martedì 12 febbraio 2019

Alcuni consigli sulla Cartomanzia

- Non cadete nella situazione in cui comprate inutilmente mazzi su mazzi di carte diverse. Sono soldi buttati via e non vi rendono un/a cartomante migliore.
- Sarebbe saggio limitarsi a un unico mazzo, sempre lo stesso, ed usarlo fino a che non è del tutto consumato.
- In alternativa si usano solo i Tarocchi di Marsiglia, ignorando tutto il resto. Oppure solo le carte da gioco, che funzionano benissimo anche per la divinazione, ignorando tutto il resto.
- La Cartomanzia dovrebbe dare una ampia panoramica su una situazione importante, indicare le tendenze in atto, i retroscena e anche, ovviamente, una proiezione su un probabile futuro. Sarebbero da evitare domande semplicistiche e secche, domande a risposte si/no, esclusivamente una divinazione spicciola sull'immediato futuro.
- Non si possono leggere le carte a tutti, ci vuole sintonia fra il consultante e il cartomante, fiducia, un senso di energia positiva reciproca e benevolenza. Altrimenti significa che non c'è compatibilità, quindi viene a cadere una condizione necessaria per fare una lettura efficace e serena.

lunedì 11 febbraio 2019

La cartomanzia come sport di massa

Ormai la cartomanzia è diventata uno sport di massa. Legioni di cartomanti assediano il pianeta, da ogni angolo spunta un sensitivo che usa le Sibille, un lettore di Tarocchi, un chiaroveggente che si serve delle carte da gioco. Dopo aver visto immagini in cui ci sono veri e propri meganegozi in cui si vendono centinaia e centinaia di mazzi di carte e di Tarocchi diversi, mi sono detto che ormai si è raggiunto ogni limite possibile della banalizzazione e della massificazione. Qui c'è qualcosa che non va. Negli anni novanta del secolo scorso ero ancora convinto che i Tarocchi fossero una cosa abbastanza rara, e i lettori di Tarocchi poche persone che si potevano incontrare solo con una certa difficoltà. Oramai siamo alla catena di montaggio dei responsi cartomantici, all'inflazione senza limiti di inutilissimi e sempre nuovi e spesso assurdi mazzi di Tarocchi. Infatti il mio sospetto è che tutto ciò serva per l'industria di chi produce le carte. Avere milioni, decine di milioni, centinaia di milioni di cartomanti in tutto il mondo, significa dominare il globo con un prodotto dalle dimensioni e gli incassi da multinazionale. Ho conosciuto persone che hanno comprato letteralmente centinaia di mazzi diversi di Tarocchi, di varie carte divinatorie e di carte oracolari. Poi sperano di fare consulti a pagamento, magari facendosi ricompensare con delle " mance ", pur di guadagnare qualcosa. Non si rendono conto che spendono molto di più di quanto potranno mai incassare.

domenica 10 febbraio 2019

Io sono un patriota tedesco ( articolo speciale non esoterico )

Nel mio cosmo interiore c'è la necessità del radicamento, della identità, della nazione come ideale a cui rimanere fedeli, del patriottismo come atto d'amore e atto d'onore spirituale. Non è nulla che sia contro gli altri o che sia indirizzato contro altri, non è un atteggiamento ostile o esclusivo, è invece un atteggiamento inclusivo, che tende la mano a chiunque altro. Ma rimane la necessità di radici, che sono prima di tutto radici spirituali e la volontà di conservare un mondo che ha caratteristiche a me molto care. Io mi sento un patriota tedesco, perché la Germania mi ha visto nascere presso il Reno, fiume germanico per eccellenza, nella città in cui fu inventata da Gutenberg la stampa dei libri, e io sono un gran amante dei libri, e nella città il cui duomo che ha visto la prima l'incoronazione di Federico II di Svevia, l'Imperatore ecumenico, chiamato " stupor mundi ", personaggio storico di altissima levatura a me assai caro, anche per i suoi fortissimi legami esistenziali con l'Italia. Sono un patriota tedesco perché io amo le virtù tradizionali tedesche: l'ordine, la disciplina, l'obbedienza alle autorità, la legalità, il senso civico, la severità nel punire i colpevoli immediatamente, il dare gran valore al duro lavoro, al risparmio, alle cose fatte bene e con cura, una certa distaccata e pronunciata freddezza nei rapporti interpersonali, il senso di comunità, che antepone il bene collettivo al bene individuale. Ovviamente queste sono le virtù tedesche tradizionali, certe volte sono vissute ed espresse in modo molto pedante e duro, e sono virtù del passato, non appartengono alla Germania moderna, che in certi suoi settori non vorrebbe neanche più essere Germania, ma rinnegare completamente se stessa. Esiste una germanofobia degli stessi tedeschi, e sa essere molto forte e molto diffusa. A questa corrente sociale e di pensiero io non partecipo, considero coloro che disprezzano ed annullano se stessi in quanto tedeschi come dei poveri stupidi, e anche, in casi estremi, come traditori. Tuttavia le virtù tedesche, anche se quelle del passato, ed ufficialmente oggi " superate " in cambio di un grande nulla globalista, in verità sono ancora ben vive nel subconscio collettivo della nazione germanica, e sono ancora oggi praticate in versione contemporanea, da milioni di tedeschi, i quali comunque sono, bisogna dirlo, una minoranza. Ma un osservatore acuto sa che in verità nella intima essenza dei tedeschi essi sono rimasti quello che sono stati per secoli e secoli, a partire almeno dalla fondazione del Sacro Romano Impero di Nazione Germanica ( 962 - 1806 ), e forse anche molto prima, già ai tempi degli antichi romani, che hanno descritto nei loro documenti cosa era la Germania, come territorio e popolazione, di allora. Vedasi a riguardo il classico di Tacito, intitolato " Germania ", ovvero " De origine et situ Germanorum " ( 98 d.C. ). La Germania di oggi coltiva poco la propria cultura, una specie di mania di esterofilia sta dominando molti spiriti, e allora, per esempio nel campo importantissimo della letteratura, molti conoscono magari gli attuali bestseller stranieri, ma non hanno la minima conoscenza dei classici tedeschi. Da molte parti viene predicato che il concetto di nazione è un concetto " artificiale ", un concetto da " superare " in modo definitivo, la Germania si dovrebbe " sciogliere " in una specie di pianeta globalizzato, perdere i propri confini, la propria identità, rinunciare a qualsiasi potere o sovranità che non sia pura amministrazione della vita quotidiana a livello locale, durante i mondiali di calcio ci sono coloro che fanno appello a non esporre la bandiera nazionale, sarebbe un segno di " intollerabile sciovinismo e regresso ". Si tengano il loro " progresso " questi senza patria, un progresso che per via del costante e catastrofico calo demografico rischia di far estinguere i tedeschi in tre o quattro generazioni. Coloro che producono ricchezza pensano solo all'economia, e valori come la famiglia e la procreazione sono messi da parte, ci si sposa poco, si divorzia presto, spesso non ci sono figli o c'è solo il figlio unico, i numeri della popolazione sono in costante diminuzione, l'invecchiamento generale avanza sempre di più. E' una catastrofe demografica, che dovrebbe essere la priorità, il problema principale di ogni governo tedesco serio. Invece di cosa parlano i governanti ? Di economia, sempre e soltanto di economia, la Germania è un paese in mano al capitalismo più avido e sfacciato possibile, il capitale vuole condizionare e dominare tutto, ed essere l'unico argomento interessante ed importante, il denaro e la sete di guadagno, la carriera, un buon posto di lavoro, l'aumento costante della produttività sono elevati a livello di religione sociale. In questa maniera il paese perde l'anima. Forti riforme in senso socialista sarebbero auspicabili, anche una uscita dall'Euro e il ritorno al tradizionale Marco tedesco sarebbe eventualmente da prendere in considerazione, l'importanza della industria e dell'alta finanza andrebbe ridotta notevolmente, il falso " dio " denaro dovrebbe essere spodestato dal trono, e valori più umani, più sociali e più spirituali dovrebbero essere il centro dell'azione politica. Se fosse per me anche i confini andrebbero chiusi, al confine della Germania ci dovrebbero essere persone in divisa tedesca e una bandiera tedesca dovrebbe sventolare ben visibile, e un grande cartello dovrebbe aver scritto: " Benvenuti nella Repubblica Federale Tedesca ". Una nazione con confini chiari e protetti e con una propria valuta nazionale, uno Stato sociale interno che aiuta e favorisce le fasce più povere e precarie, una politica culturale e monetaria di incoraggiamento demografico, la costruzione di un esercito moderno ed efficace, capace di affrontare ogni sfida posta alla sovranità e alla sicurezza nazionale, il superamento delle disuguaglianze ancora esistenti fra Germania occidentale e Germania orientale. A livello culturale si dovrebbero combattere tutte le conseguenze nefaste di una ideologia e di uno spirito antinazionale e globalista, educare i giovani ad amare la Germania come la propria unica patria, reintrodurre il servizio militare obbligatorio, con una leva militare seria e dura, di almeno due anni di durata. La Germania dovrebbe avere rapporti di amicizia con tutti i paesi che vogliono l'amicizia con la Germania, in particolare con tutti i paesi confinanti, per garantire la pace e la stabilità in Europa. Ma si dovrebbe uscire da tutte le forme di ordinamento sovranazionale, la Germania deve essere sovrana a casa sua, e la Germania deve incoraggiare anche la libertà e la sovranità di tutti i suoi amici nel mondo. La riforma della ortografia tedesca diventata effettiva nel 2008 andrebbe revocata, e si dovrebbe tornare a scrivere in tedesco come lo si faceva da tanto tempo in precedenza. Accanto ai caratteri latini oggi in uso andrebbero reintrodotti anche i caratteri gotici di scrittura. Molta importanza sarebbe da dare all'arte, in particolare la letteratura, la pittura e la musica, intese nelle forme più alte ed aristocratiche, e non nelle loro versioni di prodotti di consumo di massa. Gli Stati federali dovrebbero rafforzare le loro competenze, per dare ad ogni regione della Germania di amministrarsi liberamente secondo le specificità locali, introducendo alcune votazioni di democrazia diretta. A livello di parlamento nazionale tutti i partiti votati dovrebbero poter entrare in parlamento, anche se solo con un unico deputato, e sarebbe abolita la soglia di sbarramento del 5%, per poter entrare fra i banchi dei rappresentanti del popolo. Sulle questioni essenziali su cui i grandi partiti non riescono a trovare un accordo entro tre mesi di trattative, si dovrebbe ogni volta direttamente passare a un referendum popolare, valido se i votanti sono almeno il 50% più uno degli elettori iscritti. Come già detto lo Stato sociale dovrebbe essere molto forte, ed alcune riforme importanti di socialismo non marxista sarebbero da introdurre. Lo Stato dovrebbe garantire il diritto alla casa a tutti i cittadini, cosi come l'istruzione e la sanità completamente gratuite, e dovrebbe puntare alla disoccupazione pari a zero. Tramite lavori socialmente utili a qualsiasi livello tutti dovrebbero essere inseriti in un posto di lavoro, per quanto umile ma dignitoso. Chiunque non sia abile al lavoro, per qualunque motivo accertato, ha diritto di essere mantenuto in modo più che dignitoso a spese della collettività. L'ordine pubblico dovrebbe essere garantito al 100%, ogni forma di criminalità e di illegalità sarebbero combattute con la massima intransigenza e durezza, le pene molto severe, e i poteri degli organi del Ministero dell'Interno allargati e rafforzati, tramite specifiche modifiche di alcuni articoli della Costituzione. Cosi come si punterebbe decisamente all'obiettivo zero disoccupazione si punterebbe anche all'obiettivo zero criminalità. Una Germania cosi sarebbe rigenerata, i dati demografici sarebbero capovolti in positivo entro pochi anni, il popolo tornerebbe a sentirsi una nazione fiera, le grinfie del capitalismo sarebbero notevolmente indebolite e strettamente controllate, lo Stato sociale e le riforme socialiste porterebbero a una grande equità e alla uscita dalla spirale negativa della vita precaria per milioni di persone, oggi sfruttate e disperate. Questa è la Germania che si sogna un patriota tedesco del ventunesimo secolo.

Sui Talismani

Ecco, i talismani sono un argomento che mi ha sempre affascinato. Il talismano e l'arte di preparare e costruire talismani è una pratica dalle molteplici varianti, tecniche, metodologie e materiali usati. La cosa molto piacevole in un talismano è, nel caso si voglia lavorare magicamente non solo per se stessi ma anche per un'altra persona, che a differenza dei rituali, con il talismano si può dare qualcosa di concreto che dimostri che qualcosa si è fatto. Certo, uno potrebbe anche fare assistere direttamente un richiedente ai propri rituali, ma questo non sarebbe forse una soluzione saggia. Uno perché è teoricamente possibile che le forze magiche evocate durante un rituale possano attaccarsi allo spettatore, ignaro di tecniche di difesa magiche, due, personalmente, avrei difficoltà a dedicarmi con tutta la mia anima a un rituale, se mi trovo come " pubblico " uno spettatore, per quanto silenzioso, distanziato e disciplinato. Con il talismano si crea un oggetto caricato ritualmente, e io mi sono sempre molto divertito a costruire talismani, non so il preciso motivo, ma la talismanologia è una disciplina che mi appassiona e che in futuro vorrei approfondire e perfezionare sempre di più. Il talismano è un oggetto vivente, in esso vive uno spirito, quindi spesso gli effetti dei talismani possono essere sorprendenti, qualche volta anche fuori misura o divertenti. Tutto dipende dalla natura dello spirito e dal modo in cui interagisce con l'entità in questione. Ma il talismano è un essere vivente, questo è almeno il credo magico, ed ognuno è libero di credere o non credere quello che vuole. Considero talismani anche gli oggetti caricati a scopo talismanico, possono essere oggetti di ogni tipo, non è detto che forza debba essere un pentacolo o una collana o una catena o un anello caricati magicamente. Si può trattare benissimo anche di una bottiglia, costruita appositamente, la cosiddetta witch bottle, oppure di un sacchettino trasportabile, o di qualsiasi altra cosa uno voglia avere come talismano, anche un vaso, oppure un quadro, o una statua. E' interessante osservare quello che succede quando si possiede uno o più talismani. Si può averne solo uno, ma anche di più. Qualche volta la collaborazione fra diversi talismani è armonica, altre volte difficile, anche molto difficile, quindi si è costretti alla fine a sceglierne uno solo e rinunciare ad altro. I talismani ci fanno raggiungere i risultati sperati? Come sempre in Magia, e parlo della mia personale concezione della Magia basata su anni di pratica diretta, la risposta non può mai essere una certezza, una promessa, una garanzia. Esistono talismani che adempiono egregiamente al loro scopo, altri che sembrano fare scherzi e produrre strani fenomeni, ma non dare i risultati desiderati, altri ancora che sembrano oggetti inerti, con cui nulla accade e che non portano un bel niente. La Magia nella mia concezione è una sperimentazione dell'eventualmente possibile, ma non è una pratica basata su certezze.

Sulla reale efficacia dei rituali magici

Io non credo che nel campo dei rituali magici ci possano essere certezze, o che si possano dare garanzie sul loro esito. E' perfettamente possibile che anche un rituale tecnicamente ben fatto, e con il massimo sforzo spirituale, non abbia nessun esito o abbia un esito molto lontano da ciò che si sperava di ottenere. Il mago ritualista non è affatto onnipotente e non tiene affatto in pugno le redini del destino, molti si illudono sulla natura reale e sulle possibilità eventuali della Magia. Non mi stancherò mai di ripeterlo: in Magia non si possono e non si devono fare promesse. Esiste certamente una realtà magica che rappresenta una possibilità, è effettivamente vero nella mia esperienza personale che in alcuni casi una ritualistica magica fatta bene possa portare a dei buoni risultati, qualche volta anche a degli ottimi risultati. Sui tempi di questi risultati non si può dire niente. Un rituale può avere un effetto entro 24 ore, o entro un mese o entro un anno o ancora dopo molto più tempo. E' quasi impossibile distinguere un risultato raggiunto magicamente da quello che potrebbe essere un caso fortuito, credere altrimenti è un atto di fede, ed è legittimo, ma non rappresenta per forza una certezza per chiunque. Nella mia pratica, e non pretendo parlare per altri, ma solo testimoniare quello che è la mia diretta e personale intima esperienza, la cosa migliore è fare cicli di rituali ripetuti. Un rituale ripetuto tre, sette, ventuno o ventotto/ventinove volte avrà generalmente una forza maggiore di un rituale fatto una sola volta. E' mia ferma convinzione che la Magia esiste e che ha un suo potere, ma sono altrettanto fermo nel credere che la Magia non sia infallibile, e che molteplici fattori possono benissimo portare a un insuccesso totale dell'azione magica.

Sul post precedente

Il post precedente, per quanto breve, ha avuto quattro piccoli refusi, per colpa della velocità con cui è stato scritto. I refusi sono stati corretti dopo una rilettura, il messaggio rimane valido, in piedi. Si tratta di una breve bozza su un tema che sto affrontando in maniera più organica nei miei appunti. Il tema della formazione di una miriade di gruppi e gruppuscoli neospiritualisti che pretendono di avere radici antiche, e pretendono di rivificare illusoriamente tradizioni estinte da molti secoli o addirittura millenni. Tutte queste sono artificiali creature, inventate a tavolino, ricostruite tramite libri o speculazioni di dati storici parziali. Non esiste alcuna trasmissione vivente autentica di queste correnti spirituali, religiose o esoteriche. Il tema per me è un tema centrale a cui vorrei in futuro dedicare un libro molto ben documentato, di taglio anche fortemente filosofico.

sabato 9 febbraio 2019

Tradizioni spirituali autentiche e ricostruzioni artificiali

Nel campo spirituale vige a mio avviso la regola fondamentale della " Rivelazione dall'Alto " e della trasmissione mai interrotta del sapere rivelato da una generazione all'altra. Una volta che si interrompe la catena e una tradizione muore, è finita, in maniera definitiva ha esaurito il suo ciclo. Ogni artificiale rinascita la considero spurìa, tanto più se è fatta su ricostruzioni libresche, storiche o archeologiche. Per questo molti movimenti neospiritualisti che si rifanno a supposti saperi antichi non vengono presi sul serio da me. Nella prassi si vede poi che, cosa tipica della società individualista dei consumi, le persone molto spesso scelgono di inventarsi una spiritualità fai da te, fatta su misura per i loro desideri, con un mescolamento spesso sincretistico di elementi presi un po' da tutte le parti. E' la pseudospiritualità e la religiosità " secondaria ", sfaldata e priva di radici salde, tipica del mondo moderno, di cui parlava già Oswald Spengler nella sua Opera.