domenica 3 marzo 2024

Godersi una dolce sinfonia (Poesia di Roberto Minichini)


Godersi

Una dolce sinfonia

Fatta di bontà tranquilla

Incontrare volti pacati, sorridenti

Mentre attorno la natura mormora

E segnala un risveglio dal torpore

Abbracciando l’albero della nuova nascita

Di una primavera che promette amore

Balli, abbracci, baci e discorsi lunghi

Una anziana gentildonna invita a tavola

Parlando un antico dialetto

Creduto scomparso da molto tempo

Oppure è una parlata del tutto individuale?

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

lunedì 26 febbraio 2024

Sono i boschi ad essere tempio d'elezione (Poesia di Roberto Minichini)


Sono i boschi ad essere tempio d’elezione

In una situazione in cui parliamo

Solo con gli animali e le piante

Camminando in compagnia

Degli spiriti della natura

Impossibile che ti permettano

Di entrare in questi boschi

Apparentemente, parliamo la stessa lingua

Non è vero, il confine che tu non vedi

Esiste, è fortissimo ma non è di questo mondo

Non sopporto tutta questa crudeltà

Che rovina l’armonia fra i popoli e le genti

Voglio pace, canti melanconici, e misticismo

Stare lontano dalla società degli agitati

L’idolatria del successo e del consenso

Flagello immondo

Si tratta di manie ed ossessioni

Quanto è invece bello stare seduti per ore

Su questo freddo sasso in solitudine

E cercare di diventare amico della luna

 

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2024

La clessidra dello scorrere del tempo (Poesia di Roberto Minichini)


La clessidra dello scorrere del tempo

E le vani agitazioni di quella illusione

Chiamata vita terrena

Capitolo breve per tutti

Transitorio

Coloro che sono vivi, dormono

E quando muoiono, si svegliano

Gli angeli del bene i demoni del male

Ispirano pensieri ed azioni negli esseri umani

Luce dell'anima e corruzione in lotta fra loro

E Lui, l'Unico, guida chi vuole alla Sua Unità

Mentre leggiamo certe pagine di filosofi

Che insegnano il nulla e l’abisso del vuoto

Il materialismo, soggettivismo, relativismo

I nostri pensieri vanno alla Saggezza Divina

Trasmessa e custodita da anime pure ed oneste

Mettiamo via questi filosofi

Secondo noi questi sono ignoranti e barbari

E ci mettiamo a pregare, è l’ora della preghiera

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2024

domenica 25 febbraio 2024

Quali sentieri ci hanno diviso (Poesia di Roberto Minichini)


Quali sentieri ci hanno diviso

Se non quelli degli attaccamenti

A preconcetti fanatici

Dove fra due mondi non si parla più

Cala un assurdo e triste filo spinato e un muro

Ho voluto fare il mistico nudista ermetico gnostico

E suonare le mie erotiche musiche sacre

Zoroastriane, sabiane ed Ismailite, sciite duodecimane

Della Antica Persia Patria Eterna ancestrale

Dove la Luce Suprema lotta contro il Principio del Male

Frequentavo alte montagne apocalittiche

E ti ho trovata, distesa, nuda, come monaca eretica

Mi hai corrotto moralmente portandomi nel paradiso

Poi la tua Croce ha cominciato a litigare con la mia Mezzaluna

Hai voluto impedirmi di visitare la Mecca

Mentre io ti ho detto che i tuoi monaci barbuti che credevano alla trinità

Erano ignoranti, intolleranti, bigotti ed esclusivisti, islamofobici

Tu hai detto che i miei turbanti barbuti erano ancora più fanatici

Poi ci siamo baciati, per fare la pace

E ci siamo dedicati alla fornicazione interreligiosa in abbondanza

Abbiamo concepito una figlia magica, una notte piena di stelle incredibili

In un modesto albergo alla periferia di Istambul

Eravamo gli unici clienti

La mattina dopo abbiamo visitato la tomba benedetta

Di un santo sufi dell’epoca Ottomana

In quel momento, per lunghi minuti di meraviglia

Ho percepito che il santo nella tomba ci salutava

E siamo stati ospiti dei dervisci hanafiti sunnita

Della confraternita mistica Naqshbandi

Ti ricordi, che ti hanno accolto come una regina?

I nostri sentieri ora si sono divisi, come nelle epoche medievali

Cristiani da una parte, e musulmani dall’altra

Eppure ci siamo detti che noi non vogliamo queste divisioni

Ma è andata altrimenti

Qualche volta, nei miei boschi del Sultanato Ottomano turco e balcanico

Io vedo la tua immagine, e la bacio

 

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2024

Volevo averti fra le mie braccia (Poesia di Roberto Minichini)


Volevo averti fra le mie braccia

Ma fu un mattino tiepido

E il mondo divenne folle

Forse tutto è sogno ed illusione

E l’isola dell’amore è irraggiungibile

In quanto l’ego è un oscuro dittatore

 

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2024

sabato 24 febbraio 2024

Esercitare il mestiere di mago è una cosa assai difficile nel ventunesimo secolo (Racconto breve di Roberto Minichini)


Esercitare il mestiere di mago è una cosa assai difficile nel ventunesimo secolo. Purtroppo mi è impossibile diventare un piccolo borghese. Come druido apolitico oltre che apostolico e mezzo solare e mezzo lunare cammino nudo qualche volta per i boschi della mia amata Croazia e se mi incrociano dei turisti mi fotografano. Essi non sanno che la mia lunga barba bianca da santone e da mistico è finta. Da giovane ero un aspirante samurai giapponese e fu nel 1987 che lessi per la prima volta Yukio Mishima in una edizione jugoslava, presa in prestito in una biblioteca di Zagabria. A quel tempo ero stato indottrinato da una famiglia materna composta da partigiani e socialisti al marxismo titoista, ma grazie a Yukio Mishima avevo scoperto un’altra visione del mondo, che con le bandiere e le stelle rosse, con la rivoluzione di Lenin, Mao, Tito e Fidel Castro non aveva proprio niente in comune. Entrai per la prima volta nella Grande Cattedrale di Zagabria e mi feci insegnare da una anziana suora presente come farsi il segno della croce. Poi, mi misi in ginocchio, fingendo una devozione inesistente, muovevo a vuoto le labbra in segno di imitazione di preghiera, con la suora vicina commossa e dallo sguardo benevolo. In quel frangente, da giovanissimo ragazzino leggermente eccentrico di personalità, ero ancora ateo e non capivo cosa fossero tutte quelle statue e grandi immagini che mi circondavano, ero completamente a digiuno di dottrina cattolica. Prima di uscire dalla chiesa un sacerdote mi volle conoscere, come frase finale concluse: il proletariato neanche esiste, e neppure la lotta di classe, quello che conta è solo la fede e la virtù del carattere. Il giorno dopo andai incontrare a casa sua un mio amico musulmano di età già matura, si occupava di radiestesia, grafologia e chiromanzia e creava strani talismani di carta con scritte a me incomprensibili. Dicevano che era uno stregone bosniaco, come mestiere faceva l’ingegnere ed aveva anche insegnato matematica. Lui mi disse: il cristianesimo è falso, quelle statue nella cattedrale che hai visto sono idolatria e politeismo, gli unici veri monoteisti sono i musulmani. Successivamente durante la cena con un mio zio di secondo grado egli affermò: le religioni sono tutte false e anche il comunismo è falso, ci raccontano solo bugie per dominarci. Poi aggiunse: i preti di tutte le religioni vogliono il potere sulla gente in nome di Dio, sono ciarlatani in quanto loro non sono Dio e non hanno diritto di fare la bella vita a spese degli altri, e anche i comunisti sono ciarlatani, in quanto i funzionari del partito sono falsi come i preti di tutte le religioni: essi governano in nome della classe lavoratrice ma loro non hanno mai lavorato in fabbrica o nei campi, ma danno ordini a partire dai loro uffici di dirigenti, loro non sono il popolo lavoratore. Pochi mesi dopo mi trovai a Monaco a Baviera a seguire le istruzioni di un occultista tedesco, esperto di magia rituale e tecniche di divinazione, il quale parlò in questi termini: quando incontri predicatori, adepti di sette, appartenenti a partiti politici o ideologie, giornalisti faziosi o altri unilaterali convinti della loro causa, per avere una visione libera e non esclusivista ed autonoma da tutti costoro ti consiglio di tornare sempre a leggere le pagine di Hermann Hesse. E poi mi regalò la sua copia del romanzo Demian, scritto appunto dal grande Hermann Hesse, una edizione vecchia di decenni e piena di sottolineature a cui purtroppo mancavano le ultime sei pagine. Quando gli dissi che avevo letto il libro che mancava la fine lui rispose: per questo te l’ho regalato, se il libro non era rovinato non te lo regalavo. Il mio maestro di occultismo germanico era un uomo tirchio all’inverosimile.

Roberto Minichini, barone di Zagabria, Mufti ottomano di Vienna, plenipotenziario del governo austro-ungarico, mago e cartomante, germanista e critico letterario fallito, febbraio 2024

Perduto il regno (Poesia di Roberto Minichini)


Perduto il regno

Perduta ogni cosa

Perduta l’innocenza

Si è colpevoli di essere stati espulsi

Dalla grazia di tiranni

Immersi nella vita mondana

Che pensano di vivere

Su questa miseranda terra

Eternamente

Mentre sono delle mummie

Dei Faraoni

Solo la natura vergine

Ci può restituire la verità su ogni cosa

Lontano dal fiume della manipolazione

E degli intrighi degli arrivisti

Vogliamo tornare fanciulli

Nuotare in un lago purissimo

Bere ancora ed ancora

Il latte materno che ci ha visto nascere

E poi, un giorno

Reincarnarci fra gli sciamani delle foreste

Vivere nudi

Praticare la nostra magia

Ed avere visioni

Fatte di Eros Cosmogonico

 

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2024