L’anima del mondo
Sembra non avere memoria
Ti ascolto e ti guardo
Un nuovo vestito rosso
Forse è già primavera?
Eppure io amo solo l’inverno
Mentre i sorrisi si sono spenti
Non così i discorsi
Un ultimo ballo?
Tanto non so ballare
Lo sai benissimo
Che non mi divertono i divertimenti dei profani
La civiltà delle feste e dei balli e della musica
Non è la mia
Io mi vesto di nero ed amo i monasteri antichi
Lontano da politici e giornalisti ed arrivisti
In mezzo ai boschi gelidi e pieni di neve perenne
Dove la tecnologia è vietata
E il commercio privato illegale
Ogni forma di turismo è inconcepibile
Tutte le ideologie politiche rifiutate
Spesso gli spiriti degli antenati
Appaiono in sogni colorati e profumati
Sotto forma di santi e di sante
Portando consiglio spirituale e visioni
Un medioevo pietrificato meraviglioso
Guarda in silenzio, assieme a me
Tenendo la mia mano morbida nella tua, dolce
Quanto è melanconico il buio assoluto
Severo, onesto, angelico
Teocratico e non populista o moderno
Lontano dalla volgarità del regno della quantità
Non c’è serenità interiore maggiore
Purezza contemplativa più integrale
Della preghiera e del digiuno
Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2025
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