voglia di picchiare la nonna delle mie figlie, mi offende sempre, è sicuramente indemoniata, ma non lo faccio, in quanto sono un uomo civilizzato, un cristiano devoto e un fine esegeta della Bibbia, e non reagisco alle provocazioni di una pazza che spesso puzza di grappa. Ma il peggiore di tutti è quello che dovrebbe teoricamente essere il mio “suocero”, anche lui ha il vizio di bere, e quando qualche bottiglia satanica di birra lo ispira troppo mi punta addosso la pistola e minaccia di spararmi. Continua ad affermare in maniera paranoica ed ossessiva che io sono una canaglia che ha messo tre volte incinta a tradimento e senza averla mai sposata sua figlia, la sua principessa, il suo gioiello, l’unica femmina fra quattro fratelli maschi, e che lui maledice di continuo nelle sue preghiere il giorno in cui mi ha visto la prima volta. Lui ignora il fatto che a te è stato ordinato di non firmare alcun patto matrimoniale ufficiale e che sei tu che decidi tutto ma non mi difendi davanti alle accuse dei tuoi anziani genitori. Essendo io ipersensibile e con tendenze medianiche e telepatiche, non posso tollerare una tale continua violenza domestica contro la mia figura di uomo patriarcale e teocratico. Voi dovete farmi espatriare, ho bisogno di pace per riflettere profondamente su tutte le croci dolorose che devo portare, e anche su tutte le croci dolorose che per colpa mia ho inflitto agli altri. Chiedo perdono al Signore della mia sporcizia morale e della mia perversione, del mio egoismo cinico e anche della mia idolatria inconscia. Dovete permettermi di lasciare il paese, di invecchiare altrove senza di voi e di dimenticarvi per qualche anno. Ho i nervi a pezzi. Tornerò, ma ci metterò del tempo per ritornare. Potrei per ora andare in Italia, una nazione allegra che abbiamo avuto sempre in simpatia dalle nostre parti. Voglio diventare un emigrato, andare in Italia. Farò esattamente quello che fanno gli italiani, talmente sarò integrato, che crederanno che io stesso sono sempre stato un italiano come loro. Mangerò spaghetti, canterò canzoni di amore ridendo a voce alta, avrò sempre la battuta pronta e qualche barzelletta da raccontare, e sarò un esperto di vini rossi e partite di calcio, dipingerò quadri di paesaggi toscani, chiese di Roma e le gondole di Venezia. Certo, c’è il problema della religione. Gli italiano sono purtroppo cattolici e non veri cristiani ma eretici. Solo noi seguaci della Chiesa Ortodossa siamo veri cristiani.

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

sabato 7 giugno 2025

Ricordi disperati di un mago nero (Racconto di Roberto Minichini)


Molto difficile potermi piacere. Ho troppo fornicato durante il corso della mia infelice vita e quando si mangia eccessivamente in ristoranti di lusso non ci si accontenta più della semplice cucina popolare. Per quanto riguarda la fornicazione a scopo procreazione, mi ha pure stufata, una fatica psicologica indicibile, tutto ciò che ho compiuto l’ho fatto solo per obbligo religioso e fedeltà di partito. Forse ho esagerato, tendo ad essere estremista a riguardo, e non riesco mai ad essere presente o seguire la partita fino in fondo, in quanto sono un vagabondo e uno sradicato che non ha un centro. Se oggi sono in un posto e parlo la tua lingua, poi mi portano via contro la mia volontà, i mostri che mi seguono fin dall’infanzia, e mi spostano altrove, a parlare un’altra lingua. Ogni cosa che tocco si trasforma in disgrazia, porto iella fin da quando ero neonato, e le mie maledizioni funzionano in maniera straordinaria, mentre le mie benedizioni non hanno alcun effetto. Diversi anni fa mi esercitavo anche nella arte di guaritore, ero un pranoterapeuta, tutti i miei pazienti sono peggiorati e la loro vita ha cominciato ad incontrare sfortune in ogni campo: matrimoni falliti, crolli economici, brutte sorprese da parenti, amici e figli, progetti di carriera o di viaggi bloccati. Non farti mai baciare o toccare in certe parti del corpo da me, e non fare in modo che io possa toglierti dei capelli e portarmeli via, o che io possa annusare la tua nuca con aspirazione profonda. Sono uno stregone malefico, un demone incarnato, sarò padrone per sempre di un pezzo della tua anima e farò del tuo inutile destino quello che mi piacerà fare. Ci sono due parole che non uso mai: democrazia ed uguaglianza, trattasi di concetti che nella mia mente semplicemente non esistono e che non comprendo. Non sai nulla della mia infanzia, e non sai chi in realtà mi ha cresciuto ed educato, sottoponendomi, mentre ero ancora bambino ad intense sedute di ipnosi ed addestramenti speciali per imparare ad entrare in trance. Era un tedesco, ma un tedesco vero, di quelli che oggi non esistono più. E mentre i miei genitori erano persi nei loro progetti mondani e nelle loro ambizioni lavorative, lui si occupava di me, ero il suo figlio adottivo. Fin dall’asilo nella Germania Occidentale ho imparato a disprezzare i miei coetanei, con loro non parlavo mai, oppure, se mi occupavo in qualche modo della loro esistenza, inviavo loro i miei corvi neri per picchiarli. Sai cosa sono i corvi neri? Trattasi di una tecnica che mi ha insegnato il mio padre adottivo tedesco, sono spiriti di colore scuro e grandi appunto come un corvo, che obbediscono agli ordini una volta evocati in maniera appropriata. Io li usavo per tormentare i miei coetanei, prima all’asilo e poi alla scuola elementare. Era difficile che io parlassi con qualcuno, credevano che avevo problemi, che ero muto e non vedevo la gente, forse anche temporaneamente cieco qualche volta. Ma quando parlavo ero un fiume in piena e parlavo senza soste per ore. Inoltre ero un sonnambulo, ma questo me lo hanno detto i miei genitori e delle dottoresse, io non mi sono accorto di nulla. Un giorno mi misi a parlare spontaneamente a scuola, ero scivolato dentro una trance, l’insegnante, una donna alta e magra dal volto cattivo e severo, si spaventò talmente tanto che si mise ad urlare sciocchezze e alla fine, per farmi smettere, mi aveva tirato diversi schiaffi.

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025

Starai seduto a baciare la mano (Poesia di Roberto Minichini)


Starai seduto

A baciare la mano

Del Maestro

Una volta tornato

In questo villaggio noioso

Pieno di pettegoli

Dove non ci sono Ismailiti persiani

A speculare sulle sfere degli esseri

E il determinismo astrale lunare

Dove l’argento incide nell’anima l’Amore

Per i Segreti Divini dei Mistici d’Oriente

I piccolo borghesi e i laici mi fanno paura

E le meschine vicende private mi ribrezzano

Non uso mai le parole degli altri

E la terra è banale, scialba

Priva di spiritualità e senza luce gnostica

Le ombre dei morti ci vengono a trovare

E vagamente ci ricordiamo

Le labbra delle concubine del Harem del Sultano

Sembra che il paradiso abbia sette livelli

Ed otto porte, fatte d’oro celestiale

Mentre ai teologi dell’esteriore è vietato l’accesso

Siamo noi i custodi del Mistero

Ormai, senza barba

E con i capelli ripuliti dai pidocchi

Tolto il turbante verde e l’anello magico

Ancora di fronte di noi

Vediamo le inaccessibili montagne della teocrazia

Dove il freddo e l’oscurità hanno il dominio

 

Roberto Minichini, Gorizia, giugno 2025