domenica 21 luglio 2024

Uspavana nada (Poesia in croato di Roberto Minichini)


Uspavana nada

Uspavana duša

Uspavana sudbina

Tamo

Gdje je nekada bilo

Naše srce

Mi smo postali slijepi

Nestalo je nebo

Nestala je zemlja

Ostale su prazne ruke

 

Roberto Minichini, Stara Gorica, srpanj 2024

Spenta la creatività e lo scandalo (Testo di Roberto Minichini)


Spenta la creatività e lo scandalo, si è arrivati finalmente, dopo tanto penare oppressivo nelle epoche passate, alla grande liberazione rappresentata dalle banalità e dalle omologazioni. Mentre la ragione superiore finora è mancata ai predecessori, i lumi emancipatori geniali moderni indubitabili, guarda che fortuna, hanno raggiunto in questi anni meravigliosi le menti delle masse assai acute. Di fronte allo specchio non si riesce a vedere oltre alla punta del proprio naso, questo alto grado di filosofia e di arte per decreto della sacra comunità europea sarà patrimonio universale della umanità digitalizzata. Il nuovo ordine mondiale degli emancipati, progrediti ed illuminati, è basato sui selfie, chi non si scatta 300 fotografie aggiornate all’anno, perde il diritto di voto nella democrazia delle apparenze (e delle oligarchie orwelliane). Ballare, forza, ballare, allegria, cantare e consumare, comprare, aggiornarsi, sempre di più, e se qualche asociale è triste e ha dei dubbi, una cosa non gradita ed inutile nel migliore dei sistemi possibili, sarà inviato in soccorso qualche coach esistenziale di turno, magari uno di quelli particolarmente bravi, che ha fatto i migliori corsi d’aggiornamento oltreoceano. Non c’è più bisogno di leggere Kant o Hegel, brutti retrogradi poco emancipati e per nulla illuminati, entro breve saranno cancellati dai libertari che non tollerano le cattive opinioni, ora basta andare in qualsiasi catena libraria ad imparare a pensare, parlare e riformare la società secondo i nuovi canoni geniali, grazie agli intellettuali alla moda promossi dal sistema, i nuovi mandarini per le masse super ed ultra democratiche finalmente liberate (dal dover pensare con la propria testa). Si, avanti cosi, e che gli asini volino, sempre più in alto. Ballare, cantare, consumare, votare i partiti del regime globalista, leggere gli intellettuali delle neo dottrine create in laboratorio, sconfiggere i nemici della luce e della civiltà, e vivere finalmente nel rinato paradiso terrestre della uguaglianza, dove la mela del diavolo sarà gratis per tutti. Applausi, consensi, credere, obbedire, basta mettere in dubbio che è vera democrazia, vera cultura, vera arte e vera letteratura, vero cinema e vera epoca di progresso. I giornali e le televisioni inoltre dicono chiaramente la verità, chi non ci crede è complottista, ignorante assoluto, nemico della libertà, pericolo per l’umanità, minaccia alla pace e moralmente marcio, e nel regime della tolleranza non ci sarà tolleranza per eretici barbarici e nefasti. Partecipare al regime, ballare, applaudire, votare, leggere i nuovi guru disponibili in libreria, credere, marciare, pedalare, belare, starnazzare, ruttare e vincere. Si! Si! Si! (Pochi si ricordano di certe previsioni di Pier Paolo Pasolini…diventate vere, tristemente vere.)

Roberto Minichini, autore di: Fidel Castro e i Tarocchi, Gorizia, luglio 2024

sabato 20 luglio 2024

Cubi di vetro nei quali si viene rinchiusi (Racconto breve di Roberto Minichini)


Cubi di vetro nei quali si viene rinchiusi con gli occhi bendati, la temperatura è altissima, si sta in mutande sudando fuori l’anima, dopo una lunga privazione del sonno. Nelle fasi fra sonno e veglia appaiono le immagini, la coscienza non è del tutto presente, è una sorta di trance. Esperti filmano, registrano e trascrivono tutto, sanno decifrare le visioni, e trasformano a posteriori tutto in linguaggio comprensibile per i piani alti e profani della burocrazia e dei loro dirigenti. A me questa gente non piace, sono freddi funzionari di un paese colonizzato da decenni, lo fanno soltanto per carriera e soldi, non possono essere cosi ignoranti da non capire che quello che fanno è semplicemente abuso e violenza. Per la prima volta avverto che hanno paura, questa volta hanno paura sul serio e sono molto preoccupati, le cose si stanno mettendo gradualmente sempre peggio, e la immagine della loro paura mi appare nella visione come del cibo buttato per strada e marcio, un brutto hamburger schiacciato e disperso sull’asfalto. Berlino è una sgradevole città moderna, globalizzata, corrotta, empia, con le solite masse vuote e narcisiste americanizzate e vittime del sistema di vita digitale ed amorfa, un territorio sottoposto alla dittatura orwelliana e distopica del politicamente corretto seconda l’ideologia di George Soros. C’è una differenza psicologica e di visione del mondo molto grande fra gli angeli della luce escatologica e i cittadini privi di sostanza del regno delle tenebre globalista. Una voce mi interrompe: smettila, devi solo dirci cosa vedi, null’altro. Josip Broz Tito, di padre croato e madre slovena, rivoluzionario socialista che ha dato parecchio filo da torcere ai suoi nemici durante la sua vita terrena, appare spesso e volentieri durante le sedute spiritiche. Visto che noi ci rendiamo perfettamente conto che a Berlino seguono con grande attenzione le nostre attività nel campo della magia, dell’occultismo e dello spiritismo (anche perché i tedeschi capiscono tutto e credono profondamente agli esperti di parapsicologia che loro stessi hanno allevato e formato molti anni fa nei loro istituti ora chiusi e dimenticati dall’opinione pubblica) vogliamo regalare a loro le ultime parole e l’ultimo messaggio medianico della anima disincarnata di quello che fu l’uomo d’acciaio comunista della Jugoslavia ancora unita e non colonizzata dall’Occidente. Ecco le parole di Tito: Essere vecchi, o forse anche già morti, ma i morti spesso e a lungo non si rendono conto di essere già morti, dona il vantaggio di avere gran parte della vita alle spalle, e nella sera inoltrata della vita si spera di avere un poco di riposo, dalle infinite lotte, dolori e sacrifici. Finiti gli entusiasmi e le speranze, non si gioca a fare le mummie sempre verdi, come fanno certi borghesi occidentali patetici, ma a vedere bene lo fanno purtroppo anche molti dei nostri, ancora più patetici, perché una pessima imitazione servile del già pessimo originale. In questo mio discorso da entità disincarnata, dopo una vita intera dedicata alla rivoluzione e alla costruzione del socialismo e della fratellanza anti imperialista di tutti i popoli, affermo di aver sempre lottato con tutte forze a mia disposizione contro la penetrazione degli occidentali nelle nostre terre e ho sempre voluto che i nostri figli e nipoti crescessero lontani ed indipendenti dalla nefasta ideologia e civiltà degli occidentali. Noi siamo l’anti Occidente, il non Occidente, il fronte irriducibilmente avversario all’Occidente che vuole conservare la propria indipendenza assoluta, sovranità totale e dominio su un nostro universo autoctono e separato. Fra le nostre fila abbiamo molti traditori, deboli di mente e di carattere, collaborazionisti e venduti al nemico. L’altro giorno c’è stata una riunione serale con i dirigenti tedeschi, loro hanno cercato di far ragionare noi e noi abbiamo cercato di fare ragionare loro, e loro pensano che noi siamo i pazzi e noi siamo convinti che i pazzi siano sicuramente loro. Si è bevuto, si sono raccontate barzellette sporche, si è grigliata una quantità enorme di carne, abbiamo anche ballato assieme, ma non c’è stato alla fine niente da fare. Se i tedeschi ci dessero retta, il loro popolo che si sta a tappe veloci estinguendo e che ha perso ormai le sue radici culturali più profonde, e che non ha più uomini veri, tantomeno per combattere una vera e dura guerra, potrebbe conservarsi e prosperare ancora per secoli, in pace, sicurezza, sovranità e libertà. Ma purtroppo i nostri interlocutori hanno dimostrato per l’ennesima volta di soffrire di disturbi mentali, e di essere governati da politici irresponsabili che non fanno gli interessi veri della loro nazione, e che sono vittime di una percezione gravemente distorta dei rapporti di forza reali nel mondo. Nelle nostre centrali strategiche sono diffuse le mappe geografiche del mondo futuro, e la Germania risulta cancellata, perché alla fine si è suicidata per eccesso di stupidità. Purtroppo da giovane ho perso la fede cristiana e la mia nuova religione, imparata in prigione mentre scontavo una pena per attività sovversiva, fu da allora la religione integralista e messianica utopica chiamata marxismo, a cui ho dedicato l’intero resto della mia lunga esistenza. Il vero socialismo è patriotico ma non nazionalista, è per l’istituto famigliare forte e moralmente sano, ma non per rapporti sociali bigotti od imposti contro la libera volontà degli individui, ed è anti capitalista e quindi anti consumista ed anti edonista. Rispettiamo la libertà di coscienza e di religione, ma i preti non devono fare politica, altrimenti finiscono in prigione in mezzo ai criminali comuni. Da noi non c’è permissivismo, delinquenti e teppisti vengono trattati con il pugno di ferro e vige l’ordine e la disciplina. Non aggrediremo mai nessuno, ma se entrate nelle nostre terre per dominarci trasformeremo le vostre vite in inferno e le vostre città in rovine fumanti, in quanto i veri socialisti, oltre a veri lavoratori sono anche veri soldati e combattenti. Una volta Marx era la mia Bibbia, ora comincio ad avere dei dubbi, in quanto Marx era un ateo materialista che non credeva che l’essere umano avesse una anima, e da giovane scriveva poesie inneggianti a satana e picchiava da uomo maturo le sue domestiche, inoltre mai in vita sua ha fatto l’operaio o il contadino.

 

Roberto Minichini, Gorizia, luglio 2024

venerdì 19 luglio 2024

Ora che sei diventata la regina (Racconto breve di Roberto Minichini)


Ora che sei diventata la regina che hai sempre desiderato essere, sei contenta? Probabilmente si tratta di un fenomeno di compensazione, ma come dice un caro mio amico, le persone che riescono ad arrivare in alto perché spinte da una patologica ambizione egocentrica e compensatoria, sono le più pericolose. Un nuovo ufficio ultramoderno, che sembra uscito da un film futuristico di fantascienza, alle riunioni mi hanno detto devi sempre primeggiare tu, decidere tu, dare ordini tu, ricevere le lodi assolute tu e soltanto tu. La gente ha paura di dirti la verità, di esprimersi liberamente, in quanto tu, tiranna ed amante di ogni monarca teocratico barbuto, fai diventare la gente ipocrita ed intimidita, cosi ti raccontano solo quello che ti vuoi sentire dire, e si autocensurano. Chiedo scusa se mi sono presentato nel tuo magnifico ufficio umanitario e filantropico da cui nella tua mente alienata ti sogni, in maniera ridicola, di riformare e salvare l’umanità, secondo la tua infallibile e suprema sapienza, e se mi sono seduto sulla sedia di fronte a te, puzzolente e sudato, in quanto non mi lavavo e non mi cambiavo da almeno tre giorni. L’ho fatto apposta per farti andare su tutte le furie, visto che tu sei la ultra ordinata, la ultra elegante, la ultra profumata, quella che si cambia vestiti e scarpe di lusso otto volte al giorno, porta orecchini giganti che sembrano dischi volanti di alieni, hai le unghie ultra colorate e lunghissime (pronte a graffiare?) e forse hai a disposizione un salone di parrucchiere tue schiave e di servizio ventiquattro ore al giorno. Quante volte al mese cambi capigliatura? A tratti non ti riconoscevo. Ma forse è proprio questa la verità: io non ti conosco. E come mi hai salutato? Con una sfilza di insulti e critiche, e mi hai anche detto: sei proprio veramente un idiota inguaribile, sembri un barbone e mi hanno informato che vai in giro a dire follie, trattieni la tua lingua e stai attento a quello che dici, non potrai contare su nessun aiuto se ti chiudono per punizione in un buco, e non ti faranno più uscire, ed avranno fatto una opera socialmente utile e gradita a Dio. Ringrazio per queste raffinate parole di benvenuto della grande signora umanitaria, non mi stupisce affatto che la regina ora trionfante, che è anche la dama universale che fa mangiare i profughi e concede interviste alla televisione, ancora una volta ha mostrato che i suoi antenati non erano affatto eminenti aristocratici come falsamente è scritto nel suo curriculum tutto manomesso e gonfiato a dismisura. La notte invece tu sei diversissima, in te viene ad abitare una altra personalità, quella con la quale ti ho conosciuto, una ninfomane dolcissima e buonissima tanto interessata a minuziose e complesse questioni metafisiche ed etiche. Ma mi sono stufato, il mio principio di vita è: santo si, ma anche no. Per questo, visto che il tuo carattere atroce ed arrogante mi ha tolto ogni libido ed ogni desiderio sensuale, ho cominciato a frequentare i postriboli del peccato e certe mie amiche speciali, abbastanza economiche, che mi comprendono e mi danno rifugio. Spiegato quindi il perché le ultime notti che siamo stati insieme non sei riuscita ad ottenere niente da me come uomo, neanche il solito rutto finale. A me non interessano le crociate per la giustizia universale che fai tu, non hai capito nulla di me, e io ho capito ancora meno di te, e se pensi impressionarmi con il tuo potere, ecco cosa ti dico: sopra ogni potente c’è uno ancora più potente e cosi via, fino al vertice. Sopra il vertice, fatto comunque da esseri umani fragili, peccatori e mortali, c’è ancora un potere più grande, di fronte a cui, prima o poi dovremo tutti rendere conto: Dio. Ora che sei rimasta incinta per la terza volta sai che mai potremo separarci in maniera definitiva, e il prete pazzo aveva ragione, quando lo disse quasi tre anni fa: nasceranno tre bambine, una dopo l’altra, ed aveva ragione. Se lo vedi salutalo, il tuo guru novantenne, digli che è un ottimo sciamano cristiano fanatico, probabilmente cavalcato dai demoni, come lo sono anche io, e come lo sei anche tu. E non ti verrò mai più a trovare, ho perso ogni energia, forza e voglia, mi sento un’ombra, uno spettro. Siamo incastrati, dentro un treno che non riusciamo a fermare e dal quale non riusciamo più a saltare, e si va incontro alla apocalisse, e tu sei una cieca indottrinata a livello ideologico, sei ossessa, tu e i tuoi simili, avete i paraocchi e non rappresentate la gente normale, la società o il paese. Mi hai corrotto moralmente, usando l’arma della fornicazione, ed io, nonostante il mio sacerdozio neoplatonico ed ermetico astrologico derviscio, ci sono cascato come un pollo stupido. Inoltre ti sei presentata nel mio letto di asceta contemplativo e germanista sotto falso nome e sotto falsa nazionalità, mentendomi anche sulla identità dei genitori, la tua cittadinanza, la tua confessione religiosa e la tua età. Tutti i lunghi i mesi strani di sogni allucinanti che ho fatto, erano messaggi che io ho ignorato, perché sedotto dalla tua ninfomania contro iniziatica. Vediamo come farai a recuperarmi, io sono mezzo croato e noi siamo gente testarda, ingestibile ed autodistruttiva, a un livello tale che non ti puoi neanche immaginare, l’unica cosa che potrai fare è sequestrarmi e deportarmi, perché io d’ora in poi sono un vecchio infermo in sedia a rotelle, e non sento e non vedo e non parlo e non mi ricordo neanche il nome di mia madre, poveraccia, che è all’oscuro di tutto, cosi almeno non soffre. Potrai celebrare il mio funerale, perché per te non esisto più, ci vedremo solo per le bambine. Sulla mia mia tomba inoltre potrai scrivere tutte le parolacce che ti vengono in mente. Ringrazia inoltre il cielo che sono un gentiluomo e un cavaliere e un santo e un mistico che non usa mezzi bassi e non colpisce alle spalle, lo sai benissimo che se parlo con le persone giuste, tu in meno di due ore perdi tutte le funzioni e finisci a fare la mendicante senza scarpe per strada, fino a quando sarai una vecchia raggrinzita e mummificata e sdentata. La grappa analcolica che produce tuo padre inoltre è disgustosa, ne ho appena bevuto due litri e non mi ha fatto nessun effetto e non ha alcun sapore. Non costringermi a radere a suolo Parigi, non costringermi a bombardare Berlino, non costringermi a perdere il controllo di me e diventare un novello Genghis Khan. Adesso ho voglia di andare a trovare nel suo monastero di fanatici il tuo prete e maestro spirituale novantenne, è lui il capo setta, è lui che ti ha fatto il lavaggio del cervello, è lui l’emissario dell’anticristo massonico sulla terra. Quell’uomo delirante ordina agli altri di fare figli a catena e lui in vita sua non ne ha fatto neanche uno, in quasi un secolo di esistenza inutile, parassitaria e dannosa.

 

Roberto Minichini, Gorizia, luglio 2024

giovedì 18 luglio 2024

Prendere il tram (Racconto breve di Roberto Minichini)


Prendere il tram e godersi un tranquillo percorso di mezz’ora. Scendere nel quartiere delle librerie antiquarie, camminare per strada in mezzo a belle e giovani e sorridenti donne. Passare in rassegna per qualche ora le librerie di testi usati, cercando in particolare edizioni economiche dei classici francesi e giapponesi e qualche dizionario di lingue orientali. Pranzare in un ristorantino modesto con pochi clienti, tutti anziani e disposti a fare quattro rilassanti discorsi sul più o sul meno. Andare a trovare quello che chiamano il mago e che legge le carte ed afferma di avere poteri occulti. Da esperto del settore so benissimo che i veri maghi non dicono mai di essere maghi e i ciarlatani invece parlano delle loro conoscenze e capacità supposte esoteriche a gran voce e con toni entusiasti da megalomani in pubblico. Mi siedo ed ascolto il povero illuso per un’ora, mi legge anche le carte (e non lo sa fare, improvvisa), pensando di essere il padrone del mio destino (l’ennesimo!) e a darmi consigli non richiesti (l’ennesimo maestro di vita in circolazione!). Alla fine, prima di salutare, gli faccio un regalo: un talismano infallibile disegnato da me stesso che rappresenta un samurai in meditazione (il disegno ovviamente è bruttissimo, uno scarabocchio). Rimane interdetto: il maestro dell’occultismo lo doveva recitare lui, non io. Quando si discute del sesso degli angeli, tipica mania dei teologi e dei settari dell’esoterismo di massa da strapazzo, non si sa chi sia più matto e si inventi le cose meno dimostrabili e più stupide. La mia convinzione personale è che il destino esiste ma che lo conosce solo Dio. Solo pochissimi hanno le capacità innate di praticare forme di divinazioni serie, i risultati che si ottengono però sono comunque sempre parziali e mai garantiti. Discutere con i maghi è come discutere con i preti delle varie religioni, hanno ragione sempre loro, sanno tutto, e solo la loro religione è vera. Se a questi personaggi gli dai un dito ti prendono la mano e se gli dai la mano, ti prendono il braccio e alla fine diventano arroganti fino in fondo e pensano di essere la voce di Dio sulla terra. Molto meglio leggere qualche buon libro di storia e far parlare i fatti, o meglio, l’interpretazione più o meno credibile dei fatti che il singolo studioso e autore propone. Quindi dopo la visita dal mago torno nelle librerie per un’oretta. Come bottino ottengo un manuale illustrato di storia giapponese medievale e un trattato di storia delle religioni dell’India. Questo basso e transitorio mondo terreno è un posto strano, chissà in base a quali procedimenti mentali agli esseri umani è venuto in mente di escogitare una invenzione indispensabile come i libri.

Roberto Minichini, Gorizia, luglio 2024

mercoledì 17 luglio 2024

Spirale assurda nella quale sono caduti tutti quanti (Racconto breve di Roberto Minichini)


Spirale assurda nella quale sono caduti tutti quanti, una situazione dalla quale non si uscirà se non provocando ulteriori catastrofi e disastri. Qui è una piccola oasi, la terra di nessuno, per qualche ora potremo ancora una volta fingere di essere tornati umani e normali. Camminiamo in silenzio a piedi nudi per un piccolo prato, come quando eravamo giovani, e quando ancora avevamo speranza e la terra era la nostra terra e il cielo era il nostro cielo, e i genitori erano i nostri genitori e i nostri figli erano veramente ancora nostri ed eravamo uniti tutti quanti. Sarebbe bello avere una macchina del tempo, tornare indietro e poi fermare il tutto, il tempo non deve più avanzare. Ora che camminiamo per un poco a piedi nudi, io non sento la terra e non sento i piedi, e non riconosco te. L’altra sera sono salito verso la piccola cittadina dove abita L., ti ricordi di lei? Te ne avevo parlato, eravamo insieme tanti anni fa, prima dell’orrore nel quale ora siamo precipitati. Volevo vederla e volevo vedere i ragazzi. La colona di macchine ha fatto tutto il viaggio in poche ore ma li ho fatti fermare alle prime case e sono sceso da solo. Questi viaggi in gruppo non mi piacciono, uomini d’affari in vacanza, turisti, che parlano solo di soldi e di politica e di divertimenti non sono proprio la compagnia che fa per me. Allontanarmi per un paio di ore, non sentire più il loro continuo fluire di chiacchiere fintamente brillanti per me è una forma di liberazione. Staranno a bere le loro birre in macchina oppure a fare un giro, ma non possono andare da nessuna da parte, pazienza, mi aspetteranno. Non sono antipatici, anzi, è gente per bene, ma c’è troppa differenza rispetto a un orso come me. A L. è sempre piaciuto abitare in luoghi e strani ed isolati, e qui, con la notte ormai cominciata, sembra di essere sulla luna. Le stradine sono completamente deserte, il silenzio è spettrale, passa di sfuggita qualche gatto diffidente. Poi, come dal nulla appare un poco distante nel buio una signora anziana, si trascina con fatica e mi viene incontro. Mi dice che non ci sono alberghi e che ci siamo persi in un posto in cui non si da mangiare per stranieri, in quanto non ci sono ristoranti o altro. Mentre cammino le sono sempre più vicino e vedo che porta una vistosa croce attorno al collo, un fazzoletto attorno alla testa, e che ha i capelli completamente bianchi e lunghi che escono fuori dal fazzoletto. Si mette a parlare, dice che tiene i capelli bianchi perché trova ridicole le donne che da vecchie si tingono i capelli come se fossero giovani, lei è fiera dell’età che Dio le ha dato. Non le ho detto niente, tantomeno mi sarei permesso di fare commenti sulla sua persona, l’ho solo salutata dicendo buona sera, è lei che parla per conto suo. Dice che alla televisione raccontano che ci sarà una grande guerra e che lo ha detto una veggente e che molti moriranno e tante grandi città spariranno e che lei ci crede e sa che i giovani cresceranno in un mondo da incubo, perché sono tutti lontani da Dio e invece di ballare nelle discoteche e di ubriacarsi e drogarsi dovrebbero mettere su famiglia e crescere a loro volta tanti figli cristiani. Poi mi domanda se ho fame, che lei mi porta a casa sua e che mi farà da mangiare, ma solo a me, non agli altri che sono rimasti nelle macchine e che parlano una lingua straniera, lei è passata vicino e ha ascoltato e guardato le targhe delle macchine. Inoltre mi chiede che lingua parlano questi stranieri e se hanno i documenti a posto e i permessi necessari per entrare in questa regione isolata e piena di boschi tutelati. Le rispondo che sono turisti italiani, i documenti sono a posto, e dopo li porto più lontano in un’altra cittadina dove hanno le stanze per dormire prenotate. Mi mostra la foto del figlio e dice che è morto e che non le ha lasciato nipoti e che anche suo marito è morto da anni e che lei è sola al mondo. Dopo averla salutata ho ancora un quarto d’ora di cammino da fare. Poi mi trovo di fronte alla casetta, cosi, all’improvviso. Fa caldo, è estate, sento la televisione, le luci accese in tutte le stanze. La bambina più piccola gioca da sola in giardino, si gira, mi vede ed apre la bocca dalla sorpresa, ma non dice niente. Entro nel cortile e le passo accanto sorridendo, anche io sto zitto. In pochi attimi mi trovo in soggiorno, ecco i due ragazzi più grandi, e la loro madre sul divano a guardare un film. Mi siedo anche io sul divano. Corre dentro la piccola che era in giardino, mi guardano e si guardano, nessuno dice una sola parola, mentre io fingo di guardare lo schermo. Poi L., la quale anche se ormai matura (gli anni passano e passano per tutti) è ancora una donna bellissima, mi accarezza i capelli, e mi dice: sei troppo grasso, la tua nuova dama evidentemente ti nutre come un porco cosi non puoi scappare con un’altra. Arriva anche il cane, il quale evidentemente stava dormendo come al solito, in un’altra stanza, e mi azzanna il polpaccio destro. Questo strano modo di salutare lo ha sempre avuto, soltanto che lo usa solo con me. Ormai è un cagnolone vecchio, e ci vede poco, ma è sempre lui, e si ricorda di me. Mi lecca le mani e cerca di salirmi in grembo, cosa che non mi piace affatto. Esco dal soggiorno per lavarmi le mani in bagno. Sento le voci dal soggiorno: mamma, ma perché papà si comporta cosi con il cane? E lei risponde: perché vostro padre è diventato un musulmano fanatico, considera impuri gli alcolici, la carne di maiale e la saliva dei cani. Tornato in soggiorno il ragazzo più grande mi chiede se voglio vedere i suoi disegni, in quanto sta facendo una scuola per artisti, ed è anche bravo a fare vignette e fumetti. Il pianoforte che c’è in soggiorno glielo ho comprato io e anche le lezioni di musica sono una sua passione. Nel tema natale astrologico ha venere e nettuno dominanti, con aspetti molto favorevoli, un artista nato e anche un ragazzo molto gentile e sensibile. Una volta al telefono gli dissi che doveva scegliere: o le arti figurative o la musica e poi impegnarsi fino in fondo, finché è ancora giovane ha tutto il tempo per raggiungere alti traguardi, se si mette a studiare e ad esercitarsi con dedizione totale. Nella sua stanza regna il disordine completo, mentre commento i suoi disegni appare sua madre e dice: guarda che tuo padre finge di parlare con te, non gli interessa cosa fa suo figlio, tuo padre è un camaleonte, non si capisce cosa sia, chi sia, e siccome parla le lingue di tutti non parla mai nessuna lingua veramente, è un nomade che lascia solo rovine dietro a se, ovunque passa crea disastri e caos. Mi giro e le dico: cerco di capire quello che sta facendo il ragazzo. E lei: non ne sei capace, ti conosco, la cosa che mi preoccupa è che il ragazzo è tale e quale a te, evidentemente i tratti caratteriali in questo caso sono ereditari, tale padre tale figlio. Una veloce cena, ed ovviamente L. mette a tavola carne di maiale e grappa, mi limito a mangiare le patate e l’insalata. Le chiedo a cosa serva la grappa, visto che nessuno la beve. Mi risponde che la grappa serve a far capire che questa è una casa slava e cristiana e non turca e musulmana. Messi a dormire i ragazzi, prima di lasciare la casa parlo con lei da sola, suppongo che la mia compagnia allegra di turisti italiani sia ormai stufa di aspettarmi da ore in mezzo alla strada nelle macchine al buio. Ma ho fatto a loro capire che si trattava di vedere i figli e mi hanno detto tutti che non c’erano problemi, anzi, che erano disposti a dormire in macchina l’intera notte. Forse è proprio vero quello che si dice da queste parti, che gli italiani sono in gran parte brava gente, persone buone ed umane. Quindi mi prendo il tempo di parlare con L. da sola, non capitava da molto, seduti nel buio, abbracciati, sul nostro divano della fornicazione, che lei si è portata dietro in tutti i suoi traslochi. Dice di avere paura del futuro, di essere preoccupata per cosa sarà dei figli, che teme le cattive compagnie, molti loro coetanei vengono da famiglie anche moralmente disastrate ed afflitte dalla piaga dell’alcol, e che meno male che i nostri figli non si sono messi a bere o ad andare male a scuola come molti loro amici. Per portarli a scuola si è comprata una nuova macchina, sono ogni giorno quaranta chilometri di andata e poi di ritorno e si è trovata un lavoro in zona, la mattina, ma la città dove sono le scuole non le piace, aggiunge che girano troppe brutte facce. Le dico che se vuole può venire in Italia, non ci sono problemi. Ma lei non accetta, quasi urla: dove sono nata è il mio paese e il mio popolo, le mie radici, la mia storia, la mia anima, qui sono nata, questo è il mio paese e qui morirò e voglio che questa sia e rimanga anche la patria dei nostri figli, altrimenti diventeranno come te. Tornato alle macchine gli italiani non c’erano più, sono stati portati via dalla polizia, per accertamenti. Due agenti in borghese sono sul posto e me lo comunicano. E io chiedo: dove dormiranno, visto che la centrale è lontana? E loro: in cella, a spesa dello Stato, colazione inclusa. Ora che ti ho raccontato l’incontro con L. e coi ragazzi dell’altra notte ti vedo triste, distante. Siamo distesi in questo piccolo prato, a piedi nudi, c’è il sole e siamo per qualche ora salvi nella terra di nessuno. Troppe vite vissute senza aver mai avuto un solo giorno di vita normale, troppe famiglie avute per non aver mai sperimentato cosa sia una famiglia stabile, troppi viaggi fatti sentendosi sempre in galera, questo non è vita, è la manifestazione della morte.

 

Roberto Minichini, Gorizia, luglio 2024

martedì 16 luglio 2024

La collina non è accessibile (Poesia di Roberto Minichini)


La collina non è accessibile

Se non si fa parte

Della classe lavoratrice proletaria

Socialista Patriotica Anti imperialista

Attorno, tutto attorno

Un muro di cemento, filo spinato

Bandiere rosse, ovunque il grande Lenin

Noi siamo la Germania, Democratica e Socialista

Glorioso il nostro futuro

Virtuoso ed operoso ed onesto il nostro popolo

Abbiamo studiato tanto a lungo

Con insegnanti e pedagoghi

Rivoluzionari e qualificati

Partigiani veri, non a parole

Che hanno combattuto i reazionari e i dittatori

E oggi trasmettono la loro visione agli studenti più meritevoli

Ci hanno indottrinato

Noi giovanissimi ragazzi

Sulla natura immorale del capitalismo

E il tradimento dei falsi partiti socialdemocratici

Collaboratori con il capitale e con i nemici di classe

Siamo a conoscenza del progetto capitalista imperialista

Di creare un mondo senza confini dominato dal capitale finanziario

Con i partiti politici, la stampa, la cultura

Saldamente in mano alle oligarchie di speculatori

E con una falsa democrazia oppio borghese dei popoli

Sottomessi alla dittatura del consumismo individualista

Tutti potranno essere tutto e niente

Ma non si renderanno conto

Di essere soltanto merce e marionette svuotate

Sradicati schiavi piccolo borghesi automi e manipolati

Pecore al servizio di un sistema che non teme rivali

Sommersi da spettacoli, turismo, propaganda, beni di consumi

Depressi, ansiosi, soli e senza futuro certo

Con i figli che sembrano zombie e i parenti serpenti

Che in televisione recitano la parte delle aquile

Pronte a conquistare ogni inesistente successo e fittizia felicità

Quando il mondo è saldamente in mano

Ai capitalisti e ai loro servi

E alla loro narrazione dei fatti

La sovrastruttura ideologica della classe dominante

 

Roberto Minichini, Gorizia, luglio 2024