mercoledì 15 marzo 2023

Sole Cosmogonico


Dopo aver vagato

Con le forze elementari della natura

Abbiamo trovato riposo sotto un grande albero sacro

Molti anni passarono

Ad apprendere la conoscenza dei caratteri

E furono i fiori subito i nostri più cari amici

Aspiriamo a visitare

La terra antica degli angeli

Per conoscere ancora, per parlare la loro lingua

E godere di un sole cosmogonico, nudo, ed unico

 

Poesia di Roberto Minichini, marzo 2023

Filosofia della Luce

 


Lo sguardo limpido

Che vede il bene, dove il bene veramente c’è

Camminare su un ponte lontano ma anche vicino

Mentre scende una notte particolare

Cercare di comprendere un mistero dell’anima

Ed è subito filosofia della Luce

Quelle concezioni articolate che sono ampie

Vengano trasmesse fra pochi spiriti

E coltivate come diamanti rari

Quelli che si incontrano poche volte

 

Poesia di Roberto Minichini, marzo 2023

lunedì 27 febbraio 2023

Forse ci baceremo ancora

 


Non posso che ammirare il tuo ingegno, la tua erudizione, la tua delicata e sottile arte. Mi sento vecchio per tutto ormai, anche troppo vecchio per trasmettere il sapere e il privilegio della intensità poetica che tu mi hai donato tramite la tua immensa luce. Fingo di avere dei sentimenti, fingo di avere il piacere di diventare padre, fingo di essere forte, fingo di essere puro e religioso, fingo di essere patriota, io non ho patria, sono uno sradicato di un matrimonio misto, vittima di un destino ingrato e severo, ma tu hai dovuto sopportare tragedie infinitamente più gravi, per questo non fingo ma sono autentico nella mia devozione a te e al tuo esempio di studiosa di romanzi e novelle e praticante geniale del verseggiare, io giuro fedeltà alla eredità di una cultura la cui lingua scioglie la mia anima, atavicamente e fanaticamente slava orientale, questa lingua deve rimanere pura, non globale, non neutrale, non di tutti, no, ma solo ed eternamente nostra. Oh, tu, donna speciale, che ora abiti nel mondo fuori da questo pianeta, nel mondo cosmico e cosmista lontano e panslavo perfetto dove tutti ci troveremo, spero che mi osservi con dolce misericordia, e mi incoraggi, che tu mi dica: torna, ricordati i prati, i villaggi, i libri, le sere figlie di tramonti paradisiaci, e le contadine generose a cui toccare le natiche affaticate, poi i popi barbuti che odorano di grappa, a cui far capire che i turchi hanno la vera religione e che essi, i miei fratelli ottomani, sono giustamente astemi come lo sono io, si, i miei cari sacerdoti ortodossi pieni di libri di esegesi, con cui litigare sulla teologia trinitaria e non trinitaria, per poi abbracciarci e mangiare insieme e dormire insieme e fare battute peccaminose sulle donne con cui si è commesso peccato carnale. Rappresento una carta dei Tarocchi, degli Arcani Maggiori, che ti lascio indovinare di quale si tratta. Ma dove sei finita, dove ti hanno portata? Sei ancora di questo piano terreno, o sei veramente ascesa, non solo al potere ma verso le sfere cherubiniche del mondo astrale degli eroi panslavi ancestrali, oppure, sono, come dici sempre tu, un ubriaco anche se non bevo un goccio? Si, sono ubriaco, sono ubriaco di un vino sacro che si chiama amore. Con un solo dito ti posso far arrestare, ma poi non mi dirai mai più che sono un uomo buono. Come faccio a vederti triste o arrabbiata un solo secondo? Non mi farai più lezioni di letteratura russa dell’Ottocento, non mi suonerai più i pezzi che amava Pasternak al pianoforte, di musica non me ne frega niente, ma voglio osservare la tua grazia, le tue mani, le tue spalle, i tuoi capelli. Ci baceremo ancora, se Dio lo vorrà.

Roberto Minichini, Ljubljana, febbraio 2023

Dal 1983 al 2023

Brevi note lette nelle memorie non completate e frammentarie dell’ingegnere Hans Kartoffel Knosten, molto tempo fa ragazzo prodigio della Stasi caduto nel dimenticatoio e nella noia esistenziale:

Comprimono il corpo del veggente, lo macerano, lo tormentano, poi lo fanno cadere nella spirale dei piaceri, delle comodità, degli eccessi di ogni genere. Egli si sente come una fisarmonica sfruttata senza pietà e senza fine. In tutto ciò va considerato che lo mettono in una specie di effetto gabbia, di situazione d blocco, di pena e di lontananza. Soltanto questo è il modo per avere la possibilità di fargli avere autentiche visioni.

I ragazzi sono selezionati in base a come sono nati, alla natura delle madri, ai primi anni di infanzia, alle linee della mano e alla conformazione fisiognomica del volto. Hanno usato la privazione sensoriale, l’ipnosi, gli esperimenti con le carte telepatiche Zener e il laboratorio di psicometria. Le operazioni sono dirette dalla Stasi tedesca della DDR e hanno sede centrale in Unione Sovietica. Partecipano anche paesi non appartenenti al Patto di Varsavia, come la Jugoslavia. Questi giovani e giovanissimi vedono a distanza, comunicano tramite il pensiero e riescono ad influire sulla materia tramite la concentrazione mentale.

Nella grande sala, che sembrava una aula universitaria in cui si salivano i gradini man mano che le sedie erano lontane dalla cattedra, eravamo rimasti il pomeriggio in due, un mio compagno russo ed io. Avevamo dieci anni. Incombeva una gigantesca immagine di Albert Einstein, e una frase propagandistica che inneggiava alla importanza dello studio della matematica. Ma noi di matematica non capivamo proprio niente. Non mi ricordo per cosa, ma eravamo in una specie di punizione, e dovevamo svolgere dei compiti supplementari assai difficili. Un insegnante con i capelli corti neri, a noi prima di allora ignoto, supervisionava tutto e ci intimidiva con la sua presenza severa. Diceva che eravamo dei buoni a nulla, dei lavativi, dei parassiti, dei piccoli delinquenti e dei capitalisti.

Con le cuffie si imparavano le lingue, i dialetti, si studiavano i comportamenti delle diverse popolazioni. L’istruttore era un tedesco bonario, leggermente grasso e già più che maturo di età, con i baffi. Raccontava che aveva avuto il padre tedesco e la madre polacca, ma che ambedue i genitori erano stati fucilati dalla Wehrmacht durante la guerra, e che lui era rimasto orfano. A me diceva sempre: a quelli del tuo popolo, gli italiani, piacciono tanto le le donne, mangiate sempre gli spaghetti e parlate troppo, e avete l’abitudine di essere pigri ed essere molto cattolici. Sul fatto che ero pigrissimo aveva ragione, per il resto non capivo cosa mi stesse dicendo. In vita mia non avevo mai visto l’Italia e non conoscevo una parola di italiano. Nel programma non c’erano le lingue latine: non si studiava francese o italiano o spagnolo o portoghese, nulla.

Quando guardavo fuori dalla finestra di notte vedevo una enorme statua di Lenin, per dire la verità era una statua della testa di Lenin. Ci avevano detto che Lenin era stato un genio, il più grande genio della intera storia umana.

Un ex partigiano croato, venuto a trovarci, era di Zagabria, ci veniva presentato come il compagno professore jugoslavo. Insegnava la storia militare della lotta di liberazione, con diapositive e mappe. A me annoiava tutto, non mi interessava, leggevo di nascosto dei fumetti sotto banco.

L’ora di ateismo e di antireligione ed anticlericalismo militante, che incubo. Ho sviluppato una forte fede in Dio e nella teocrazia grazie alle lezioni sul pensiero di Karl Marx e Feuerbach sulla religione. Per diversi anni volevo farmi prete o frate, e successivamente imam o derviscio. Lo stesso effetto al contrario hanno avuto sul mio spirito gli insegnamenti sulla lotta di classe e sula società di uguali senza classi sociali.

Adesso i comunisti e democratici popolari sono gli occidentali e i classisti imperialisti clericali siamo diventati noi. Almeno cosi raccontano i mass media occidentali, nei quali vedo una fabbrica di menzogne plutocratiche e cosmopolite. Tutto è in mano ai grandi capitali oligarchici, incluso il modo in cui le masse occidentali vivono, pensano e si riproducono ed allevano i loro figli. Anche le pubblicità commerciali occidentali sono indottrinamento ideologico, non ti lasciano mai in pace.

Non riesco a capire: insegnano il comunismo a dei ragazzi e quelli diventano dei monarchici pieni di fede in Dio e che adorano la gerarchia piramidale aristocratica medievale, promettono a questi ragazzi una bella vita e una grande carriera, e quelli nel 2023 sono o tutti morti, o dei falliti e disgraziati, o non sono mai usciti dal tunnel infernale di continue guerre. Non mi sembra una grande arte pedagogica, se l’albero si riconosce dai frutti.

Come è possibile insegnare il materialismo storico e poi credere ai poteri dell’occultismo e mettere in piedi istituti di parapsicologia? I migliori istituti di ricerca ed addestramento ai poteri paranormali del mondo. Perché questo lo sappiamo con certezza: noi siamo i migliori del mondo.

 

Dr. Roberto Minichini, parapsicolgo e spiritista ex socialista, DDR, Berlino Est, Karl Marx Alee, anno 1983


domenica 26 febbraio 2023

Le dimissioni richieste a Ludmilla

Devo confessare che durante la mia permanenza nel monastero, tanti anni fa, ho colpevolmente fornicato con delle pellegrine in visita alle reliquie. Mentre di giorno predicavo le virtù e la vera dottrina, di notte mi dedicavo a pratiche magiche. Ho diversi figli illegittimi sparsi per il mondo, non mi ricordo esattamente quanti. Fin da bambino parlavo con gli spiriti, e dal carattere apparentemente buono e timido, ben pochi si rendevano conto della mia anima dura e testarda, di pio tiranno autocratico, della mia profonda misantropia, della mia sete di esplorare mondi sconosciuti, della mia avversione alle masse. Sapevo di essere un santo, ma un santo assai particolare, un santo che non avrebbe mai potuto rinunciare alle donne e all’occultismo, un santo dalle radici ancestrali terribili, dominato medianicamente da spiriti antichissimi. Non ho genitori, sono nato da un sasso, amo i boschi solitari e il freddo, gli alberi mi parlano, sempre. Per quanto mi ricordo, non ho mai avuto o voluto parenti, amici o compagni di giochi. Mi sono circondato tutta la vita soltanto di pochi adepti fanatizzati dai miei sublimi insegnamenti metafisici, esoterici, geopolitici ed apocalittici. Rappresentiamo una setta eretica, che si nutre di anarchia monarchica, socialismo feudale, siamo guerrafondai miti, asceti erotomani, e patrioti universali. Ora questa donna che amo è finita dritta dentro il palazzo del potere, e lei ama me con devozione totalitaria, ma non mi ascolta più. Pensa che io sia incapace nelle azioni pragmatiche e si è messa ad occupare una posizione di grandissima responsabilità. La politica vissuta e le grandi sale piene di guardie e persone potenti hanno accecato la sua giovane anima di adepta, non ancora sufficientemente matura per avere l’eroica forza del distacco di fronte alle contingenze, di fronte alle ricchezze, di fronte all’attivismo, di fronte alle vicende terrene. Dovrei essere ora contento, sono padre, padrone, patriarca, e siamo letteralmente arrivati a pochi passi dal trono e dalla forza necessaria per scatenare l’apocalisse, che io vedo nei miei sogni fin da quando ero all’asilo. Ma tutto ciò viola il giuramento mistico che abbiamo fatto, la nostra funzione è soltanto spirituale, monacale, panerotica e sacrale, cosmista, ermetica ed astrologica, e sostanzialmente parapsicologica. L’ultimo messaggio, inviato tramite intermediari di fiducia, che hanno accesso al Grande Maestoso Palazzo: Cara, dimettiti da tutti i tuoi incarichi, altrimenti sarai sostituita comunque d’autorità, e per non ferire la tua anima sensibile, ti invitiamo di farlo da sola. Abbiamo accesso ai piani più alti, e ci metteranno cinque minuti per sollevarti da ogni funzione. Sarai portata in macchina dai confratelli verso il lontano, freddissimo, isolatissimo, nord. In un minuscolo monastero abbandonato ti dedicherai alla preghiera, ascolterai infiniti audio dei miei illuminanti sermoni e metterai ogni anno al mondo un figlio, ti verrò a trovare, se Dio lo permetterà e se le nostre anime saranno ancora congiunte come ora, non posso vivere la mia funzione provvidenziale senza baciarti e senza guardare ogni tanto dentro i tuoi occhi celestiali e purissimi. Hai delle mani bellissime, me le ricordo, tu sei di stirpe nobile, e io sono al tuo servizio e al servizio della lotta eroica contro il mondo moderno, siamo insieme al servizio del Sacro Impero che sorgerà, e in cui i nostri figli invecchieranno felici.

Padre e Sciamano Dottor Rupert Roberto Minichini, Ordine Occultista di Jaroslav il Saggio, San Pietroburgo, durante un autunno ingrato, solitario ed assai melanconico, come Saturno comanda


Farfalla

 


La farfalla è stata incapsulata dal gelo

Noi, abbiamo lasciato marte tanto tempo fa

E viviamo di estatica contemplazione erotica e mistica

In quanto cattivi maestri, abbiamo ispirato legioni lontane

Non possiamo che essere creatori di un gande caos

Come, i cosmisti, finiti su saturno

Anche noi siamo l’altrove assoluto

Vogliamo che la discepola obbedisca al Maestro Oscuro

E vogliamo che il Maestro Oscuro baci i piedi della discepola

In fin dei conti il cartomante Freud aveva ragione

Tutto è passione, tormentata passione, bellissima passione

Da Zurigo prenderemo un treno

Il treno dell’amore, che non arriva mai in ritardo

 

Roberto Minichini, Gorizia

Spiaggia

 


Abbiamo perso la capacità di emozionarci

Il che, è forse un bene

E mentre il bosco ci concedeva i suoi segreti

Si parlava di personaggi del passato

Con cui, ancora oggi

Risulta esserci, per noi due

Una strana comunione spirituale

E il freddo non è più freddo

E la neve è come la sabbia

Di una spiaggia estiva

 

Roberto Minichini, Gorizia, febbraio 2023