lunedì 25 febbraio 2019

Parto sempre dalla Astrologia

Rispondo ad alcune domande simili fra loro che ho ricevuto. Mi si chiedeva sul come analizzavo una situazione, per decidere o meno se fare una ritualistica per una persona. Per prima cosa voglio dire che io NON faccio ritualistiche per le persone in generale. Faccio ritualistica solo in casi speciali, per persone che conosco bene e con cui ho instaurato un rapporto di reciproca fiducia. I motivi per cui non faccio ritualistica per tutti sono vari, e a mio avviso solidi. Ho un po' di esperienza accumulata a riguardo nel corso degli anni, e ho preso una posizione. Fare il ritualista è per quanto mi riguarda una cosa molto ingrata. Magari elencherò i motivi in un altro scritto, qui vorrei parlare della importanza della Astrologia nel mio sistema. Prima di tutto io uso un sistema nel quale si fa tutto un ciclo di rituali, per tutto il mese lunare, sono quindi quasi sempre 28, qualche volta 29, rituali. La luna la devo vedere, non seguo il calendario. La luna è considerata un fattore astrologico, e tengo conto anche dei pianeti in transito nel cielo e in riferimento del Tema Natale della persona per cui faccio una eventuale ritualistica. E' possibile successivamente aggiungere un altro mese di lavori rituali, ed un altro ancora, a seconda di come si evolve la situazione. Sia chiaro che io dico e sottolineo sempre che io non faccio alcuna promessa sui risultati, non garantisco successi, e dico apertamente che la Magia può anche fallire del tutto, e chi mi chiede promesse di risultati non deve rivolgersi a me. Quindi io non prometto nulla, mi impegno soltanto di eseguire i rituali. Punto e basta. Il metodo che uso per analizzare una situazione, per tornare alla domanda con cui ho esordito, è sempre per prima cosa l'Astrologia. Ci sono persone con pretese, pensano di poter decidere la mia metodologia, molti non vogliono l'Astrologia, ma la sfera di cristallo o i Tarocchi, magari le Rune. Ma sono io il regista del mio operare, se qualcuno pensa di sapere meglio di me quale dovrebbe essere la mia metodologia, allora non si rivolga a me. Io parto sempre dalla Astrologia, dal Tema Natale, i transiti, le direzioni, le rivoluzioni solari e lunari, l'Astrologia oraria ed elettiva. Dopo una approfondita analisi astrologica posso anche usare i Tarocchi, o altri tipi di carte, tenendo sempre però conto come punto di riferimento fisso quello che è emerso durante l'analisi astrologica. L'Astrologia nella mia metodologia è importantissima, è il primo fondamentale passo.

giovedì 14 febbraio 2019

L'Astrologia oraria

L' Astrologia oraria è una branca della Astrologia usata soprattutto nel passato, ma che da qualche anno è tornata sempre più in auge. In pratica si tratta di un vero e proprio sistema divinatorio, nel quale il consultante fa una specifica e chiara domanda all'astrologo, e l'astrologo calcola un grafico di nascita della domanda. In base a questo grafico egli è in grado di dare una risposta alla questione che gli è stata posta. La domanda deve essere succinta, riguardare un argomento chiaro, e deve essere una domanda veramente importante per il consultante. Fare domande orarie per questioni poco importanti o addirittura futili è una grave mancanza di rispetto a questa Arte, con il rischio più che concreto che non si ottenga una risposta. Inoltre io sono dell'idea che la domanda vada posta a un astrologo, e che lo stesso astrologo non dovrebbe fare domande a se stesso, ma consultare un altro collega nel caso in cui avesse bisogno di un responso orario. E' ovviamente anche possibile porre la domanda a se stesso, ma comunque se lo si fa dovrebbe essere una occasione rara, speciale, non una pratica continua. Con l'Astrologia Oraria, che ha regole di interpretazione molto diverse da quelle di un tema natale, si può teoricamente rispondere a qualsiasi domanda. La caratteristica particolare di questa forma di Astrologia è che è capace di rispondere anche a dei dettagli, cosa che generalmente in Astrologia, linguaggio veritiero ma generale, non avviene.

Non tendo alla divulgazione astrologica

Mi rendo conto perfettamente che viviamo in una epoca della divulgazione di ogni cosa, è l'epoca, come la definiva il grande metafisico René Guénon, " dell'odio per il segreto ". Quando faccio delle analisi astrologiche, le faccio esclusivamente per iscritto. Un rapporto completo, chiaro, documentato, rileggibile anche dopo venti anni, se si vuole. Ma non rivelo mai le mie tecniche, mi viene chiesta una analisi di una situazione, e io scrivo l'analisi di una situazione. Molti invece pensano di diventare astrologi facendo un consulto. Pensano che sia facile essere astrologi, pensano: " Allora mi faccio fare un consulto, vedo come funziona e lo faccio da solo. " Altri ti offrono la stampa del loro grafico astrale e vogliono un parere sul grafico, pensando che siccome hanno loro stampato il grafico, non si tratta di un consulto, ma di una chiacchierata amichevole. Il problema è che ho la pretesa di scegliermi io gli amici miei, e che non gradisco quando fra adulti sconosciuti vengo approcciato per nome con un " tu ". Anche l'astrologo ha la sua dignità, e se non c'è una conoscenza privata o una amicizia, io, cosi ho imparato in Germania dove sono nato e cresciuto, rimango fermamente sul " lei ". Altrimenti dal " tu " molti consultanti, o supposti consultanti, mi sommergono di domande tecniche specifiche sul funzionamento della Astrologia, sempre nell'illusione che un paio di rivelazioni dettagliate permetta a loro di fare a meno di un astrologo a vita. Infatti nella mente di molti di costoro, chissà perché, imparare l'Astrologia è una faccenda che può essere conclusa in un paio di orette di studio. A mio avviso non funziona proprio cosi. E comunque io sono la persona sbagliata a cui chiedere lezioni di Astrologia.

mercoledì 13 febbraio 2019

L'Astrologo che insegnava l'Astrologia agli altri

C'era una volta un Astrologo che insegnava l'Astrologia agli altri. Molti dei suoi studenti erano degli sciocchi, che mai avrebbero capito il linguaggio delle stelle, ma avrebbero solo detto stupidaggini convinti di essere grandi astrologi. In verità essi non capivano nulla, perché a loro mancava il dono che solo determinate configurazioni molto positive di un tema natale possono dare. Poi c'era un'altra categoria di studenti di Astrologia, infidi e carrieristi, si approfittavano del sapere ricevuto, che nel loro caso erano capaci di assimilare bene, per poi non accreditare nessun merito al loro Maestro, e presentarsi al mondo come sapienti, il cui sapere era tutto farina del proprio sacco. Il grande Astrologo, uomo ingenuo e buono, cresciuto sotto il segno di un Giove ottimista, ebbe una apparizione un giorno, gli si presentò l'anima dall'oltretomba di un famoso collega vissuto secoli prima. " Guai a te ", tuonò il fantasma, " non vedi che sei solo circondato da incapaci o da ambiziosi sfruttatori, a cui tu concedi la tua scienza per pochi miserevoli spiccioli? " Da quel giorno l'Astrologo non insegnò più nulla dell'Astrologia a nessuno. Divenne il suo segreto, la sua conoscenza, la sua dottrina, la sua tecnica, la sua esperienza, tutto divenne riservato e di esclusiva proprietà sua.

Il Mago pentito

Il Mago pentito si trascinava a carponi verso il santuario, il mausoleo in cui era sepolto un famoso santo. Tutta la sua vita il Mago lo aveva passato da pagano, ignaro delle reali Verità Divine, era chiuso in un vortice di superstizioni, presenze di larve spirituali, demoni e culto primitivo degli antenati. Finalmente aveva visto la Luce della Fede, si era tagliato la lunghissima barba della eresia, ed aveva cominciato a farsi crescere una nuova barba, luminosa, da devoto. Mentre gli accoliti dell'errore si dedicavano alla divinazione del futuro, alle feste pagane prive di benedizioni da parte di Dio, ad entità inventate da esseri umani, ad idoli immondi e divinità inesistenti frutto di fantasie malate ed ispirazioni demoniache, il Mago pentito si era liberato di tutto ciò in un colpo solo, grazie a una illuminazione mistica improvvisa. Al posto del rito, lui aveva scoperto il potere della preghiera indirizzata a Dio, al posto del talismano aveva scoperto la fiducia nella Divina Provvidenza, al posto di guardare negli astri e farsi condizionare dai meccanismi planetari, deponeva tutta la sua fiducia nella grandezza di Dio e al fatto che ognuno aveva un destino, che doveva rimanere ignoto, e tutto era bene ciò che era voluto dal Signore. Il Mago pentito divenne in seguito un grande asceta, un grande credente nella Religione Rivelata, un uomo dall'animo devoto e puro. Fu costruito per lui un mausoleo quando morì, era diventato un Santo, e il popolo si recava presso la sua tomba per raccogliere benefici celesti.

Una evocazione di successo

Pratica magica per eccellenza, l'evocazione magica diretta è quella che dona le emozioni più forti, e fa sentire la tangibile forza e realtà dell'Occultismo. La lista delle entità da evocare è lunga, tradizionalmente ci hanno già pensato da molti secoli a dare nomi, sigilli e a spiegare le nature delle varie forze spirituali che possono essere richiamate. Una evocazione di successo non è mai una operazione facile e non è mai un gioco, si tratta di un procedimento occultistico da prendere molto sul serio. Le entità evocate sono dotate spesso di grandi poteri e hanno a loro disposizione un largo numero di spiriti servitori. Non esiste modo più sicuro ed efficace che imparare la Magia direttamente da queste entità, e non dai libri, che spesso non servono a niente. I libri di Magia tradizionali sono in ogni caso molto ben congegnati, sono fatti spesso a posta per non dare le perle a chi non le merita, a deviare, ad oscurare il percorso, a diffondere una parte della verità mescolata a molta voluta disinformazione. Questo appunto perché la Magia non è una disciplina pubblica per tutti, ma una pratica molto riservata di una minoranza di adepti veri. In caso di contatto tramite evocazione con una entità potente, ogni esigenza di Maestri o testi scompare del tutto. E' l'entità stessa che istruisce in molti modi differenti il mago, amplia le sue conoscenze, fortifica i suoi poteri, rende molto più efficaci le sue azioni.

martedì 12 febbraio 2019

Contemplando la contemplazione poetica

Cosa c'è di meglio di cercare rifugio nella letteratura, in particolare nella poesia ? Non è che i romanzi non mi piacciono, se sono grandi romanzi, non di semplice intrattenimento, essi sono fondamentali, danno un orientamento esistenziale, tramite ciò che di profondo trasmettono. Lo stesso discorso vale per la saggistica, alcuni saggi sono pura luce, in essi ci sono gemme filosofiche, storiche, puramente spirituali, ma anche di saggezza pratica, o di analisi del presente. E' importante capire sia il presente che il passato, anche se la dimensione che senz'altro mi è più propria è il passato. Il moderno mondo globalizzato e supertecnologico, dominato solo dalla logica dei mercati e dell'avere e dell'apparire, non mi appartiene. L'uomo di oggi, a mio avviso, si agita troppo e in maniera completamente inutile, gira di continuo e gira a vuoto, perché lascia troppo poco spazio alla calma, alla contemplazione, alla introspezione. Non sono modelli positivi e nobili quelli proposti oggi, sono in gran parte modelli superficiali, frettolosi, consumisti e contingenti. L'eterno ha perso forza nella coscienza delle persone, tutto si riduce a cogliere l'attimo. Non si è contenti di ciò che si è, si cerca una continua trasformazione, l'ambizione smodata domina molti, mai contenti, puntano a quello che pensano sia il " successo ". L'arte poetica, non il semplice verseggiare, ma la poesia ricercata e vissuta e meditata, danno all'essere umano una dimensione in cui tutta questa ruota assurda, che gira sempre più velocemente verso il grande nulla, si ferma. Si recupera il proprio essere, grazie alla buona poesia, si ritrova il proprio centro, magari in immagini e sentimenti minimali, veloci, ma molto ricchi di significato. Pochi versi di poesia possono valere molto di più che tutte le considerazioni giornalistiche messe assieme. La poesia permette di ritrovare la propria dimensione umana, di vivere una sorta di beata contemplazione, in un mondo sempre più frettoloso ed artificiale. Questa poesia, questa arte cosi fragile, che molti danno per finita o inutile, probabilmente avrà un futuro splendente, in quanto indispensabile all'anima.