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giovedì 19 marzo 2026

The Weight of What Endures - Roberto Minichini


We live in an age overflowing with information and starving for wisdom. Never has so much been available, so quickly, to so many, and yet the abundance of facts, impressions, reactions, and commentaries has not produced a corresponding depth of understanding. Information can be gathered, displayed, exchanged, and forgotten. Wisdom belongs to another order. It requires discipline, time, silence, inward formation, and the patient work by which knowledge ceases to be external and begins to shape the soul. This is why the distinction between opinion and truth has become so important. Opinion is immediate, plentiful, and often effortless. It moves with the pressures of the moment, with fashion, emotion, approval, and fear. Truth demands more. It asks for seriousness, intellectual honesty, self-mastery, and the willingness to resist confusion, even when confusion becomes collective. It does not adapt itself to our convenience. It requires that we rise toward it. The same can be said of novelty and permanence. Modern life teaches us to chase what is new, visible, rapid, and marketable. Yet what truly nourishes the human being often comes from what endures. The permanent does not compete for attention in the same way that novelty does. It stands, it remains, it tests us, and, over time, it forms us. What endures gives orientation where there is dispersion, measure where there is excess, and hierarchy where everything is flattened into the same restless flow. For this reason, transmission remains one of the most serious acts of civilization. Real transmission is never the mere circulation of slogans, fragments, or fashionable language. It is the handing on of something tested, ordered, living, and worthy of fidelity. It is not only a transfer of knowledge, but a communication of form, responsibility, and inner direction. To receive such an inheritance well is already a task. To preserve it without reducing it to spectacle is an act of dignity. Perhaps this is one of the central tasks of our time, to recover the ability to distinguish what merely informs from what truly forms, what excites from what elevates, what passes from what remains. A culture may survive the loss of certainty for a time. It does not survive the loss of depth forever. When wisdom is replaced by noise, and transmission by performance, man becomes rich in data and poor in meaning. To seek what endures, and to remain faithful to it, is already a form of intellectual and spiritual seriousness.


Roberto Minichini, 19 March 2026

mercoledì 18 marzo 2026

Not modern. Not postmodern. Timeless. - Roberto Minichini


The conceptual framework of modernity is grounded in the idea of progress, understood as a linear movement toward the new. Postmodernity, in turn, deconstructs this narrative, dissolving stable meanings into plurality, relativism, and fragmentation. Both paradigms, despite their differences, share a common limitation, they remain confined within the temporal horizon. What is excluded from this horizon is the dimension of the timeless, not as an abstract category, but as an ontological orientation. The timeless does not negate history, nor does it oppose change; rather, it introduces a vertical axis that transcends the merely horizontal flow of events. In this perspective, tradition cannot be reduced to cultural inheritance or historical continuity. It is a mode of access to principial knowledge, one that requires discipline, interiority, and intellectual rigor. Its aim is not information, but transformation. Practices such as silence, contemplation, and structured thought are often perceived today as marginal or obsolete. Yet, they correspond to a form of knowledge that is neither cumulative nor utilitarian, but qualitative and formative. They operate outside the logic of immediacy and consumption. To affirm the timeless, therefore, is not to reject the present, but to reorient it. It is to reintroduce measure, hierarchy, and depth into an age characterized by dispersion.

 

Roberto Minichini, March 18, 2026

mercoledì 8 agosto 2012

Esiste un Occultismo legittimo nell'Islam ?







Una delle domande che mi viene posta spesso dai miei confratelli musulmani è se si possa concepire come possibile e legittimo essere musulmano e in contemporanea essere un astrologo , un indovino e un mago , in poche parole Islam e Occultismo sono compatibili ? Io sono un musulmano praticante da venti anni , la mia scuola di pensiero è un Islam liberale e tollerante basato sulle tradizioni della civiltà musulmana medievale e che spiritualmente è seguace del sufismo metafisico e gnostico . Negli ultimi decenni all'interno dell'Islam hanno ottenuto una diffusione e una presa sulle masse diverse forme di movimenti fondamentalisti , che portano avanti una interpretazione eccessivamente rigorista , letteralista e fanatica della religione , a costoro non c'è bisogno di rispondere , visto che la loro visione del mondo è atroce e piena di odio ed intolleranza , non merita quindi neanche la dignità di avere una risposta articolata . Con i fanatici non si può ragionare , vanno semplicemente ignorati e se possibile attivamente contrastati . E' tuttavia vero che anche nella civiltà islamica classica e nell'Islam sinceramente religioso più moderato esiste una forte diffidenza per non dire una grande ostilità nei confronti dell'Occultismo . Questo è comprensibile per quanto riguarda tutte quelle forme di pratiche dell'Occultismo che si dedicano a pratiche chiaramente idolatriche e politeiste , ma non può essere accettato per una dottrina e una pratica basata su una morale tradizionale salda e su una concezione del mondo profondamente monoteista . Ci vorrebbe a questo punto un intero trattato per rispondere e spiegare nel dettaglio a molteplici questioni che possono nascere , ma non è questo il posto giusto per sviluppare discorsi cosi complessi e lunghi . Basti dire che l'astrologia arabo-persiana era una scienza riconosciuta come valida e facente parte dell'ordinamento naturale voluto da Dio , essa era praticata presso le corti di praticamente tutti i governanti del mondo islamico tradizionale , e la stessa città di Baghdad , capitale dell'Impero islamico per secoli , è stata fondata seguendo le indicazioni degli astrologi . Per quanto riguarda la Magia essa viene divise in diverse branche , non tutta la Magia può per forza essere considerata "sihr" termine coranico usato per la Magia malvagia e la più bassa e cattiva stregoneria , completamente proibite e condannate perchè considerate diaboliche , ma non c'è alcuna prova che questo termine riguardi anche l'Alta Magia Cerimoniale o la Magia esercitata a fin di bene o per portare la giustizia . Esistono all'interno dell'Islam individui particolarmente dotati di talento occulto , sapienti della religione e praticanti dalla grande devozione e purezza morale , essi vengono chiamati "Amil" ed esercitano tutto ciò che da un certo punto di vista può essere vista come Magia Bianca , ma anche forme di Magia aggressiva per punire i malvagi e gli ingiusti , secondo il concetto teologico che insegna sia la Misericordia Divina che il Rigore e l'Ira di Dio contro il male e le forze sataniche . Ovviamente un Amil non chiamerebbe mai la sua disciplina con il termine di "Magia" , ma ciò poco importa , perchè al di là delle denominazioni l'essenza è la stessa . Particolari confraternite sufi sono detentori da secoli di certe discipline divinatorie , basti pensare al misterioso "jafr" , oppure l'astrologia e la chiromanzia . Essi possiedono la scienza occulta completa , inclusa l'arte dei talismani chiamati "Taweez" e l'arte di lavorare con le entità non umane chiamate "jinn" , ma la chiamano "Ruhaniyyat" , scienza spirituale , e la distinguono nettamente dal "sihr" proibito di cui si parlava prima . Ripeto , il discorso sarebbe lungo e non c'è spazio o tempo di farlo qua adesso . L'ermetismo è una corrente che ha fatto anche parte integrante dell'Islam esoterico per molti secoli , se questa sapienza si è praticamente del tutto persa fra i musulmani di oggi , ciò è semplicemente dovuto al ciclo di buio spirituale in cui oggi si trova tutta l'umanità , una umanità da Tempi Ultimi . Ma un'altra , diversa , questione si pone : da un punto gerarchico , di valore metafisico , dove vanno collocate le discipline dell'Occultismo rispetto alla Spiritualità Pura , quella contemplativa , che porta alla santità e alla realizzazione del Mistero ultimo della Unità ed Unicità Divina ? Esse hanno a mio avviso una natura duplice , una di natura molto inferiore alla metafisica e l'altra di grado intermedio ma comunque subordinato rispetto alla spiritualità integralmente santificante . Dipende se si usano le pratiche e i fenomeni fine a se stessi o se li si considera come mezzi per allenare lo spirito a scoprire e realizzare praticamente la realtà delle dimensioni soprasensibili . Diciamolo in modo chiaro : chi fa l'astrologo ma non adora Dio , chi fa il cartomante e non adora Dio , chi fa il mago ma non adora Dio , o chi fa tutto ciò e si dedica a una forma di politeismo , chi quindi vive i fenomeni non per adorare Dio ma come fine a se stessi , chi fa così , e sono purtroppo tantissimi , si perde e si ferma in cose intermedie psichice ed astrale , di ordine inferiore , e non arriverà mai alla vera spiritualità . Per questo il sentiero dell'Occultismo è un sentiero che va seguito soltanto se si ha una salda fede e si ha ben presente che si vive per adorare Dio e per guadagnarsi il Suo paradiso . Un astrologo ateo non vale nulla da un punto di vista spirituale , e così anche un cartomante o chiromante che adora gli idoli o un mago rituale che pensa solo ai vantaggi del mondo materiale . Siccome molti occultisti si perdono in queste deviazioni , in linea generale tutte le religioni tendono perlomeno a scoraggiare i propri seguaci di occuparsi di queste discipline , e questo è perfettamente comprensibile da un punto di vista della primaria importanza della salvezza dell'anima . Ma gli autentici ermetisti e gli occultisti più elevati avevano e hanno ben presente questi concetti e valori , e quindi essi si muovono in un quadro spiritualmente legittimo da un punto di vista della Tradizione Metafisica Universale .







Roberto Minichini , occultista musulmano

giovedì 18 agosto 2011

Cacciare gli spiriti demoniaci : l'esoterista musulmano Roberto Minichini parla della universalità dei metodi esorcisti fra religione e magia




L'esorcismo è una pratica tradizionale presente in tutti i popoli del mondo e la realtà della presenza di spiriti cattivi è riconosciuta in tutte le civiltà tradizionali , fuorchè la nostra attuale epoca anormale , dominata da una visione del mondo ufficiale scientista-meccanicista , materialista e de facto atea come lo era il marxismo , in modo ovviamente molto più militante e brutale . La modernità sembra si esprima in una desacralizzazione , in una massificazione e in una artificializzazione sempre più accelerata ed onnicomprensiva , questo falso paradiso terrestre del "progresso" in verità sradica e distrugge tutto ciò che ha valore perenne e capovolge tutti i valori stabiliti nelle civiltà antiche . L'azione e la presenza degli spiriti demoniaci è una realtà facilmente verificabile in tutti i testi sacri e nelle testimonianze universali di tutti i popoli del mondo . Nell'Islam questi spiriti del male vengono chiamati "shayatin" , è una parola che indica "diavoli , demoni" e sono generalmente jinn cattivi , perversi e miscredenti . Per cacciarli e possibilmente distruggerli si usa il Sacro Corano e in modo particolare alcuni versetti specifici del Corano indicati dalla Tradizione Profetica ( Sunnah ) particolarmente efficaci a tal riguardo . Ma non basta recitare il Corano , bisogna stabilire delle condizioni religiosamente e spiritualmente corrette e positive per far si che l'esorcismo possa avere un successo reale , totale e permanente . Per esempio , chi si sottopone alla cosidetta pratica esorcistica della "ruqya" , la pratica tradizionale islamica di recitazione di specifici versetti coranici per cacciare gli spiriti demoniaci , deve anche rispettare nella propria vita le regole della giurisprudenza e della morale musulmana . Non è necessario essere musulmani per questo , per sottoporsi a un esercismo islamico basta credere in Dio e credere che il Corano ha il potere di cacciare e sconfiggere gli spiriti cattivi , e rispettare durante l'esorcismo , che può svolgersi in una serie diverse sedute che possono anche durare per un periodo giorni o settimane , delle regole base : per esempio eliminare ogni tipo di alcolici e di carne di maiale dalla alimentazione , non commettere atti di fornicazione , fare giochi di fortuna , ascoltare musica "poco seria " , ecc . Ovviamente non è solo la Tradizione islamica ad avere una pratica efficace di esorcismo , praticamente ogni religione ha i propri riti previsti a tale scopo . La cosa più saggia è rivolgersi agli specialisti della propria confessione , per trovarsi un un ambiente famigliare e che fa risuonare nell'anima le verità teologiche a cui siamo abituati e a cui crediamo . Il settarismo e l'esclusivismo connaturati in molte visioni religiose tendono a considerare validi solo i propri esorcismi , e a guardare con disprezzo e disapprovazione a tali pratiche rituali concepite da altre confessioni , ma questo è un problema che non dovrebbe stupire o preoccupare a chi ha una visione delle cose da autentico esoterista , capace quindi di trascendere le forme limitate e differenziate per apprezzare il nocciolo essenziale della verità comune ed universale . Ma non sono solo le religioni a conoscere la pratica dell'esorcismo , anche la Via Magica e l'Occultismo in generale , hanno i propri riti e metodologie per combattere con grande efficacia le presenze demoniache di spiriti satanici e cattivi , facendo spesso completamente a meno di un quadro teologico di riferimento , se no al massimo in maniera nominale e simbolica . L'Occultismo pretende di conoscere certe realtà sovrasensibili , che sono tali per tutti e hanno valore generale , cercando i meccanismo di azione e conoscenza per agire su queste realtà a vantaggio dell'uomo . Per chi non appartiene a nessuna tradizione religiosa specifica spesso è questa impostazione quella più accettabile e preferibile , in quanto non sottointende la supremazia di nessuna dottrina a cui bisogna fare un tributo obbligatorio per liberarsi dagli spiriti cattivi e dalla loro malvagia azione . Credo che al di là delle varietà e delle diverse possibilità , che sono lasciate alle eredità culturali o alla libera scelta dell'individuo , è importante rendersi conto che per chi segue una strada di conoscenza esoterica , ermetica e metafisica , la realtà degli spiriti e della possibilità dell'azione di spiriti demoniaci cattivi fa parte del repertorio delle convinzioni acquisite .



Roberto Minichini , Occultista