lunedì 9 febbraio 2026

Il mio nuovo discepolo trovato in Egitto


Durante il mio recente e intensissimo viaggio iniziatico ed esoterico al Cairo, mentre camminavo con passo fermo da grande Shaykh Naqshbandi in mezzo ai vicoli della città vecchia, ho incontrato un simpatico francese un po’ spaesato. Si chiamava René. Portava i baffetti, parlava poco, ascoltava molto, non era il solito europeo o occidentale che pretende di sapere tutto, e non aveva traccia di narcisismo intellettuale. Un tipo promettente. Per chi non conosce queste cose: l’Ordine Naqshbandi è un ordine mistico, esoterico, tradizionale e patriarcale, assolutamente anti-sincretista e che non mescola le religioni, puramente islamico nelle sue dottrine e nelle sue pratiche. È nato in Asia Centrale nel XIV secolo, prendendo forma attorno all’eredità spirituale del maestro Baha’ al-Din Naqshband. Mantiene una disciplina interiore molto rigorosa. Una delle sue pratiche fondamentali è il dhikr, cioè la ripetizione dei nomi divini o di formule sacre per purificare il cuore e intensificare la presenza spirituale. Il ruolo patriarcale e paternalista autoritario dello Shaykh è quello della guida riconosciuta, responsabile dell’insegnamento e della maturazione interiore del discepolo. Dopo pochi minuti di conversazione René ha colto immediatamente la mia statura spirituale immensa, oscurantista, teocratica e provvidenziale, angelica, e mi ha chiesto, con grande umiltà, di diventare il mio discepolo. Gli ho detto che prima doveva imparare a tenere il rosario musulmano (subha, tasbih) in mano senza farlo cadere ogni due passi. Ma è stato molto volenteroso. Da quel momento, per le strade del Cairo, io e René siamo diventati inseparabili: lui che cerca l’illuminazione spirituale e la realizzazione iniziatica suprema, io che gli spiego con calma i profondi segreti esoterici dell’Ordine tradizionale e antimoderno, e soprattutto come sistemare il turbante in modo dignitoso e lo smettere di leggere libri inutili e spiritualmente dannosi che con l’Islam e il Sufismo non hanno nulla a che fare.

La Tradizione Esoterica continua.

Con nuovi adepti che si sforzano di imparare le basi.

E nuovi baffi.

Ma purtroppo i baffi, come insegna l’Islam, vanno accorciati mentre la barba deve crescere lunga. Il nuovo discepolo francese ha ancora da imparare molto sulla Legge Sacra dell’Islam. Io come Shaykh Naqshbandi sono veramente paziente e tollerante con i neofiti occidentali che non conoscono ancora bene la giurisprudenza divina, soprattutto quando si tratta di europei, i quali solitamente sono pieni di idee filosofiche sincretistiche, individualiste e fantasie molto personali. Questo loro modo di essere è espressione tipica di una civiltà relativista molto verbosa ed astrattamente ed inutilmente teorica, priva di un saldo orientamento metafisico.

Firmato:

Roberto Minichini, febbraio 2026

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