Solo un vero gatto ciccione anatolico riesce a comprendere le profondità metafisiche delle dottrine del sufismo speculativo, egli è oltre ogni forma, anche se la sua forma fisica apparente è quella di un pallone gigante. Lui è un grande amico, un animale nobile, non dice bugie e non ha bisogno di approvazione esterna, spesso medita sotto una quercia con un libro erotico e un bicchiere di vino analcolico come compagnia. Questo gatto ciccione probabilmente è un esoterista, non occidentale e non moderno, e vede le anime dei morti, e i destini delle persone, legge i pensieri e vola col suo corpo astrale a verso le botteghe di kebab più succulente. Non crede alle scuole, non crede ai diplomi, non crede alle posizioni pubbliche, è un libertino con molti figli illegittimi sparsi in giro per il mondo, ama i sigari cubani con la firma originale di Fidel Castro, inoltre non intende affatto mettere piede nel territorio della Comunità Europea. Purtroppo il gatto ciccione non mi vuole rivelare il suo nome, e ho scoperto solo recentemente che è un pittore scadente di nudi femminili. Cerca di mettere in vendita i suoi quadri, ma non nessuno gli compra niente. Il gatto ciccione disprezza il clero ufficiale di tutte le religioni e i filosofi accademici, evita i filologi e i giornalisti, va dall’esorcista se per caso incontra un politico. Certe volte il gatto ciccione è ubriaco e si trova circondato da bottiglie svuotate di grappa analcolica croata. Forse il gatto ciccione è un santo.
( Roberto Minichini, aprile 2026)

Nessun commento:
Posta un commento