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lunedì 31 agosto 2026

I talismani fu nella magia taoista cinese - Roberto Minichini

Tra le pratiche più caratteristiche della magia taoista cinese vi è l’uso dei fu, talismani tracciati secondo formule grafiche riservate e impiegati in contesti rituali fin dall’antichità.

Le loro origini precedono la piena formazione del taoismo religioso, ma durante la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.) il loro impiego divenne sempre più documentato e strutturato.

Con la nascita della Via dei Maestri Celesti nel II secolo d.C., tradizionalmente collegata a Zhang Daoling, il talismano acquistò una funzione centrale all’interno dell’autorità rituale del maestro.

Un fu non era considerato una semplice iscrizione protettiva, perché la sua efficacia dipendeva dalla corretta trasmissione, dalla consacrazione e dal rapporto del sacerdote con le potenze celesti invocate.

La grafia di questi talismani appare spesso irregolare, abbreviata o volutamente indecifrabile, con segni che possono ricordare caratteri cinesi deformati, diagrammi, stelle o tracciati astratti.

Questa scrittura non aveva necessariamente lo scopo di essere letta come un testo ordinario, ma di rendere presente un comando, un nome sacro o una configurazione di potere.

Il maestro taoista poteva tracciare il talismano con pennello e inchiostro su carta, legno o altri supporti, seguendo sequenze rituali precise.

In alcuni casi il gesto della scrittura era accompagnato da formule recitate, respirazione controllata, visualizzazioni e invocazioni rivolte a divinità o funzionari del mondo celeste.

La funzione del fu variava a seconda del rito e poteva riguardare protezione, guarigione, purificazione, allontanamento di influenze nocive o controllo di presenze spirituali.

Alcuni talismani venivano portati sul corpo o conservati nell’abitazione, mentre altri venivano bruciati durante la cerimonia.

Le ceneri potevano essere mescolate con acqua e ingerite ritualmente, perché il segno sacro venisse assimilato fisicamente dalla persona destinataria del rito.

Ge Hong (283–343), nel “Baopuzi”, testimonia l’importanza attribuita ai talismani come strumenti di protezione contro pericoli naturali e soprannaturali.

Nel suo ambiente culturale il possesso di determinati segni poteva essere considerato necessario per attraversare montagne, affrontare territori pericolosi o difendersi da entità ostili.

Tra il IV e il VI secolo le grandi tradizioni taoiste Shangqing e Lingbao integrarono ulteriormente l’uso di scritture sacre e diagrammi all’interno di sistemi rituali sempre più complessi.

In questi contesti il talismano era strettamente legato all’idea che l’universo possedesse una propria scrittura invisibile, della quale i segni rituali costituivano una manifestazione accessibile agli iniziati.

Il fu poteva quindi funzionare come una sorta di documento celeste, capace di mettere in comunicazione il sacerdote con una gerarchia soprannaturale concepita secondo modelli simili a quelli dell’amministrazione imperiale.

La sua efficacia non dipendeva soltanto dal disegno materiale, ma dall’autorità di chi lo tracciava, dal momento scelto, dalla formula utilizzata e dalla corretta inserzione del gesto all’interno del rito.

Studiare i talismani taoisti significa quindi entrare in una concezione della magia nella quale scrittura, cosmologia e autorità rituale erano inseparabili.

 

Roberto Minichini

martedì 18 agosto 2026

Éliphas Lévi e la nascita dell’occultismo moderno - Roberto Minichini


I periodi di sconvolgimento politico producono spesso forme inattese di sperimentazione religiosa e intellettuale. Le antiche autorità perdono credibilità mentre i simboli ereditati acquistano significati che i loro precedenti custodi difficilmente avrebbero potuto immaginare. Attese rivoluzionarie, delusioni sociali, nostalgia religiosa, curiosità scientifica e fascinazione per il sapere nascosto possono quindi convivere all’interno dello stesso ambiente culturale. Poche città europee offrirono un terreno più fertile per simili incontri della Parigi dei decenni successivi alle rivoluzioni della prima metà del secolo. Éliphas Lévi emerse precisamente da questo mondo. Nato a Parigi nel 1810 con il nome di Alphonse Louis Constant, sarebbe diventato una delle figure più influenti nella storia dell’occultismo moderno. La sua importanza non dipende soprattutto dalla scoperta di dottrine precedentemente sconosciute. Risiede piuttosto nella straordinaria capacità di raccogliere elementi provenienti dal simbolismo cattolico, dalla magia cerimoniale, dalla Cabala, dall’alchimia, dall’ermetismo, dalla politica rivoluzionaria, dal cristianesimo mistico e dalla letteratura delle società segrete, riorganizzandoli poi in un linguaggio coerente e adatto alle inquietudini intellettuali della sua epoca. La formazione giovanile di Constant fu profondamente cristiana. Studiò nel seminario di Saint Sulpice e inizialmente si preparò al sacerdozio. Questa educazione gli fornì una conoscenza dettagliata della dottrina cattolica, della liturgia, dell’interpretazione biblica, del simbolismo ecclesiastico e del vocabolario teologico che avrebbe continuato a plasmare il suo pensiero molto tempo dopo l’abbandono della carriera ecclesiastica. I suoi scritti successivi non possono essere compresi semplicemente come un rifiuto del cristianesimo. Rappresentano invece una complessa trasformazione delle categorie cristiane in un sistema simbolico universale nel quale dogma, rito, mito e sapere nascosto venivano considerati espressioni differenti di un’unica scienza sacra. L’ambiente politico fu altrettanto importante. Constant visse in un periodo nel quale restaurazione cattolica, agitazione repubblicana, sperimentazione socialista, letteratura romantica e cospirazione rivoluzionaria si sovrapponevano con notevole intensità. Durante gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento si avvicinò alle idee sociali radicali ed entrò in contatto con ambienti interessati al socialismo religioso. Scrisse opere nelle quali la critica politica si combinava con un linguaggio profetico e religioso, attaccando talvolta la disuguaglianza sociale e l’autorità clericale pur mantenendo un forte senso della missione sacra. Questa combinazione non era insolita nel mondo intellettuale francese dell’epoca. Il crollo delle vecchie strutture politiche aveva incoraggiato numerosi pensatori a immaginare che la società stessa potesse essere rigenerata secondo principi spirituali. Sansimonismo, fourierismo, socialismo cristiano, misticismo repubblicano e varie forme di speculazione profetica circolavano accanto alle ideologie politiche più convenzionali. Per Constant, trasformazione sociale e trasformazione spirituale erano inizialmente difficili da separare. Il linguaggio dell’emancipazione poteva diventare il linguaggio dell’iniziazione, mentre la speranza in una società rinnovata poteva gradualmente trasferirsi sull’idea di recuperare una sapienza perduta. La rivoluzione del 1848 rappresentò un contesto decisivo per questa evoluzione. La Rivoluzione di febbraio rovesciò la Monarchia di luglio e instaurò la Seconda Repubblica, ma le speranze legate al nuovo ordine politico si scontrarono rapidamente con il conflitto di classe, la repressione e l’instabilità istituzionale. Le Giornate di giugno mostrarono la profondità delle divisioni sociali, mentre la successiva ascesa di Luigi Napoleone Bonaparte rivelò quanto fossero fragili le aspettative repubblicane. Dopo questi eventi, il percorso intellettuale di Constant si allontanò sempre più dall’attivismo politico diretto e si orientò verso la costruzione di una filosofia simbolica nella quale il disordine sociale appariva come una manifestazione di una più profonda perdita di equilibrio spirituale. Fu nel decennio successivo che Alphonse Louis Constant assunse il nome di Éliphas Lévi Zahed, generalmente abbreviato in Éliphas Lévi. Il nome stesso annunciava una trasformazione dell’identità intellettuale. Presentava il suo portatore non più soltanto come scrittore politico o ex seminarista, ma come interprete di una sapienza antica. L’adozione di una forma ebraizzante rifletteva inoltre la crescente importanza che i materiali mistici ebraici avrebbero assunto nella sua sintesi, benché la sua comprensione della Cabala dipendesse in larga misura da interpretazioni cristiane e occultistiche piuttosto che da un’immersione diretta nella tradizione testuale ebraica storica. La sua prima grande formulazione apparve nel 1854 e nel 1856 con i due volumi successivamente conosciuti nel loro insieme come "Dogme et rituel de la haute magie". L’opera divenne fondamentale per il successivo occultismo europeo perché offriva molto più di semplici istruzioni per la pratica rituale. Lévi cercava di presentare le scienze magiche come un sistema intellettualmente serio fondato su corrispondenze universali. Religione, filosofia, simbolismo, rito, volontà, immaginazione e forze naturali venivano riuniti in una struttura che pretendeva di rivelare i principi sottostanti a tradizioni apparentemente differenti. Uno dei suoi concetti più celebri fu quello di luce astrale. Lévi la descriveva come un mezzo universale sottile capace di connettere mente, materia, immaginazione e forze cosmiche. L’idea traeva alimento da diverse tradizioni precedenti, comprese nozioni associate all’anima mundi, ai fluidi magnetici, alla cosmologia ermetica e alle discussioni contemporanee sul magnetismo animale. Lévi attribuì tuttavia al concetto una funzione specifica. La luce astrale gli permetteva di spiegare i fenomeni magici senza rinunciare semplicemente al prestigio intellettuale della legge naturale. Ciò che nei secoli precedenti poteva essere descritto attraverso spiriti o simpatie invisibili poteva ora essere discusso come operazione interna a un mezzo nascosto ma regolato da leggi. Questa strategia fu essenziale per il suo successo. La cultura intellettuale europea della metà del secolo era sempre più dominata dall’autorità della scienza, mentre rimaneva assai diffuso l’interesse per mesmerismo, spiritismo, sonnambulismo, fenomeni psichici e forze invisibili. Lévi non cercò di sconfiggere il pensiero scientifico ritornando a una semplice visione medievale del mondo. Si appropriò invece di parte del prestigio associato al linguaggio scientifico, sostenendo contemporaneamente che la scienza moderna avesse riconosciuto soltanto la parte visibile della realtà. La sua concezione del mago seguiva la stessa logica. Il vero praticante non doveva essere uno stregone superstizioso alla ricerca di miracoli arbitrari. Era rappresentato come un individuo disciplinato, capace di dominare volontà, immaginazione, conoscenza e corrispondenze simboliche. Il dominio di sé diventava il presupposto del dominio sulle forze nascoste. Questa enfasi conferiva alla pratica magica una dimensione etica e psicologica destinata ad acquistare sempre maggiore importanza negli occultisti successivi. La celebre formula associata al sapere, osare, volere e tacere condensava questo ideale di potere disciplinato. L’iniziazione richiedeva più della semplice curiosità. La comprensione intellettuale doveva unirsi alla forza morale, alla determinazione e al segreto. Il mago veniva quindi concepito come una personalità sovrana che aveva raggiunto un ordine interiore prima di tentare di influire sulla realtà esterna. Lévi trasformò inoltre la comprensione del simbolismo cerimoniale. Pentagrammi, corrispondenze planetarie, lettere ebraiche, figure bibliche, immagini dei Tarocchi, emblemi alchemici e simboli cristiani venivano interpretati come parti di un linguaggio comune. I singoli simboli potevano appartenere storicamente ad ambienti molto differenti, ma all’interno del suo sistema diventavano frammenti di una grammatica universale. Il compito dell’iniziato consisteva nel recuperare le loro relazioni nascoste. Questo metodo ignorava spesso le origini storiche dei materiali che venivano combinati. Dal punto di vista della ricerca contemporanea, molte affermazioni di Lévi riguardanti l’antichità, la Cabala, i Tarocchi o la trasmissione delle dottrine segrete non possono essere accettate come ricostruzioni storiche accurate. Tuttavia, giudicare la sua importanza esclusivamente sulla base degli errori fattuali significherebbe non comprendere le ragioni della sua enorme influenza. Non stava innanzitutto costruendo una storia critica delle idee. Stava elaborando una mitologia intellettuale capace di rendere nuovamente significativi antichi materiali simbolici per lettori che vivevano in una società industrializzata e sempre più secolarizzata. Il suo trattamento della Cabala illustra questo processo con particolare chiarezza. La mistica ebraica possedeva uno sviluppo lungo e complesso, esteso attraverso comunità ebraiche medievali e della prima età moderna, con opere importanti quali il "Sefer Yetzirah", il "Bahir" e lo "Zohar". Già dal Rinascimento alcuni pensatori cristiani avevano appropriato concetti cabalistici tentando di armonizzarli con il cristianesimo. Lévi ereditò gran parte di questa tradizione cabalistica cristiana e la trasformò ulteriormente secondo le priorità della filosofia occultista ottocentesca. Per lui, l’alfabeto ebraico, i nomi divini, l’Albero della Vita, le corrispondenze numeriche e il simbolismo biblico appartenevano a un sistema primordiale di sapere sacro. La Cabala diventava meno una tradizione mistica ebraica storicamente specifica e più una chiave universale capace di decifrare simboli religiosi appartenenti a diverse civiltà. Questa interpretazione avrebbe esercitato una profonda influenza sulle successive organizzazioni occultistiche, anche quando i loro membri svilupparono sistemi assai più elaborati del suo. I Tarocchi subirono una trasformazione analoga. Autori francesi precedenti, come Antoine Court de Gébelin, avevano già sostenuto l’origine egizia delle carte, nonostante l’assenza di prove storiche a favore di tale genealogia. Lévi incorporò i Tarocchi all’interno di una struttura molto più ampia di corrispondenze simboliche, collegando i ventidue arcani maggiori alle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico. Questa associazione sarebbe diventata straordinariamente influente. Gli occultisti successivi modificarono le corrispondenze precise e talvolta entrarono apertamente in disaccordo con Lévi, ma conservarono l’idea secondo cui i Tarocchi rappresentavano molto più di un gioco di carte o di uno strumento divinatorio. Divennero un libro simbolico contenente una filosofia condensata del cosmo e dell’anima umana. Gran parte dell’elaborato esoterismo dei Tarocchi oggi familiare nacque da questa reinterpretazione ottocentesca. L’immaginario cristiano rimase centrale anche quando Lévi sembrò spingersi molto oltre il cristianesimo convenzionale. La croce, il serpente, Salomone, Mosè, il Tempio, gli angeli, i demoni, il sacrificio, la resurrezione e la sapienza divina ricompaiono costantemente nei suoi scritti. Egli trattava le dottrine religiose simbolicamente invece di accettarle semplicemente nella forma imposta dall’autorità ecclesiastica. In questa prospettiva il cristianesimo conservava verità profonde, ma tali verità sarebbero state oscurate dal letteralismo, dai conflitti dogmatici e dal declino istituzionale. Argomentazioni di questo tipo permisero a Lévi di occupare una posizione intellettuale insolita. Poteva criticare sia l’ortodossia religiosa sia il materialismo più rozzo. Contro la prima affermava l’esistenza di una sapienza universale più profonda del dogma settario. Contro il secondo insisteva sul fatto che la realtà possedesse dimensioni spirituali inaccessibili a spiegazioni puramente materiali. La figura più comunemente associata a Lévi nell’immaginario popolare è Baphomet. Il suo disegno della figura alata e cornuta apparve in "Dogme et rituel de la haute magie" e da allora è stato riprodotto innumerevoli volte, spesso completamente separato dal contesto originario. Nell’immaginazione popolare successiva l’immagine è stata frequentemente interpretata semplicemente come satanica. La spiegazione dello stesso Lévi era assai più complessa. La figura rappresentava la riconciliazione e l’equilibrio degli opposti. Elementi maschili e femminili, oscurità e luce, alto e basso, animalità e intelligenza, esistenza materiale e aspirazione spirituale venivano riuniti in un’unica forma simbolica. L’immagine rifletteva la convinzione di Lévi secondo cui le contraddizioni apparenti potevano essere integrate all’interno di un sistema superiore di corrispondenze. Questo principio di equilibrio occupava una posizione centrale in tutto il suo pensiero. Il potere magico privo di equilibrio diventava pericoloso, così come la fede religiosa priva di intelligenza diventava fanatismo e la libertà intellettuale priva di ordine spirituale poteva trasformarsi in caos. Il suo universo era strutturato attraverso polarità la cui opposizione generava tensione creativa, ma la cui riconciliazione produceva sapienza. Idee simili aiutano anche a comprendere la sua fascinazione per il simbolo del pentagramma. Nella presentazione di Lévi, il pentagramma diritto esprimeva il dominio dello spirito sugli elementi e rappresentava quindi l’intelligenza umana ordinata. Rovesciato, indicava l’inversione di tale gerarchia. Le interpretazioni occultistiche e popolari successive avrebbero attribuito a queste posizioni significati morali sempre più rigidi, ma il trattamento di Lévi apparteneva a una teoria più ampia dell’orientamento simbolico e della gerarchia spirituale. Un’altra opera importante, "Histoire de la magie", pubblicata nel 1860, tentava di costruire una grande narrazione storica della sapienza nascosta. Anche in questo caso l’accuratezza storica era subordinata all’interpretazione filosofica. Sacerdoti dell’antichità, figure bibliche, filosofi, eretici, alchimisti, mistici, maghi e società segrete venivano disposti all’interno di una storia continua del sapere sacro. Questa nozione di continuità si rivelò estremamente potente. Invece di considerare le correnti esoteriche europee come fenomeni storici distinti nati all’interno di specifici ambienti sociali, Lévi le trattava come manifestazioni di una scienza perenne, ripetutamente nascosta, corrotta, riscoperta e trasmessa. L’idea sarebbe in seguito diventata fondamentale per numerosi movimenti occultistici e avrebbe anche contribuito a preparare il terreno intellettuale per forme di perennialismo sviluppatesi secondo linee assai differenti. Il suo rapporto con la massoneria fu altrettanto complesso. Lévi entrò in relazione con ambienti massonici, ma non identificò semplicemente l’intera propria dottrina con la massoneria istituzionale. Interpretò i simboli massonici come resti di un’eredità iniziatica molto più antica. Il tempio, le colonne, l’immaginario architettonico, i gradi di iniziazione e le storie leggendarie potevano così essere assorbiti nel linguaggio simbolico universale che stava elaborando. Le leggende rosacrociane ricevettero un trattamento analogo. I manifesti rosacrociani storici erano apparsi nel mondo di lingua tedesca all’inizio del XVII secolo, ma al tempo di Lévi l’idea rosacrociana aveva assunto numerosi significati aggiuntivi. Poteva indicare confraternite segrete, tradizioni alchemiche, misticismo cristiano, sapere iniziatico o immaginarie catene di maestri nascosti. Lévi contribuì a rafforzare l’idea che tali tradizioni appartenessero a una comune eredità iniziatica occidentale. La sua influenza si estese presto oltre la Francia. In Gran Bretagna i suoi scritti divennero noti a individui che avrebbero successivamente contribuito a plasmare l’Hermetic Order of the Golden Dawn e movimenti affini. Arthur Edward Waite tradusse in inglese diverse sue opere, pur criticando spesso le sue affermazioni storiche. Aleister Crowley considerava Lévi un predecessore essenziale e arrivò persino a sviluppare la singolare convinzione di rappresentarne la reincarnazione. Il sistema della Golden Dawn ampliò molte delle strutture che Lévi aveva contribuito a rendere popolari. Lettere ebraiche, Tarocchi, simbolismo planetario, pratica cerimoniale, diagrammi cabalistici, nomi divini, corrispondenze elementali e gradi iniziatici vennero organizzati in una struttura estremamente elaborata. Il sistema risultante non fu una semplice riproduzione all’estero della dottrina di Lévi, ma la sua opera aveva fornito ponti concettuali indispensabili tra materiali europei più antichi e le successive organizzazioni cerimoniali. Nella stessa Francia, la generazione di Papus, Stanislas de Guaita, Joséphin Péladan e altre figure della fin de siècle ereditò un paesaggio intellettuale già profondamente trasformato da Lévi. Gérard Encausse, meglio conosciuto come Papus, fondò organizzazioni, scrisse manuali, rilanciò strutture martiniste e promosse gli studi occultistici come campo coerente. Stanislas de Guaita combinò simbolismo letterario, speculazione cabalistica e interessi cerimoniali. L’Ordre Kabbalistique de la Rose Croix, fondato nel 1888, rifletteva la crescente istituzionalizzazione di correnti che Lévi aveva espresso soprattutto attraverso libri e insegnamenti personali. Questo sviluppo illustra uno dei suoi risultati più duraturi. Prima di Lévi, l’Europa possedeva già alchimia, astrologia, pratiche cerimoniali, teosofia cristiana, Cabala, scritti ermetici, simbolismo massonico, credenze popolari, teorie magnetiche e innumerevoli forme di speculazione mistica. Ciò che non esisteva ancora nella stessa forma era la potente idea secondo cui questi materiali diversi costituissero un campo riconoscibile, governato da principi condivisi e accessibile attraverso una filosofia iniziatica sistematica. La parola occultisme esisteva già prima della sua diffusione successiva, ma gli scritti di Lévi svolsero un ruolo importante nel definire l’oggetto intellettuale che il termine avrebbe finito per designare. Gli autori successivi poterono parlare delle scienze occulte come di un dominio interconnesso perché pensatori come Lévi avevano fornito strutture concettuali attraverso le quali materiali altrimenti eterogenei potevano essere interpretati unitariamente. La sua influenza dipese anche dallo stile letterario. Lévi scriveva con sicurezza, immagini drammatiche, paradossi, ampie prospettive storiche e autorità profetica. Raramente dava l’impressione di essere un antiquario esitante intento a raccogliere frammenti di manoscritti dimenticati. Scriveva invece come se l’architettura nascosta della religione e della natura gli fosse diventata visibile e potesse ora essere rivelata a lettori adeguatamente preparati. Quel tono attirò ammiratori e provocò allo stesso tempo numerose critiche. Gli studiosi potevano contestargli etimologie speculative, genealogie inventate, associazioni storiche inesatte e un uso selettivo delle fonti. Le autorità religiose potevano condannare le sue reinterpretazioni della dottrina sacra, mentre i razionalisti potevano respingere le sue forze invisibili e le sue teorie cerimoniali. Tali critiche riuscirono tuttavia ben poco a ridurne l’importanza storica perché il suo principale risultato apparteneva al campo della sintesi. Egli fornì al pensiero occultistico europeo un vocabolario capace di sopravvivere in un’epoca sempre più distante dalle strutture sociali che avevano prodotto le forme precedenti del sapere sacro. I grimori medievali potevano essere riletti come filosofia cifrata. I simboli cabalistici potevano essere trattati come metafisica universale. I Tarocchi potevano diventare un libro iniziatico. L’alchimia poteva descrivere la trasformazione spirituale oltre ai processi di laboratorio. Le operazioni cerimoniali potevano essere interpretate attraverso volontà e immaginazione. Lo stesso cristianesimo poteva essere presentato come superficie pubblica di misteri più profondi. Questa sintesi era particolarmente adatta alle contraddizioni del XIX secolo. Espansione industriale e fiducia scientifica convivevano con la fascinazione per sedute spiritiche, magnetismo, apparizioni, sonnambulismo, profezia e forze nascoste. La secolarizzazione politica non eliminò il desiderio religioso. Il declino dell’autorità ereditata incoraggiò gli individui a cercare forme alternative di legittimità, comprese immaginarie iniziazioni antiche e segrete linee di trasmissione della sapienza. Il sistema di Lévi rispondeva a queste inquietudini sostenendo che il sapere sacro non fosse mai scomparso. Era semplicemente diventato frammentario e incomprensibile. Il compito del mago consisteva quindi non nel creare la verità, ma nel ricostruire le relazioni che collegavano i simboli ancora sopravvissuti. Le opere successive continuarono questo progetto. "La clef des grands mystères", pubblicata nel 1861, sviluppò ulteriormente le sue interpretazioni della religione, della filosofia e della scienza nascosta. "Fables et symboles", pubblicata nel 1862, esplorò letture simboliche dei miti e delle narrazioni sacre. Altri scritti circolarono durante la sua vita o apparvero postumi, consolidando la sua reputazione presso le generazioni successive impegnate nella ricerca di una genealogia intellettuale delle pratiche occulte occidentali. La sua carriera personale fu tuttavia meno trionfale di quanto potrebbe suggerire la mitologia successiva sorta intorno alla sua figura. Lévi non fu mai il capo di un vasto movimento internazionale paragonabile ad alcune organizzazioni nate dopo la sua morte. Visse soprattutto attraverso la scrittura, l’insegnamento, i contatti intellettuali e una rete relativamente limitata di ammiratori. La dimensione globale della sua reputazione emerse gradualmente, quando occultisti successivi incorporarono i suoi concetti in sistemi che raggiunsero la Gran Bretagna, l’Europa continentale, gli Stati Uniti e infine pubblici molto più vasti. Quando Lévi morì nel 1875, molti dei movimenti che avrebbero reso evidente la sua influenza non avevano ancora raggiunto una forma matura. La Theosophical Society venne fondata quello stesso anno a New York. La Golden Dawn comparve in Gran Bretagna nel 1888. Il Martinismo francese e le organizzazioni occultistiche cabalistiche si svilupparono intensamente durante gli ultimi decenni del secolo. Gruppi cerimoniali, scuole di Tarocchi, ordini magici e praticanti individuali del XX secolo continuarono ad attingere alle strutture che egli aveva contribuito a stabilire. La sua eredità appartiene quindi meno a una singola dottrina che a un modo di organizzare il sapere. L’idea secondo cui simboli appartenenti a civiltà differenti possono rivelare corrispondenze, che un’antica sapienza sopravvive al di sotto delle forme religiose, che la volontà disciplinata occupa un ruolo centrale nella trasformazione spirituale e che l’iniziazione ripristina l’accesso a leggi nascoste divenne un insieme di presupposti familiari in gran parte della cultura occultistica occidentale successiva. La ricerca storica contemporanea ha permesso di distinguere con maggiore precisione lo sviluppo effettivo della Cabala ebraica, della Cabala cristiana rinascimentale, delle pratiche cerimoniali della prima età moderna, dell’alchimia, della massoneria, del rosacrocianesimo e della rinascita occultistica del XIX secolo. Tali distinzioni mostrano quanto liberamente Lévi ricostruisse il passato. Rendono però anche più evidente la sua originalità. Egli ereditò frammenti e produsse un sistema. Incontrò tradizioni separate da secoli, lingue, comunità religiose e contesti sociali, per poi presentarle come parti di un insieme intelligibile. Molto di ciò che le generazioni successive avrebbero immaginato come antica dottrina occulta fu in realtà plasmato attraverso questo processo di ricostruzione moderna. In questo paradosso risiede il centro dell’importanza storica di Éliphas Lévi. L’uomo che richiamava continuamente l’antichità divenne uno dei grandi creatori di una forma specificamente moderna di pensiero occultistico. Cercando di restaurare un’immaginaria sapienza primordiale, stabilì categorie attraverso le quali innumerevoli lettori successivi avrebbero compreso la magia, la Cabala, i Tarocchi, l’iniziazione, il simbolismo e la stessa eredità esoterica occidentale.


Roberto Minichini

venerdì 1 maggio 2026

Cos’è davvero l’Hoodoo (e cosa non è) - Roberto Minichini


Quando si usa la parola Hoodoo, si entra in un ambito che oggi è spesso confuso, semplificato o reinterpretato in modo superficiale. Per comprenderlo davvero, è necessario partire da una base semplice, storica, e poi distinguere con chiarezza ciò che è Hoodoo da ciò che non lo è. L’Hoodoo nasce tra il XVII e il XIX secolo negli Stati Uniti, soprattutto negli stati del Sud come Virginia, Carolina del Sud, Georgia, Louisiana e Mississippi. La sua formazione è direttamente legata alla tratta atlantica degli schiavi, che tra Seicento e Ottocento portò milioni di africani occidentali nel continente americano. Queste popolazioni portarono con sé pratiche spirituali, conoscenze sulle erbe, tecniche rituali e modi di intervenire sulla realtà che non costituivano una religione unica, ma un insieme di tradizioni diverse. Nel contesto della schiavitù, tra il 1600 e il 1800, queste pratiche subirono una trasformazione profonda. Private delle loro strutture originarie, spesso frammentate e trasmesse in condizioni difficili, si adattarono alla nuova realtà. In questo processo divennero più flessibili, più dirette, più orientate alla sopravvivenza e all’efficacia concreta. Un passaggio decisivo avvenne nel XVIII e XIX secolo, quando queste pratiche si intrecciarono con il cristianesimo imposto dai padroni. La Bibbia, in particolare i Salmi, venne utilizzata come strumento operativo, non solo come testo religioso. Dopo l’abolizione della schiavitù nel 1865, alla fine della Guerra civile americana, l’Hoodoo non scomparve. Al contrario, continuò a diffondersi nelle comunità afroamericane, soprattutto nelle aree rurali del Sud, diventando parte della vita quotidiana. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento comparvero anche forme di commercializzazione, con la vendita di oli, polveri e altri prodotti legati a queste pratiche. Nel corso del XX secolo, con le migrazioni verso le città del Nord, l’Hoodoo si trasformò ulteriormente, adattandosi a nuovi contesti senza perdere la sua struttura di base. A questo punto è possibile chiarire cosa sia realmente l’Hoodoo. Non è una religione nel senso classico. Non possiede un sistema teologico strutturato, non ha un pantheon definito, non richiede un’appartenenza formale. È un insieme di pratiche operative. Il suo scopo è intervenire su situazioni concrete. Protezione, relazioni, denaro, conflitti. L’attenzione è rivolta al risultato, non alla costruzione di un sistema teorico. Questa caratteristica lo distingue in modo netto dal Voodoo. Il Voodoo è una religione organizzata, con divinità, rituali codificati, sacerdoti e una struttura comunitaria. Implica una visione del mondo articolata e un sistema di relazioni tra umano e divino. L’Hoodoo non funziona in questo modo. Non richiede un sistema religioso completo, e può essere praticato all’interno di diverse cornici, storicamente anche cristiane. Una seconda distinzione importante riguarda i sistemi esoterici europei. Tradizioni come l’Ermetismo o organizzazioni come la Golden Dawn si basano su strutture teoriche complesse, su simbolismi articolati, su percorsi iniziatici e su una forte componente filosofica. In questi sistemi la conoscenza, la comprensione e la trasformazione interiore occupano un ruolo centrale. L’Hoodoo segue una logica diversa. Non richiede una formazione teorica articolata, non si fonda su gerarchie iniziatiche, non costruisce un sistema simbolico complesso. Lavora attraverso oggetti concreti, materiali, parole, gesti ripetuti. Il suo valore non risiede nella coerenza teorica, ma nell’efficacia percepita delle pratiche. È un sapere pratico, trasmesso spesso in forma orale, legato all’esperienza più che alla sistematizzazione. Questa differenza è fondamentale per comprendere anche le distorsioni contemporanee. Nel contesto attuale, soprattutto online, l’Hoodoo viene spesso mescolato con elementi provenienti da tradizioni diverse, dando origine a una forma generica di “spiritualità” che unisce cristalli, tarocchi, astrologia semplificata e rituali improvvisati. Questo tipo di approccio crea un linguaggio accessibile e diffuso, ma perde completamente la specificità storica e culturale dell’Hoodoo. Un ulteriore elemento da considerare è il rapporto con il potere. Nei sistemi esoterici europei, il potere è spesso collegato alla conoscenza e alla trasformazione interiore. Nell’Hoodoo, invece, il potere è diretto e operativo. Serve a intervenire su situazioni precise. Non è un fine in sé, ma uno strumento. Infine, è necessario ricordare che l’Hoodoo è legato a una storia concreta e a una comunità specifica. Studiarlo richiede attenzione al contesto, alle condizioni in cui si è sviluppato e alle modalità con cui è stato trasmesso. Senza questa attenzione, il rischio è di ridurlo a una semplice estetica o a un prodotto culturale svuotato del suo significato. In conclusione, l’Hoodoo è un sistema pratico, storico e specifico. Non è una religione strutturata come il Voodoo, non è un sistema esoterico europeo, non è una spiritualità generica. È una tradizione concreta, sviluppata in condizioni precise, con una logica propria. Comprenderla significa prima di tutto rispettarne la natura e distinguerla da ciò che non è.

 

Roberto Minichini, studioso di esoterismo e occultismo

martedì 12 febbraio 2019

Sulla pratica della Magia

E' mia intima convinzione che la Magia non possa essere praticata da tutti in maniera indiscriminata. Quindi che senso ha pubblicare rituali ( inventati poi da chi ? ) e pretendere che chi non è profondamente nel sentiero magico si metta a fare magia fai da te? Non ha alcun senso. Se le cose fossero cosi semplici tutti sarebbero maghi e maghe, cosa che oggi sembra cosi, ma è completamente falso. Ci vuole una preparazione interiore e una esperienza di molti anni, spesso un impegno a tempo pieno, per riuscire ad entrare effettivamente nel mondo della Magia. Lo spirito di un vero mago è molto particolare e raro da trovare, egli ha una sensibilità e una abitudine a lavorare con le entità e il mondo astrale, una abitudine che diventa solida capacità pratica soltanto dopo un periodo estremamente lungo di apprendistato. La Via del mago è difficile, è lunga, come già ribadito, ed è piena di prove ed errori, soprattutto i primi anni di pratica. Tutti maghi ? Nell'immaginario Facebook forse, nella realtà assolutamente no. E' anche vero che un mago comunque non è un essere infallibile, ma un mago è un essere umano con le sue virtù e i suoi difetti, i suoi sbagli e le sue debolezze, è una persona che può fallire come tutte le altre, e anche le sue magie possono spesso non avere effetto. Questo va chiaramente detto. Chi mi viene a raccontare di maghi che non sbagliano mai, e i cui riti funzionano sempre, mi viene a raccontare qualcosa a cui non crederò mai.

domenica 10 febbraio 2019

Sulla reale efficacia dei rituali magici

Io non credo che nel campo dei rituali magici ci possano essere certezze, o che si possano dare garanzie sul loro esito. E' perfettamente possibile che anche un rituale tecnicamente ben fatto, e con il massimo sforzo spirituale, non abbia nessun esito o abbia un esito molto lontano da ciò che si sperava di ottenere. Il mago ritualista non è affatto onnipotente e non tiene affatto in pugno le redini del destino, molti si illudono sulla natura reale e sulle possibilità eventuali della Magia. Non mi stancherò mai di ripeterlo: in Magia non si possono e non si devono fare promesse. Esiste certamente una realtà magica che rappresenta una possibilità, è effettivamente vero nella mia esperienza personale che in alcuni casi una ritualistica magica fatta bene possa portare a dei buoni risultati, qualche volta anche a degli ottimi risultati. Sui tempi di questi risultati non si può dire niente. Un rituale può avere un effetto entro 24 ore, o entro un mese o entro un anno o ancora dopo molto più tempo. E' quasi impossibile distinguere un risultato raggiunto magicamente da quello che potrebbe essere un caso fortuito, credere altrimenti è un atto di fede, ed è legittimo, ma non rappresenta per forza una certezza per chiunque. Nella mia pratica, e non pretendo parlare per altri, ma solo testimoniare quello che è la mia diretta e personale intima esperienza, la cosa migliore è fare cicli di rituali ripetuti. Un rituale ripetuto tre, sette, ventuno o ventotto/ventinove volte avrà generalmente una forza maggiore di un rituale fatto una sola volta. E' mia ferma convinzione che la Magia esiste e che ha un suo potere, ma sono altrettanto fermo nel credere che la Magia non sia infallibile, e che molteplici fattori possono benissimo portare a un insuccesso totale dell'azione magica.

lunedì 4 febbraio 2019

Perché la Magia Planetaria può essere molto limitante

L'Astrologia è una disciplina meravigliosa e funziona senz'altro splendidamente. E' di importanza fondamentale per un esoterista che segue la Tradizione Esoterica Occidentale. Tuttavia bisogna saper andare oltre l'Astrologia, integrare l'Astrologia con altre discipline, altre conoscenze, altre pratiche. In caso contrario, vedendo solo l'Astrologia, si ha una visione limitante ed inoltre a livello pratico ed operativo si diventa schiavi degli astri, i quali nel caso della Magia Planetaria impongono tali condizioni, per cui spesso non si può fare niente o bisogna aspettare magari anni. Nel mio modo di concepire e praticare l'Esoterismo l'Astrologia è molto importante, ma va trascesa a un certo punto, considerata base di partenza, bisogna decisamente saper andare oltre. Altrimenti si rimane ingabbiati, come delle marionette, nelle configurazioni planetarie. Infatti in diverse tradizioni magiche si afferma di essere in grado di essere più forti del determinismo astrale. D'altra parte questo è normale e logico, la Magia è fatta per ottenere dei risultati, e per superare ostacoli, se si ferma di fronte all'Astrologia non è più Magia, ed abdica alla sua funzione principale.

sabato 2 febbraio 2019

La natura della Magia nel mio modo di operare

Ho una visione abbastanza severa ed esclusiva per quanto riguarda la Magia, la Magia vera. Questo potrebbe risultare sgradito a molti, ma a me non interessa, vado avanti per la mia strada, che vede nella Magia non un trastullo aperto alle masse, ma una disciplina molto elitaria, riservata a pochi. Se poi si vuole avere una Magia per le masse, questo andrà a scapito delle masse, che giocando con la Magia non potranno altro che infestarsi di larve e demoni. Infatti è quello che sta puntualmente accadendo oggi, dove una marea di gente si mette a praticare riti magici da un giorno all'altro. La posizione tradizionale, che la Magia è riservata a una minoranza, è quella perennemente giusta, anche nella nostra società consumista ed individualista. In molte forme di Magia extraeuropee il concetto è ribadito con ancora maggiore e severa chiarezza. Nella gran parte dei casi bisogna aver fatto un percorso difficile, della durata di molti anni, e poi alla fine essere iniziati, e quindi autorizzati. Anche nella Tradizione Esoterica Occidentale esistono Maestri, persone dalla lunga esperienza pratica e vasta conoscenza dottrinale, che istruiscono coloro che ritengono di poter o voler accettare. Anche se non si tratta mai di una scelta individuale, ma di una scelta risultato di una seria divinazione o di una comunicazione esplicita dello Spirito Guida o Santo Angelo Guardiano. Per quanto riguarda poi il mio modo di operare, credo a una azione magica di miglioramento graduale, tramite passi strategici, non credo a risultati magici miracolosi che si manifestano entro pochi giorni. Inoltre va detto, che oltre alla ritualistica magica, che sposta il campo di probabilità ed apre nuove possibilità, bisogna anche fare sforzi concreti e pragmatici, se nella vita si vuole raggiungere un risultato. Starsene con le braccia incrociate e fare riti di Magia è come leggersi un manuale di calcio, guardare alla televisione partite di calcio, e non allenarsi mai dal vero, per giocare il calcio nella realtà. Per questo trovo molto seccanti le pretese di coloro che sanno poco, che pensano che Magia significa leggere come si fa un rituale in un libro, una rivista o su internet, mettersi a farlo da soli e poi sperare di avere il miracolo in tre giorni. Non succederà mai. Non funzionerà mai.

venerdì 29 novembre 2013

La ritualistica esoterica è un aiuto ma non risolve tutti i problemi


Molte persone hanno un modo di vedere molto semplicista per quanto riguarda la funzionalità dell'esoterismo operativo , si immaginano per esempio che un rituale possa risolvere in pochi giorni tutti i loro problemi , o che possa loro attirare una fortuna immediata e totale nel campo esistenziale da loro desiderato . In verità non funziona affatto cosi , e chi si attende e chi pretende tali meraviglie favolose ma completamente improbabili è meglio che rinunci in partenza , per non andare incontro ad inevitabili e cocenti delusioni . Nella stragrande maggioranza dei casi un rituale esoterico non basta affatto per cominciare a smuovere certe situazioni nella direzione desiderata , ma il rituale va ripetuto con cura e diligenza più e più volte nel corso del tempo . Poi in ogni caso non si può stare seduti con le braccia incrociate , ma bisogna darsi da fare con sforzi seri e concreti , se si vuole ottenere dei risultati nella propria vita . I rituali possono far nascere nuove opportunità , dirigerci a livello sottile verso nuove strade , incidere portando gli avvenimenti verso una direzione auspicabile , aprirci verso nuovi orizzonti e nuovi incontri , alleggerirci a livello esteriore ed interiore la pressione di certi problemi , essi spostano , o meglio possono in alcuni casi spostare la probabilità a nostro favore , il che è già molto , è un grande aiuto in determinate situazioni , ma nulla di più . Roberto Minichini    

giovedì 28 novembre 2013

Le evocazioni magiche dell'occultismo non sono per tutti


Personalmente considero le evocazioni un mezzo molto potente ed efficace per ottenere dei risultati tramite l'occultismo . Non credo che questa pratica sia alla portata di tutti , non credo che i suoi segreti e le sue procedure più elevati possano essere insegnati a chiunque , e pertanto credo che qualsiasi pretesa reale di divulgazione pratica operativa di massa in questo campo sia destinato a non essere nulla di veramente autentico . Fra l'altro questa regola aurea riguarda per tutto l'occultismo . L'occultismo di massa tanto diffuso oggi non è altro che una perniciosa e ridicola illusione , fra l'altro molto malsana a livello psichico e spirituale . Al massimo si possono trasmettere alcuni principi di conoscenza generali a una minoranza nata per queste discipline , ma nulla di più . Occultisti si nasce e non si diventa , e non è e non deve essere un rifugio fasullo per coloro che nella vita non hanno altro da fare che giocare a sentirsi "speciali" tramite discorsi superficiali o interessi della domenica nel campo "esoterico" . La Via esoterica nell'occultismo è prima di tutto una Via sapienzale di profonda preparazione anche dottrinale , storica e filosofica e non è molto interessata a bassi giochi da indovini o a supposti sfoggi di "poteri speciali" , se no in maniera molto secondaria e relativa . Un occultista serio deve avere una cultura piuttosto ampia , conoscere molto bene almeno tre o quattro lingue per poter accedere a fonti importanti direttamente , aver dedicato anni ed anni nella ricerca e nella sperimentazione intensa . Per eseguire rituali di evocazione bisogna avere molto coraggio e uno spirito saldo , le entità evocate , siano esse proiezione del nostro inconscio o realtà indipendenti , sono dotate di personalità forti e spesso terribili . Sono per conto mio pienamente convinto che le entità siano oggettive e niente affatto una nostra proiezione interiore esteriorizzata , è però vero che la nostra volontà spirituale animata dal rito evocatorio è necessaria ed indispensabile affinchè questi spiriti si manifestino e rispondano al nostro richiamo e alle nostre richieste . Nella mia pluriennale pratica di occultista mi è stato ripetutamente confermato e riconfermato che le evocazioni sono il mezzo rituale il più potente in assoluto . Come sempre nel campo della ritualistica seria bisogna rendersi conto che eventuali risultati non sono facili da ottenere , che non ci sono garanzie in questo campo , che spesso gli effetti di rituali cosi forti possono essere veramente strani e sorprendenti , completamente imprevedibili , e che i tempi e i modi in cui le entità operano spesso sfuggono completamente alle nostre pretese e alla nostra logica . Per fare delle evocazioni bisogna prima di tutto essere dei medium ed avere o uno o più spiriti guida o spiriti servitori a disposizione , per poter avere dei tramiti e degli intercessori presso gerarchie di entità più forti ed elevate . Tutto questo ovviamente si può ottenere , tramite uno studio e una pratica seria , ma credere di poter fare subito delle evocazioni è una sciocchezza , ci vuole un addestramento occultistico preparatorio di almeno un anno e anche molto più lungo in molti casi , nella maggioranza dei casi anche una vita di allenamento non porterà frutti validi . Come già detto : occultisti si nasce e non si diventa e coloro che nascono occultisti sono una piccola frazione della popolazione umana . Ci sono alcuni segni astrologici e chiromantici , ed anche alcuni segni alla nascita dell'individuo che ci permettono di capire in maniera inequivocabile ci ci troviamo di fronte a un occultista nato tale . In molte culture storiche erano conosciuti tali segni , di cui in questa occasione non parlerò nei dettagli , e le rispettive società riconoscevano e selezionavano i loro sciamani , stregoni , maghi , esorcisti , monaci e sacerdoti leggendo tali segni di riconoscimento esteriore . Scrivo questo pensando alla quantità incredibile di persone sproloquianti di mentalità consumista/uguaglitarista che pensano che anche loro possono evocare dopo un corso di quindici minuti o una lettura di tre pagine , tanto siamo in "democrazia" e siamo "tutti" nati per evocare gli spiriti . Costoro non li considero interlocutori seri ma penosi e anche un pò comici scocciatori , l'occultismo usa e getta alla portata di tutti non è vero occultismo ma solo paccottiglia . Chi vuole cose preziose in cambio di nulla e in modo frettoloso non avrà altro che perle false nella sua ricerca . Inoltre tentare di giocare a fare gli evocatori non è un hobby molto consigliabile , con la magia non si gioca , non è una cosa con cui scherzare alla leggera , e chi ci gioca si rovina la vita e la sua vita si trasforma ben presto in un mare di infelicità e di fallimenti in ogni campo . Molti "occultisti" dilettanti si leggono qualche libro del mercato di massa , e credendosi nati da stirpe di antichi maghi si mettono a fare un pò di "wicca" , un pò di "goetia" e un pò " di enochiana" , e come unico risultato effettivo per se stessi avranno creato un vortice di iella e di disperazione nella propria vita , e saranno invasati ed ossessionati per il resto della loro disgraziata esistenza da entità spiritiche per nulla amichevoli nei loro confronti . Costoro avrebbero bisogno di pratiche esorcistiche , ma nella stragrande maggioranza dei casi rifiutano l'idea di essere vittime di negatività e pensano di essere "speciali" e di essere "amici" degli gli spiriti e magari passeranno il loro tempo a farsi ancora più danni e a rovinarsi spiritualmente ed esistenzialmente con ulteriori "studi" e "pratiche" di "occultismo" . Quello che scrivo è a fin di bene , ma so per esperienza che probabilmente sarà uno sforzo inutile , i supposti "eletti" saranno democraticamente indignati ( un concetto un pò paradossale , ammetto ) per non essere stati annoverati nel club ambito ( e chissà perchè ) degli occultisti nati , e quindi non ascolteranno ragioni e non la smetteranno a giocare a fare gli esoteristi e i maghi .  Roberto Minichini

mercoledì 8 agosto 2012

Esiste un Occultismo legittimo nell'Islam ?







Una delle domande che mi viene posta spesso dai miei confratelli musulmani è se si possa concepire come possibile e legittimo essere musulmano e in contemporanea essere un astrologo , un indovino e un mago , in poche parole Islam e Occultismo sono compatibili ? Io sono un musulmano praticante da venti anni , la mia scuola di pensiero è un Islam liberale e tollerante basato sulle tradizioni della civiltà musulmana medievale e che spiritualmente è seguace del sufismo metafisico e gnostico . Negli ultimi decenni all'interno dell'Islam hanno ottenuto una diffusione e una presa sulle masse diverse forme di movimenti fondamentalisti , che portano avanti una interpretazione eccessivamente rigorista , letteralista e fanatica della religione , a costoro non c'è bisogno di rispondere , visto che la loro visione del mondo è atroce e piena di odio ed intolleranza , non merita quindi neanche la dignità di avere una risposta articolata . Con i fanatici non si può ragionare , vanno semplicemente ignorati e se possibile attivamente contrastati . E' tuttavia vero che anche nella civiltà islamica classica e nell'Islam sinceramente religioso più moderato esiste una forte diffidenza per non dire una grande ostilità nei confronti dell'Occultismo . Questo è comprensibile per quanto riguarda tutte quelle forme di pratiche dell'Occultismo che si dedicano a pratiche chiaramente idolatriche e politeiste , ma non può essere accettato per una dottrina e una pratica basata su una morale tradizionale salda e su una concezione del mondo profondamente monoteista . Ci vorrebbe a questo punto un intero trattato per rispondere e spiegare nel dettaglio a molteplici questioni che possono nascere , ma non è questo il posto giusto per sviluppare discorsi cosi complessi e lunghi . Basti dire che l'astrologia arabo-persiana era una scienza riconosciuta come valida e facente parte dell'ordinamento naturale voluto da Dio , essa era praticata presso le corti di praticamente tutti i governanti del mondo islamico tradizionale , e la stessa città di Baghdad , capitale dell'Impero islamico per secoli , è stata fondata seguendo le indicazioni degli astrologi . Per quanto riguarda la Magia essa viene divise in diverse branche , non tutta la Magia può per forza essere considerata "sihr" termine coranico usato per la Magia malvagia e la più bassa e cattiva stregoneria , completamente proibite e condannate perchè considerate diaboliche , ma non c'è alcuna prova che questo termine riguardi anche l'Alta Magia Cerimoniale o la Magia esercitata a fin di bene o per portare la giustizia . Esistono all'interno dell'Islam individui particolarmente dotati di talento occulto , sapienti della religione e praticanti dalla grande devozione e purezza morale , essi vengono chiamati "Amil" ed esercitano tutto ciò che da un certo punto di vista può essere vista come Magia Bianca , ma anche forme di Magia aggressiva per punire i malvagi e gli ingiusti , secondo il concetto teologico che insegna sia la Misericordia Divina che il Rigore e l'Ira di Dio contro il male e le forze sataniche . Ovviamente un Amil non chiamerebbe mai la sua disciplina con il termine di "Magia" , ma ciò poco importa , perchè al di là delle denominazioni l'essenza è la stessa . Particolari confraternite sufi sono detentori da secoli di certe discipline divinatorie , basti pensare al misterioso "jafr" , oppure l'astrologia e la chiromanzia . Essi possiedono la scienza occulta completa , inclusa l'arte dei talismani chiamati "Taweez" e l'arte di lavorare con le entità non umane chiamate "jinn" , ma la chiamano "Ruhaniyyat" , scienza spirituale , e la distinguono nettamente dal "sihr" proibito di cui si parlava prima . Ripeto , il discorso sarebbe lungo e non c'è spazio o tempo di farlo qua adesso . L'ermetismo è una corrente che ha fatto anche parte integrante dell'Islam esoterico per molti secoli , se questa sapienza si è praticamente del tutto persa fra i musulmani di oggi , ciò è semplicemente dovuto al ciclo di buio spirituale in cui oggi si trova tutta l'umanità , una umanità da Tempi Ultimi . Ma un'altra , diversa , questione si pone : da un punto gerarchico , di valore metafisico , dove vanno collocate le discipline dell'Occultismo rispetto alla Spiritualità Pura , quella contemplativa , che porta alla santità e alla realizzazione del Mistero ultimo della Unità ed Unicità Divina ? Esse hanno a mio avviso una natura duplice , una di natura molto inferiore alla metafisica e l'altra di grado intermedio ma comunque subordinato rispetto alla spiritualità integralmente santificante . Dipende se si usano le pratiche e i fenomeni fine a se stessi o se li si considera come mezzi per allenare lo spirito a scoprire e realizzare praticamente la realtà delle dimensioni soprasensibili . Diciamolo in modo chiaro : chi fa l'astrologo ma non adora Dio , chi fa il cartomante e non adora Dio , chi fa il mago ma non adora Dio , o chi fa tutto ciò e si dedica a una forma di politeismo , chi quindi vive i fenomeni non per adorare Dio ma come fine a se stessi , chi fa così , e sono purtroppo tantissimi , si perde e si ferma in cose intermedie psichice ed astrale , di ordine inferiore , e non arriverà mai alla vera spiritualità . Per questo il sentiero dell'Occultismo è un sentiero che va seguito soltanto se si ha una salda fede e si ha ben presente che si vive per adorare Dio e per guadagnarsi il Suo paradiso . Un astrologo ateo non vale nulla da un punto di vista spirituale , e così anche un cartomante o chiromante che adora gli idoli o un mago rituale che pensa solo ai vantaggi del mondo materiale . Siccome molti occultisti si perdono in queste deviazioni , in linea generale tutte le religioni tendono perlomeno a scoraggiare i propri seguaci di occuparsi di queste discipline , e questo è perfettamente comprensibile da un punto di vista della primaria importanza della salvezza dell'anima . Ma gli autentici ermetisti e gli occultisti più elevati avevano e hanno ben presente questi concetti e valori , e quindi essi si muovono in un quadro spiritualmente legittimo da un punto di vista della Tradizione Metafisica Universale .







Roberto Minichini , occultista musulmano

sabato 30 giugno 2012

Sulle tecniche di "bassa" Magia

La cosidetta "bassa" Magia , a differenza di quella "alta" sembra più facile ed immediata . La verità è ben diversa , in quanto anche le tecniche della "bassa" Magia necessitano di molta fatica , impegno , costanza , disciplina e lavoro , non è affatto facile o semplice , tutta la Magia e tutto l'Occultismo hanno bisogno di grande dedizione . Gli incantesimi della "bassa" Magia funzionano per un insieme di fattori , se e quando danno risultati effettivi , cosa che in Magia non si può mai garantire in anticipo , se si è onesti e non si vogliono fare promesse a vuoto . I fattori che agiscono sono prima di tutto il talento e la capacità del singolo operatore e della sua formazione spirituale nel campo dell'Occultismo , poi l'intervento di entità non umane attirate ed attivate da quella forma di incantesimo e rito , e in ultima analisi il potere sottile intrinseco dei materiali , tempi e simboli usati . Tutti questi fattori sono strettamente collegati ed agiscono in simbiosi , contemporaneamente , e se solo uno viene a mancare nella sua efficacia , l'intera operazione rischia di essere un insuccesso , e non sono da escludere anche conseguenze impreviste , più o meno drammatiche , strane o magari , divertenti .
Roberto Minichini , astrologo ed occultista ( astrologominichini@yahoo.it )

mercoledì 27 giugno 2012

La ritualistica operativa come assistenza spirituale nella vita


Credo nella efficacia della ritualistica magica-ermetica , il mio è un atto di fede spirituale , frutto delle mie convinzioni metafisiche , delle mie ricerche e studi che durano praticamente dalla mia prima adolescenza , e delle mie esperienze pratiche nel campo dell'occultismo . Molte persone pensano che un ritualista sia un "mago dei miracoli" capace di risolvere in breve tempo ogni tipo di problema , o sia semplicemente un ciarlatano e un imbroglione della peggior specie , ambedue le idee sono sostanzialmente e profondamente sbagliate , almeno per quanto riguarda il mio caso . I rituali possono , dico possono perchè non esistono promesse o garanzie di sorta da parte mia , essere utili e di aiuto , di sostegno profondo in molti casi ,escluso ovviamente quei casi che trattano di salute ( in ogni caso di esclusiva competenza delle autorità mediche ufficiali riconosciute , sia che si tratti di salute fisiche che di salute mentale ) , di minorenni , di pretese di usare l'occultismo per compiere ingiustiza nei confronti del prossimo , o di questioni scabrose e immorali contrari al mio codice etico e religioso personale . Le persone che mi chiedono la risoluzione immediata/veloce e totale/completa dei loro problemi , che pretendano che sia io a spendere il denaro per acquistare il materiale rituale necessario , o che possano usare liberamente il mio tempo e le mie competenze a loro piacimento , tali persone non sono benevute da me . Rivolgersi a un occultista e alle arti occulte è sempre un salto nel buio , che può essere una mossa vincente ed efficace per uscire da un tunnel esistenziale o perlomeno a cominciare ad uscirne , ma può anche essere una esperienza deludente , frustrante e terribilmente traumatica , soprattutto quando si scatenano certi "fenomeni" incontrollati e certe serie di "coincidenze" significative e particolari . La ritualistica operativa seria non è un gioco e non è un passatempo per curiosi , è un mezzo che può muovere e smuovere , rivolgere e capovolgere su diversi piani della realtà e non soltanto di quello della realtà materiale percepita dai cinque sensi .
Roberto Minichini , ritualista ermetico ( astrologominichini@yahoo.it )

domenica 22 aprile 2012

La lettera di una lettrice da Roma sui Rituali e i Talismani

Una lettrice , Paola C. di Roma , mi scrive : " Caro Roberto , ti seguo da diversi anni sia su questa che su altre piattaforme , penso che tu sia in Italia uno degli esoteristi più preparati , anche se ti considero forse un pò troppo rigido e tradizionalista a volte , ma comunque si capisce che non fai parte del sottobosco degli improvvisati o dei venditori di fumo ma che sei uno studioso e un esperto vero . Avevi esordito come esclusivamente astrologo , bravissimo veramente . Molti tuoi articoli a riguardo erano veramente profondi , estremamente competenti e meravigliosi , peccato , veramente un grande peccato , che non li scrivi più . Volevo farti una domanda riguardo i rituali e i talismani , perdonami caro Roberto , ma secondo te veramente funzionano ? Mentre posso anche credere al tema natale o ai transiti , e anche a un buon giro di tarocchi fatto come si deve ( se si il cartomante ha il famoso "dono" perchè no ? ) mi trovo a dir poco molto perplessa a vederti parlare di rituali magici vari . Non voglio fare polemiche , solo sapere , scusami tanto se risulto magari un pò rompiscatole .Grazie mille per l'eventuale risposta . Ciao ! "
Ecco la mia risposta :
Ringrazio te per le tue gentili parole . Ti rispondo brevemente qui sul blog , in quanto non ho tempo per rispondere privatamente e permetto cosi di leggere anche ad altre persone su argomenti di loro eventuale interesse . Non pubblico per il momento più articoli di astrologia , perchè non intendo insegnare gratis a nessuno le mie tecniche , frutto di anni di studi e pratica diretta , e perchè nel passato ho soltanto perso tempo con astrologi , aspiranti astrologi e pseudoastrologi che volevano solo polemizzare e farsi dare lezioni ed analisi sui loro casi . Forse in futuro tornerò a scrivere e a parlare di astrologia in maniera più dettagliata , quando avrò superato l'attuale periodo di noia e ripulsa verso l'ambiente astrologico . Pratico tutti i giorni l'astrologia ma all'interno di una più ampia prospettiva non esclusivamente astrologica . Per quanto riguarda la Magia , i Rituali , i Talismani il discorso sarebbe troppo lungo e complesso da affrontare qua adesso , e io preferisco operare attivamente piuttosto che fare teoria , anche se questa può avere un suo spazio in un contesto e nella modalità e i tempi giusti . In maniera succinta ti dico quale è la mia convinzione . Operare con successo effettivo in questo campo è difficile e delicato , e necessità di molto sforzo ed impegno , oltre a molta preparazione e conoscenza per poter agire in modo qualificato . I risultati sono possibili , ma non garantiti , inoltre si possono avere dei risultati sotto forme non previste e in tempi non previdibili . Spesso c'è bisogno di diverso tempo e di tentativi ripetuti , altre volte l'intensità e la quantità del successo magari lascia a desiderare . Ma la mia esperienza diretta insegna che in molti casi "qualcosa si muove" , "qualcosa accade" . Tutto qui . Cari Saluti da Roberto Minichini

venerdì 9 dicembre 2011

I fenomeni paranormali che avvengono durante i riti magici




La magia funziona e ha i suoi effetti , la magia è una scienza spirituale che lavora con le dimensioni non fisiche e non materiali dell'esistenza . Lo schema della realtà è molteplice e le varie cosmologie dell'umanità hanno proposto schemi diversi per spiegare in linguaggio simbolico diverso le stesse verità . Personalmente ho assistito a molti fenomeni strani durante la mia pratica dei riti magici , fenomeni di telepatia ,veggenza , premonizione , fenomeni che riguardavano sogni miei e quelli di altre persone , magari molto lontane , fenomeni di sincronicità incredibili , spesso ripetuti , inoltre materializzazioni e comunicazioni dirette con entità spirituali .Tutto ciò ha dimostrato a me personalmente , oltre ogni dubbio e scetticismo , completamente e definitivamente superati già da moltissimo tempo , che nella magia agiscono delle forze potenti e reali , e che gli antichi riti descritti nei grimoire magici medievali non erano affatto ridicole superstizioni continuate irragionevolmente per secoli e secoli . E' impossibile ed inutile per l'uomo di oggi seguire alla lettera questi manuali e trattati classici della magia , bisogna saper leggere fra le righe , estrapolare le leggi spirituali e simboliche di base ed agire creando un proprio sistema riformato ed soggettivo di magia . Quello che agisce in magia è lo spirito dell'operatore e non qualcosa di esteriore , di codificato in maniera rigida o di esposto in maniera dogmatica . Nonostante ciò ci sono delle regole obbligatorie da seguire , delle leggi esoteriche da osservare e delle condizioni necessarie da rispettare , non c'è spazio per l'individualismo , il relativismo o lo soggettivismo assoluto . In magia ormai non mi stupisco di niente e considero normali e quotidiani i fenomeni che altri potrebbero considerare paranormali , per il semplice fatto che io seguo integralmente una mia vita di pratica spirituale basata su una visione del mondo metafisica e tradizionalista . Non sono il profano che è alla ricerca di esperienze insolite o di fenomeni , essi non mi interessano affatto e una tale ricerca la considero una noiosa e banale perdita di tempo . A me interessa la ricerca spirituale e la gnosi metafisica . A livello più concreto tramite i miei riti cerco di allenare il mio spirito nell'arte della magia , una arte difficilissima riservata a pochissimi , cerco di diventare sempre più esperto e scoprire le leggi della magia e dei suoi molteplici piani di realtà , e ovviamente cerco di verificare il successo o meno dei riti fatti per ottenere scopi mondani concreti , sia che questi riti siano stati eseguiti per me o su richiesta di altri per i loro bisogni . E qui torno a parlare dei fenomeni cosidetti paranormali che si verificano quasi sempre durante e/o dopo questi riti : il fatto che si verifichino non significa affatto che il rito abbia avuto successo e non significa affatto che il rito raggiungerà lo scopo per cui è stato fatto . Agli inizi della mia pratica magica questi fenomeni erano per me un indizio , un segno inconfondibile che "qualcosa si era mosso" e che quindi il rito aveva avuto successo . In verità coll'esperienza ho capito che questi "effetti collaterali" strani e misteriosi non avevano nulla a che fare con il successo o meno di una operazione magica , e che certamente "qualcosa si era mosso" ma ciò non aveva nulla a che fare con il risultato desiderato , ma era solo uno "spettacolo" di contorno che portava alla distrazione dai veri obiettivi e che era in fin dei conti una illusione di successo .


Roberto Minichini , astrologo e mago

martedì 6 dicembre 2011

Lavorare con i "demoni" o spiriti della Goetia




Lavoro spesso con la magia rituale evocando i cosidetti 72 "demoni" , o meglio spiriti della Goetia . Nel recente periodo mi sono fatto prendere da un fenomeno piuttosto diffuso fra i maghi , quello della "inerzia magica" , cioè una forma di pigrizia o di blocco nell'operare concretamente ed attivamente , facendo i riti per davvero e non soltanto filosofeggiando sull'occulto . Mi riprometto di cambiare questa situazione a partire da adesso , in questa casi bisogna darsi una violenta e determinata mossa per agire di nuovo e superare la inerzia magica che si è venuta ad instaurare . Dicevo della Goetia , un sistema magico a me molto caro e congeniale , infatti oltre che "Dr. Picatrix" sono anche chiamato "Frater Goetia" . Ringrazio qui pubblicamente Bune e Sitri per i loro servizi resi , con un Bune ci sono state varie vicende ed avventure , oltre a veri e propri fenomeni paranormali , fra cui delle materializzazioni durante i riti di evocazione , e dei veri e propri contatti fisici con questo potente ed orgoglioso spirito . Bune mi ha aiutato in qualche difficoltà economica , nell'apprendere i segreti della vera astrologia occulta , nello spostare gli spiriti dei morti da una locazione all'altra . Sitri è il mio aiutante nel campo dell'erotismo e del nudismo , egli mi istruisce nella arte dell'erotismo sacro , sia a livello visionario nei viaggi astrali , sia a livello terreno con la sempre maggiore conoscenza dei misteri molteplici dell'eros . Lavoro rigorosamente di notte con gli spiriti della Goetia , essi sono senz'altro terribili entità oscure , di natura demonica , probabilmente si tratta di quello che la tradizione islamica chiama i jinn , gli esseri fatti di fuoco spirituale . Il fatto che siano di natura demonica non significa che siano di natura demoniaca , ma che appartengono al lato "ombra" della creazione , al lato notturno e nero , necessario e complementare a quello luminoso , essi non sono cattivi ma terribili , obbediscono comunque esclusivamente se vengono evocati in Nome di Dio e soltanto se gli ordini vengono impartiti in Nome di Dio . Si dice che il Profeta Salomone li abbia utilizzato per costruire il Primo Tempio a Gerusalemme , anche se le versioni tradizionali delle varie fonti sono poco chiare e raccontano versioni divergenti fra di loro . Una delle mie ispirazioni avute nel sogno mi ha fatto apparire una colossale visione a colori con i demoni o spiriti della Goetia che costruivano le piramidi dei faraoni dell'antico Egitto . Ho operato anche ritualmente con gli spiriti della Goetia per conto di altre persone , che mi hanno chiesto aiuto in tale senso . Mi piace l'idea di essere ogni tanto uno "stregone a noleggio" ( ovviamente scherzo ) .


Roberto Minichini , astrologo e mago




mercoledì 23 novembre 2011

Tarocchi e Magia - L'uso della divinazione in campo magico






Quando si consulta un mago autentico , il primo lavoro che viene fatto è una analisi generale della situazione tramite divinazione . Il secondo passo è cercare una soluzione rituale magica , sempre facendo un consulto di divinazione , che deve stabilire la possibilità di riuscita o meno e la metodologia di intervento . La divinazione può essere effettuata con una infinità di tecniche diverse , dalla sfera di cristallo , alle candele , al pendolo , alle ossa di pollo consacrate , all'I-King , ecc, ecc . Uno dei sistemi più usato e più efficace sono le carte , in particolare i tarocchi . Personalmente uso con grande successo il mazzo di tarocchi concepito dal grande mago sessuale Aleister Crowley , esso ha una grande importanza nel mio lavoro magico . Ogni tipo di divinazione funziona con l'uso di uno spirito della divinazione , il quale aiuta ad ottenere i responsi e a dare le risposte . Nel mio caso si tratta di uno spirito creato da me , una entità del mondo astrale , il quale possiede un proprio sigillo per chiamarlo e la cui effettiva presenza viene percepita da me tramite i segni concordati e abituali , stabiliti in accordo con questo piccolo essere . Lo spirito in questione va rafforzato sul piano astrale tramite riti occulti specifici e possiede anche un luogo fisico dove risiede , all'interno di un piccolo oggetto , in cui si trova anche il suo sigillo . Gli spiriti possono essere artificiali e creati dal mago , come in questo caso , oppure evocati , già esistenti di vita propria , e costretti o convinti a collaborare con chi li ha chiamati . A mio avviso è meglio non costringere , imprigionare o dominare brutalmente gli spiriti , ma cercare spiriti volenterosi che abbiano piacere a lavorare con il mago e a sviluppare una amicizia . Per quanto riguarda i tarocchi essi hanno un proprio angelo /spirito chiamato Hru , inoltre per funzionare bene l'operatore deve lavorare con uno spirito della divinazione che lo assiste , quindi sono almeno due gli spiriti coinvolti quando si usano i tarocchi con il mio sistema . Quando si usa la divinazione cartomantica con i tarocchi nel lavoro magico , si guardano le tendenze che possono essere modificate dalla nostra volontà e dalle nostre scelte , e non si cerca semplicemente una previsione del futuro netta e fissa , che non serve a niente e toglie il libero arbitrio all'essere umano . Chi lavora con la magia e la divinazione in questa maniera usa mezzi mille volte più potenti , efficaci e precisi di qualsiasi tipo di astrologia , gli astri sono servi del mago e non suoi padroni . L'oroscopo può essere trasceso e in casi particoli e annullato dalla azione magica , gli astrologici che sono solo astrologi assolutizzano il relativo e il parziale , e in ciò sta il loro grave errore di conoscenza . Ma il lavoro magico è un sentiero duro e difficilile , le forze che si scatenano con i rituali non sono quasi mai del tutto controllabili e il loro modo di operare non è quasi mai prevedibile , si va incontro a molte sorprese . I cercatori di miracoli facili e coloro che pensano di aver trovato una soluzione ad ogni problema stiano lontani dalla magia , rimarebberò terribilmente delusi e scottati nelle loro puerili ed egocentriche illusioni . La magia è prima di tutto un sentiero spirituale di realizzazione esoterica operativa e di gnosi , e solo in secondo o terzo luogo un mezzo per vivere meglio la passeggera esistenza contingente terrena . Il mago nel suo cammino deve superare mille prove , è un percorso molto impervio , ci vuole grande pazienza , grande forza di carattere , grande convinzione interiore e perseveranza . I tarocchi sono compagni costanti del mago durante il suo viaggio , e sono senz'altro un mezzo magico , aprire o manipolare un mazzo di tarocchi mette in agitazione e richiama molti spiriti e lascia un segno nel mondo astrale . Per questo , come con tutte le pratiche occulte , anche con l'uso dei tarocchi bisogna andarci piano , ed essere coscienti di quello che si fa , perchè in questo campo nulla in verità è un gioco innocente , ma tutto è serio e può portare a conseguenze impreviste , spiritituali e/o materiali , nella vita . Io sono un mago e un lettore esperto di tarocchi , e sono assolutamente contrario alla banalizzazione e alla divulgazione massificata , e quindi per forza inevitabile falsificata , di certe pratiche e conoscenze . Ciò deriva dalla mia visione del mondo tradizionalista e spiritualista , fermamente contraria alle false sirene dello spirito dell'epoca , e così lontana dalla visione individualista , edonista e consumista dominante .


Roberto Minichini , astrologo ed occultista

domenica 25 settembre 2011

Sul lignaggio iniziatico della Golden Dawn e la funzione esoterica di Roberto Minichini




La storia dell'Ordine Ermetico della Alba Dorata ( Hermetic Order of the Golden Dawn ) è una vicenda molto interessante , anche se su molti retroscena non si potrà fare altro che speculare e formulare delle ipotesi più o meno fondate . Da un punto esteriore , a parte gli inizi veramente brillanti e promettenti , nell'arco di pochi anni la storia dell'Ordine sarebbe degenerata in un seguito di episodi penosi , di conflitti , contestazioni reciproche fra i vari membri , scomuniche e continue scissioni , fino alla fine dell'Ordine stesso . Nel 1887 l'esoterista inglese Dr.W.Wyne Westcott decifra il cosidetto "Manoscitto Cifrato" , il quale è alla base della legittimazione iniziatica dell'Ordine stesso e sulla cui vera natura o esistenza si è fatto un gran parlare e un gran smentire . Il 1 marzo 1888 nasce la Golden Dawn , con a capo come fondatori i tre seguenti membri , tutti eminenti e qualificati studiosi di occultismo dell'epoca : il già citato Dr. W.Wyne Westcott , il Dr. W.R. Woodman e S.L. "MacGregor" Mathers , quest'ultimo sembra sia stato il mago operativo di livello più avanzato , dotato comunqueanche di una enorme erudizione teorica e sapienzale nel campo dell'ermetismo occidentale . Viene fondato il Tempio Isis-Urania Nr.3 e la prima iniziata è Moina Mathers ( Mina Bergson ) , moglie di Mathers e sorella del famoso filosofo Bergson . I primi anni aumentano gli inziati all'Ordine e sono praticamente tutti massoni prestigiosi , studiosi dell'occultismo , scienziati , artisti , scrittori e membri dell'altà società inglese . Le cose vanno bene e procedono in maniera armonica , ma entro pochi anni cominceranno a nascere i primi problemi . Fra il 1888 e il 1891 la Golden Dawn è una sorta di scuola per chi vuole imparare in maniera seria le varie discipline teoriche e pratiche della Magia Occidentale , confluiscono elementi molteplici negli insegnamenti , di estrazione antico egizia , neoplatonica , gnostica , rinascimentale , rosicruciana e massonica . Si insegnano le pratiche divinatorie come la geomanzia , i tarocchi e l'astrologia , molta importanza viene data alla chiaroveggenza e ai viaggi astrali . Manca ancora l' Alta Magia rituale e cerimoniale operativa , la quale sarebbe stata introdotta agli inzi degli anni novanta da S.L. Mathers con la creazione di un secondo livello più avanzato dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn . Particolare importanza avrebbe avuto in questo contesto la figura mitica di Christian Rosenkreutz , il fondatore della misteriosa confraternita tedesca rinascimentale dei Rosacroce . Mathers affermava di essere in contatto diretto con i "Superiori Sconosciuti" , capi di una gerarchia esoterica occulta che dirigevano e controllavano l'operato dell'Ordine della Golden Dawn . Essi secondo Mathers , che gli avrebbe ripetutamente incontrati dal vivo sulla terra e nel mondo astrale , sono esseri umani altamente evoluti che hanno raggiunto i livelli più alti di iniziazione e mostravano i segni di coloro che avevano scoperto la pietra filosofale degli alchimisti . Nel 1896 si ha il primo segno di separazione dalla Golden Dawn madre , un episodio minore ancora interno , ma che era il primo episodio di ciò che entro pochi anni avrebbe portato a una continua serie di scissioni e creazioni di gruppi autonomi . Florence Farr crea un gruppo specializzato ad occuparsi in maniera molto intensiva di veggenza , il cosidetto "Gruppo della sfera " in cui gli adepti della Golden Dawn che volevano praticare in primo luogo questa tecnica occulta si riunivano fra di loro . Subito dopo il Dr.Westcott , medico legale con funzione di magistrato delle indagini preliminari , viene coinvolto in uno scandalo pubblico in cui viene alla luce il coinvolgimento di questo alto funzionario con un gruppo di occultisti e con pratiche magiche . E' costretto a dare le dimissioni dalla Golden Dawn per salvaguardare la sua carriera . Almeno questo è la versione ufficiale , sulla quale però si possono esprimere molti dubbi . Probabilmente i veri motivi stanno altrove , prima di tutto nel crescente conflitto interno fra i vari personaggi più in vista ed attivi dell'Ordine . Nel 1900 si arriva alla prima crisi molto grave riguardante lo scontro sulla ammissione al secondo grado dell'Ordine di Aleister Crowley , un giovanotto il quale successivamente si sarebbe reso famoso con un proprio Ordine Magico e con un suo sentiero basato su una sua religione e l'importanza fondamentale data alla Magia sessuale rituale . S.L "MacGregor" Mathers già da qualche anno si era trasferito con la moglie Moina a Parigi , da dove secondo diverse testimonianze dirette , dirigeva l'Ordine della Golden Dawn con il pugno di ferro severo di un autocrate , cosa che ha cominciato a creare una opposizione sempre più crescente verso la sua dirigenza . A Londra si rifiutano di concedere la iniziazione richiesta da Crowley , in quanto lo considerano mentalmente disturbato e moralmente depravato , e quindi indegno di appartenere a una confraternica ermetica seria e dignitosa . Si distingue nell'opposizione alla candidatura al secondo grado di Crowley , fra gli altri , in particolare modo il famoso poeta irlandese William Butler Yeats , successivamente premio Nobel per la letteratura . Aleister Crowley aveva ottenuto l'anno prima l'iniziazione al primo grado dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn ed avrebbe bruciato tutte le tappe negli studi teorici ed entro dodici mesi si è deciso di chiedere uffficialmente l'ammissione al livello superiore . Il suo comportamento , considerato strano e maleducato dagli altri membri inglesi della confraternita , gli aveva nel frattempo però creato molte antipatie ed inimicizie , le quali poi coalizzate gli avrebbero rifiutato nel tempio di Londra l'accesso al secondo Grado dell'Ordine . Crowley infuriato si reca prontamente a Parigi e riceve la inizazione dalle stesse mani di S. L . Mathers , il quale ordina alle sezioni in Gran Bretagna di riconoscere subito questo atto senza discutere , e di sottomettersi pienamente alla sua autorità . Si può dire che questo episodio segna l'inizio della fine dell'Ordine Ermetico della Golden Dawn . Ne nasce uno scisma frontale con scomuniche definitive che porterà entro pochissimo alla disgregazione della confraternita e alla fondazione di diverse confraternite secondarie indipenenti . Queste stesse emanazioni secondarie della Golden Dawn originale si sarebero a loro volta continuate a spaccare in gruppi scismatici , fino praticamente alla loro stessa scomparsa operativa ed iniziatica esteriore verso la fine degli anni trenta del novecento . Fra S.L. Mathers ed Aleister Crowley l'amicizia e l'alleanza non sarebbe affatto durata , e sarebbero poi stati per molti anni nemici uno dell'altro . Tutto questo racconto quindi è un racconto che inizia bene e poi si svolge sempre peggio fino a un finale catastrofico , è questa la storia della Golden Dawn originaria . A questo punto c'è da chiedersi in che cosa consiste la Magia e la saggezza esoterica ed ermetica di queste persone e di questa organizzazione , vista la sconfitta penosa su tutti i fronti a cui sono andati incontro gli adepti di questo gruppo nel loro tentativo di rifondare in Occidente una struttura iniziatica seria , luminosa e spiritualmente armonica . Non c'è nessun dubbio sul fatto che l'unico motivo della scomparsa della Golden Dawn è la disgregazione interna e l'autodistruzione dovuta ai conflitti interni fra i propri membri , non si tratta certamente di un esempio molto edificante e tantomeno indica la presenza di speciali benedizioni o protezioni dalle sfere spirituali . E allora perchè è importante parlare della Golden Dawn e perchè essa è importante per la Tradizione Esoterica Occidentale ? Per il semplice fatto che le forze spirituali rappresentate dai "Superiori Sconosciuti" e che sono all'origine della fondazione della Golden Dawn originaria non volevano creare una "Chiesa apostolica" ma volevano portare nel mondo un sistema spirituale ermetico il quale avrebbe vissuto di vita spirituale autonoma , senza alcun bisogno di strutture organizzative centralizzate o gerarchie esclusive con il monopolio della rappresentanza legittima . E' da parecchio tempo che studio e lavoro a livello operativo con il sistema della Golden Dawn , cercando di entrare in contatto astrale con gli egregori e gli spiriti guida che guidano e controllano questa realtà spirituale specifica e il suo affascinante mondo . Ho avuto l'onore di vedere nel sogno e di parlare lungamente con Wynn Westcott e S.L. Mathers , inoltre ho potuto visitare i Templi originali con il loro meravigliosi e colorati dipinti , guidato e tenuto per mano da una silenziosa e sorridente Moina Mathers tutta nuda e con i suoi selvaggi capelli adornati dai fiori . Probabilmente da tutto questo mio lavoro esoterico e da tutta questa avventura magica nascerà la Minichini Golden Dawn , un Ordine ermetico ispirato al sistema della Golden Dawn e in contatto sottile diretto con le forze spirituali che hanno creato e che tengono in vita nel mondo astrale l'archetipo di questa confraternita di Maghi .


Roberto Minichini , occultista

giovedì 18 agosto 2011

Cacciare gli spiriti demoniaci : l'esoterista musulmano Roberto Minichini parla della universalità dei metodi esorcisti fra religione e magia




L'esorcismo è una pratica tradizionale presente in tutti i popoli del mondo e la realtà della presenza di spiriti cattivi è riconosciuta in tutte le civiltà tradizionali , fuorchè la nostra attuale epoca anormale , dominata da una visione del mondo ufficiale scientista-meccanicista , materialista e de facto atea come lo era il marxismo , in modo ovviamente molto più militante e brutale . La modernità sembra si esprima in una desacralizzazione , in una massificazione e in una artificializzazione sempre più accelerata ed onnicomprensiva , questo falso paradiso terrestre del "progresso" in verità sradica e distrugge tutto ciò che ha valore perenne e capovolge tutti i valori stabiliti nelle civiltà antiche . L'azione e la presenza degli spiriti demoniaci è una realtà facilmente verificabile in tutti i testi sacri e nelle testimonianze universali di tutti i popoli del mondo . Nell'Islam questi spiriti del male vengono chiamati "shayatin" , è una parola che indica "diavoli , demoni" e sono generalmente jinn cattivi , perversi e miscredenti . Per cacciarli e possibilmente distruggerli si usa il Sacro Corano e in modo particolare alcuni versetti specifici del Corano indicati dalla Tradizione Profetica ( Sunnah ) particolarmente efficaci a tal riguardo . Ma non basta recitare il Corano , bisogna stabilire delle condizioni religiosamente e spiritualmente corrette e positive per far si che l'esorcismo possa avere un successo reale , totale e permanente . Per esempio , chi si sottopone alla cosidetta pratica esorcistica della "ruqya" , la pratica tradizionale islamica di recitazione di specifici versetti coranici per cacciare gli spiriti demoniaci , deve anche rispettare nella propria vita le regole della giurisprudenza e della morale musulmana . Non è necessario essere musulmani per questo , per sottoporsi a un esercismo islamico basta credere in Dio e credere che il Corano ha il potere di cacciare e sconfiggere gli spiriti cattivi , e rispettare durante l'esorcismo , che può svolgersi in una serie diverse sedute che possono anche durare per un periodo giorni o settimane , delle regole base : per esempio eliminare ogni tipo di alcolici e di carne di maiale dalla alimentazione , non commettere atti di fornicazione , fare giochi di fortuna , ascoltare musica "poco seria " , ecc . Ovviamente non è solo la Tradizione islamica ad avere una pratica efficace di esorcismo , praticamente ogni religione ha i propri riti previsti a tale scopo . La cosa più saggia è rivolgersi agli specialisti della propria confessione , per trovarsi un un ambiente famigliare e che fa risuonare nell'anima le verità teologiche a cui siamo abituati e a cui crediamo . Il settarismo e l'esclusivismo connaturati in molte visioni religiose tendono a considerare validi solo i propri esorcismi , e a guardare con disprezzo e disapprovazione a tali pratiche rituali concepite da altre confessioni , ma questo è un problema che non dovrebbe stupire o preoccupare a chi ha una visione delle cose da autentico esoterista , capace quindi di trascendere le forme limitate e differenziate per apprezzare il nocciolo essenziale della verità comune ed universale . Ma non sono solo le religioni a conoscere la pratica dell'esorcismo , anche la Via Magica e l'Occultismo in generale , hanno i propri riti e metodologie per combattere con grande efficacia le presenze demoniache di spiriti satanici e cattivi , facendo spesso completamente a meno di un quadro teologico di riferimento , se no al massimo in maniera nominale e simbolica . L'Occultismo pretende di conoscere certe realtà sovrasensibili , che sono tali per tutti e hanno valore generale , cercando i meccanismo di azione e conoscenza per agire su queste realtà a vantaggio dell'uomo . Per chi non appartiene a nessuna tradizione religiosa specifica spesso è questa impostazione quella più accettabile e preferibile , in quanto non sottointende la supremazia di nessuna dottrina a cui bisogna fare un tributo obbligatorio per liberarsi dagli spiriti cattivi e dalla loro malvagia azione . Credo che al di là delle varietà e delle diverse possibilità , che sono lasciate alle eredità culturali o alla libera scelta dell'individuo , è importante rendersi conto che per chi segue una strada di conoscenza esoterica , ermetica e metafisica , la realtà degli spiriti e della possibilità dell'azione di spiriti demoniaci cattivi fa parte del repertorio delle convinzioni acquisite .



Roberto Minichini , Occultista

domenica 17 luglio 2011

L' Alta Cartomanzia come Rituale di Magia e la serietà rigorosa del vero Occultismo


Nel cosidetto mondo dell'occulto e dell'esoterico trovare l'autentica qualità è molto raro , gran parte di ciò che esiste è o fallace o parzialmente fallace o di livello culturale e sapienzale veramente mediocre . Per quanto riguarda la Cartomanzia , essa è ormai diffussisima ed è una disciplina ultradivulgata a livello di massa , tuttavia la qualità di questa cartomanzia è in gran parte infima . Personalmente pratico solo quello che io definisco l'Alta Cartomanzia Rituale , cioè uso la seduta approfondita e seria di Cartomanzia come un vero e proprio rito di Magia . Ricevo le richieste e le domande di una persona , valuto durante un dialogo preliminare se posso e se voglio fare il consulto a quella persona , rispondere automatiche al primo arrivato non esiste da me , faccio consulti solo a gente motivata , seria e rispettosa . Gli ignoranti e i superficiali hanno ampio spazio per rivolgersi altrove o per farsi le carte da soli . E' assolutamente importante seguire la mia metodologia e non pretendere di imporre la propria , visto che sono io l'esperto al quale ci si rivolge , e non sono io che mi sono rivolto al consultante per farmi dire come devo lavorare . I consultanti che pensano di potermi dare ordini o di imporre le loro pretese senza che ciò faccia parte del mio modo di essere ed operare , li scarto subito e non voglio procedere oltre con loro in alcun modo . Questa prima selezione qualitativa è necessaria per non finire per praticare una bassa e volgare Cartomanzia da circo plebeo , una forma degradante e spesso ciarlatanesca di questa arte, una forma molto diffusa , anzi è la più praticata in questo campo . Mi occupo di Astrologia , Cartomanzia , Occultismo in maniera assolutamente seria e profonda , e il falso "esoterismo" popolare di massa , alla portata di tutti appunto perchè falso e di scarsa qualità , non mi interessa affatto ed anzi mi fa un profondo orrore e mi disgusta . Ciò che è veramente esoterico non può essere alla portata di tutti e non può essere pubblico e non può essere ottenuto solo perchè lo si chiede o lo si vuole , il termine stesso di esoterismo ci parla di conoscenze riservate solo a una piccola minoranza e celata al volgo . Quando pratico la Alta Cartomanzia cerco quindi per prima cosa di scegliere interlocutori che meritano il mio tempo e il mio impegno . Poi procedo come se si trattasse di un vero e proprio atto di Magia Rituale , e nel mio caso lo è veramente . Non leggo le carte in diretta e non leggo le carte di fronte agli altri , non faccio toccare o vedere le carte a nessuno . Una volta analizzata la situazione tramite la conversazione con il consultante , ed essendo venuto a sapere di cosa si tratta e quali sono i bisogni e le esigenze di chi chiede lumi alla carte , si procede al lavoro rituale e alla seduta vera e propria . Tengo conto delle fasi lunari e delle ore planetarie , del tema natale astrologico del mio consultante , e apro e chiudo il rituale , con tanto di cerchio magico ed evocazioni , un rituale laborioso che potrà anche essere ripetuto più volte per arrivare a poter consigliare ed orientare fino in fondo la persona sul suo caso e sul suo problema . Uso le carte per far capire la natura di una vicenda e consigliare su come comportarsi e che strada intraprendere , le previsioni del futuro sono di secondaria importanza e parlano solo di tendenze in atto , che eventualmente possono essere modificate in meglio da diversi fattori ed azioni . Inutile venire a chiedermi "il mio gatto è scappato , tornerà ?" , "oppure " mio figlio passerà l'esame ?" e altre cretinate simili da bassa divinazione di strada . Tre sono gli avversari culturali di chi pratica l'Occultismo in maniera seria , di chi cerca la qualità profonda nel lavoro esoterico , essi sono i seguenti : i materialisti , i fanatici religiosi , gli ignoranti del falso "esoterismo" di massa . Questi ultimi sono in assoluto i più deleteri . So bene che la mia posizione , assolutamente "strana" e minoritaria , potrebbe risultare molto urtante nella nostra attuale civiltà apparentemente ultrademocratica , massificata e consumista , in cui non c'è spazio per il rispetto , di nessun tipo , e tantomeno per il rispetto del segreto e della riservatezza iniziatica . Ma a me non importa , perchè il mio è prima di tutto un sentiero spirituale ermetico e magico e non ho interesse a correre dietro alle mode o alle tendenze di mentalità o sociologiche dominanti . Credo alla pace e all'amore , alla benevolenza e alla Luce Divina , comunque e ovunque essa si manifesti , credo alla gentilezza e alla mansuetudine , ma tutto ciò rigorosamente all'interno di una concezione tradizionale , gerarchica ed aristocratica dell'esistenza .
Roberto Minichini , Astrologo , Cartomante , Occultista