Sono i ramoscelli di un piccolo albero
Che congiungono ciò che è stato separato
Mentre il sole spento, tace, dorme
E lo spettacolo, infinito, continua
Ma non serve a nulla
In quanto tutte le illusioni
Spariscono, inghiottite dal tempo
E l’orizzontale e il verticale non si toccano
Mentre la contemplazione silenziosa scompare
Sommersa dalla fretta e dalla quantità
Correre verso il vuoto, precipitare
E dover ascoltare frasi già sentite
Ripetute con una ossessione dogmatica
Ormai siamo prigionieri delle banalità
Che hanno anime che vivono di apparenze
Come un albero senza radici e senza futuro
( Roberto Minichini, giugno 2026 )

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