Coloro come noi
Che hanno in antipatia
Il mare e l’estate
Ed amano il buio e il gelo
Le terre disabitate ed ostili
Facendosi crescere una barba lunga
Di asceti che continuano a fare figli
Come i sultani ottomani del passato
O i corrotti Papi del Medioevo
Coloro che sono uguali a noi
Sono pochi
E di natura duramente sacerdotale
Noi vestiamo rigorosamente il nero
Siamo sempre a visitare i cimiteri
A pregare per le anime dei morti
L’essere umano è una mela che marcisce presto
C’è il ponte verso l’altro mondo che aspetta tutti
Questa terra miseranda è una valle di lacrime
Un periodo di prova morale e spirituale
Per testare la fede e la purezza dell’anima
Non un posto da trasformare nel giardino del paradiso
Il pianeta è in mano a pazzi e demoni incarnati
Che esercitano un potere che presto dovranno abbandonare
In quanto la morte aspetta anche di cogliere costoro
E più vecchi sono e più avidi sono di gloria
Invece di mettersi l’anima in pace
Tacere e sparire
Ritirarsi in monastero
E chiedere contriti perdono dei loro peccati infernali
Continuano ad essere cavalcati
Dalle schiere immonde degli spiriti dell’ego individuale
Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2025
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