sabato 11 luglio 2026

Incontro onirico con Montale - Roberto Minichini

Eugenio Montale si manifesta nei sogni, come incarnazione dell’archetipo del vecchio saggio, ironico e scettico, distaccato dalle mode sociali e ideologiche imperanti, diffidente nei confronti di ogni tipo di conformismo e spirito di gruppo. Uomo schivo a cui non piace apparire, mi dice che scrive al massimo cinque o sei poesie all’anno. Gli chiedo qual è il segreto della poesia. Lui dice che non ci sono segreti e che lui fortunatamente non è un esoterista che vende segreti ma soltanto un artigiano della parola. La poesia deve essere come una pietra trovata nei boschi: asciutta, piccola, solo in apparenza semplice, deve creare pensiero e immagine, svelare un poco ciò che va oltre la comprensione immediata. Un poeta, per ogni poesia che scrive, dovrebbe leggerne con attenzione e calma almeno cento, cercando di conoscere direttamente i grandi maestri di ogni epoca e luogo. – Testo di Roberto Minichini, luglio 2026. Immagine realizzata con IA: composizione immaginaria con Eugenio Montale.

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