martedì 12 marzo 2024

Queste discepole sono venute a studiare magia (Poesia di Roberto Minichini)


Queste discepole sono venute a studiare magia

Sono venute da lontano

Dalla Ungheria e dalla Polonia e dall’Austria

La loro vita è una sconfitta, esse giustamente si lamentano

E pensano che la magia possa dare loro potere e felicità

Commerciare con i demoni non porta mai bene

Oscura l’anima e rende idolatri e fa invecchiare frustrati

Con me invece potranno studiare il Vangelo Eterno

E il Tao Te Ching

Avranno anche un talismano con la mia icona di santo

Sono un sacerdote abusivo delle forze reazionarie

Voto solo a favore della monarchia e del feudalesimo

Ma la mia magia funziona per davvero

Comando gli spiriti e scaccio i demoni e dirigo le piogge

Sfido con i miei incantesimi i politeisti, i modernisti e i giacobini

Cavalco un cavallo con quattro occhi in odore di zolfo

Gli esseri umani artificiali del nuovo ordine mondiale sono tristi

Non hanno radici, non hanno fede, non hanno famiglia e non hanno patria

Hanno solo le parole d’ordine dei giornali che leggono

Mentre io sono fedele al Sacro Romano Impero di Nazione Germanica

E al Sultanato Turco Ottomano

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

Universo che si sgretola (Poesia di Roberto Minichini)


Universo che si sgretola

La parodia

Dolci parole

I figli che sembrano abitanti di un altro pianeta

Leggere i segni, studiare i caratteri

Circondati da mille insegnamenti fasulli

Il mercato libero dell’ego e del nulla

Ho visto questo monaco fare una preghiera in greco

Purtroppo non capivo una sola parola

Essere anziani, sereni, e non occuparsi del transitorio

Questa è saggezza, il resto è pubblicità, promozione capitalista

Solo i boschi ancora sembrano intatti, puri, autentici

Le mille maschere del mondo moderno, la corsa che non finisce

Stare fermi, pregare, tutto è un flusso di impermanenza

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

lunedì 11 marzo 2024

Nella più dura disciplina allevato (Poesia di Roberto Minichini)


Nella più dura disciplina allevato

Ha imparato a fare a meno della madre

E il padre non lo ha mai conosciuto

Per i boschi portato

Gli animali pericolosi non gli facevano del male

Abbracciava gli orsi

E mangiava insieme a loro

Addestrato a lottare contro demoni e maghi oscuri

Con la sua sola forza spirituale

Dormiva dentro un letto a forma di tomba

Fiore mistico, derviscio luminoso

Immerso in una dimensione senza tempo

Monoteista abramitico assoluto

Distruttore degli idoli della ignoranza metafisica

Mentre attorno il mondo si agitava

Lui vedeva nei bambini già dei vecchi

E negli imperi glorie illusorie

Destinate a sparire nella polvere

Mercanti, pettegoli e politicanti

Non potevano avvicinarlo

Suonava il flauto

Il flauto dell’amore cosmico universale

Pregava rivolto alla Mecca

Con prostrazioni lunghissime

Ed aveva la barba lunga e il turbante

Ovunque vedeva una sola cosa

Dio

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

Rinati nella profonda epoca ottomana (Poesia di Roberto Minichini)


Rinati nella profonda epoca ottomana

Abbiamo parlato col sultano

Circondato dai giuristi e teologi al suo servizio

Sempre più grasso e tirannico, di nascosto beve vino

Conquista un villaggio dei Balcani dopo l’altro

Mentre Costantinopoli ora si chiama Istanbul

E a Bisanzio cristiana è succeduta la mezzaluna

Le chiamate alla preghiera del mattino

Si moltiplicano dagli infiniti minareti della città

Schiavi e schiave catturati in battaglia

Lavorano alle costruzioni dei palazzi del potere

Nel segreto iniziatico delle logge esoteriche dei dervisci

Fra i sufi si trasmette la dottrina della realizzazione metafisica

Uno sceicco con il turbante verde ha gli occhi profondi e nobili

Egli è un santo, a differenza dei politici e dei militari

Noi siamo poveri in spirito e crediamo che l’aldilà sia la vera vita

Mentre facciamo molti figli e figlie per la gloria

Della grande civiltà dell’Islam

Le profezie dicono

Che alla fine dei tempi l’Islam sarà ovunque

Ma per ora non riusciamo neanche mettere piede

A Vienna o a Venezia, dove domina ancora la croce

Ma un giorno verrà, la nostra fede ce lo dice

In cui anche a Vienna e a Venezia ci saranno moschee

Verso la fine dei tempi la luce verrà dall’Occidente

Questo strano detto tramandato nasconde dei misteri

Visitiamo per l’ultima volta il sultano

Prima di tornare a Sarajevo

Lui progetta di conquistare Roma e ne parla a letto

Mentre si addormenta fra le braccia delle sue concubine

Questo sultano beve vino, non è un bravo musulmano

Ama questo basso mondo, la politica e il potere

Noi dobbiamo obbedire

Ma i nostri cuori lo rifiutano

Cercando solo la compagnia

Degli autentici uomini di Dio

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

Medito nella gnosi del divino fervore onirico (Poesia di Roberto Minichni)


Medito nella gnosi del divino fervore onirico

Le visioni dei demoni mi appaiono nitide

Il mondo moderno

La rinata Torre di Babele

Costruzione artificiale

Regime dell’indottrinamento globale

Propaganda e censura ed anatemi

Pensiero unico assai emancipato e progredito

Come sotto la DDR tedesca della Stasi marxista

Dove Lenin era il profeta assoluto

Di una umanità finalmente liberata

Da antiche oppressioni e privilegi

Tutte bugie di una dittatura oligarchica

Come la Torre di Babele di oggi

Che ha fatto sposare Lenin con il capitalismo

Finalmente siamo liberi da antiche oppressioni

Non si vedeva l’ora

Ma forse a sfidare Dio non si arriva da nessuna parte

E dalle vetrine delle librerie

Sorridono i catechisti della nuova dottrina

Le masse vanno rieducate

Devono imparare a parlare una lingua nuova

Il passato è stato cattivo ed ignorante

Ora c’è la luce della conoscenza

Come aveva profetizzato Orwell, il regno degli uguali è dittatura

Le parole d’ordine, sempre le stesse, ovunque

Giornali, telefilm, accademie, partiti politici

Torre di Babele, il regno degli idolatri e della confusione

La decadenza e l’inizio della fina a rate di una civiltà

Addio Occidente

Sarai mangiato da musulmani e cinesi

Ed è un bene cosi, è giusto, destino nel tempo inevitabile

Mentre io mi rifugio in Platone e nella Roma dei Cesari

Sono nudo, imperiale, teocratico, aristocratico

Il sacerdote di Giove trionfatore, il grande italico

So che l’astrologia e la magia sono doti innate

Regalate dal fato da chi ha antenati meritevoli

Numinosi, puri, leali ed eroici sapienti dell’estasi folle

Roma, presto io a cavallo arriverò

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

domenica 10 marzo 2024

Bella è la fredda montagna (Poesia di Roberto Minichini)


Bella è la fredda montagna

Che indica in Saturno il suo padrone

Ove vige l’ordine del bene e del bello

Ed ogni cosa adempie alla sua funzione amata

Mentre si scala con difficoltà verso una cima

Che non sarà mai raggiunta

E si smascherano falsi maestri del sufismo

Che fingono stazioni che non hanno

Falsi esoteristi, metafisici del moderno regime

Le masse che aderiscono a pseudo religioni nuove

Della era del grande nulla relativo soggettivista

E dottrine inventate da anime oscure

Promosse da oligarchie contro iniziatiche mondiali

Non hanno presa sulla aristocrazia di Saturno il teutonico

Verso il verticale particolare e lontano dall’orizzontale amorfo

Nietzsche è stato arrestato per blasfemia

Marx rieducato alla teocrazia

La psicanalisi è ciarlataneria mentre la magia è scienza

E i talismani dell’eros cosmogonico sono moneta ufficiale

Ci si immerge nella contemplazione dell’essere puro

E anche il mondo alla rovescia del Kali Yuga

Rappresenta solo un abisso temporaneo

Che non potrà vincere il Sole severo e gelido

 

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024

sabato 9 marzo 2024

Rilassarsi (Roberto Minichini)


Rilassarsi in mezzo a gente per bene amante della pace che non si schiera faziosamente da nessuna parte, non ripete le ultime notizie dei giornali, e non è affetta dalla sindrome globale dell’arrivismo e del consumismo ad ogni costo, del miglioramento sociale immaginario secondo le direttive obbligate dal discorso dominante, gente che sta ferma a non fare nulla se non godersi il tempo che passa in questo squallido mondo. Volere sentire la reciproca presenza, teneramente abbracciati, insieme per ore ascoltando musica jazz degli anni sessanta e settanta e guardandosi anche solo i film di quell’epoca, sfogliando vecchie riviste ingiallite che parlano di politici e di mode di cui oggi non si ricorda proprio nessuno. Meditare sulla impermanenza di tutte cose, l’illusorietà dei desideri, le bassezze dell’ego, gli inganni delle ideologie e il determinismo astrologico. Parlare sull’argomento assai consunto di come il clericalismo di tutte le religioni trasforma esseri umani fallibili e peccatori ed ignoranti e caratterialmente deboli come tutti gli altri in autonominati rappresentanti esclusivi del Divino sulla terra, un miracolo assai patetico e visto mille volte sotto infinite forme. Correre nudi e posseduti da demoni estatici e piacevoli dell’eros mistico gnostico sulle spiagge di proprietà dei capitalisti massonici delle lobby finanziare occidentali ed orientali urlando parolacce contro il potere dell’uomo sull’uomo e l’accumulo di ricchezze e l’industria degli armamenti e i venduti servi del potere che lavorano per i mass media ufficiali. Smontare le tesi di Karl Marx, Friedrich Nietzsche e Sigmund Freud, i grandi cattivi tedeschi che hanno rovinato prima l’Occidente e poi il mondo intero. Creare una setta religiosa di adepti fanatici di Hermann Hesse, i cui romanzi entrano nel canone obbligatorio delle scritture sacre indiscutibili. Fare molti figli, con famiglie allargate a dismisura, fuori dagli schemi piccolo borghesi che non funzionano più nel Kali Yuga incombente, discendenti di tutte le stirpi, in ogni continente, di religioni e lingue completamente diverse. Durante sedute di ipnosi collettive vediamo le masse che si credono democratiche, emancipate, individualiste e moderne e colte, mentre sono schiave come sempre. Rifiutare ogni propaganda, ogni partito politico, ogni narrazione ideologica, ogni guerra e tutte le violenze e totalitarismi. Saper amare, credere alla unione perenne e giammai alle forze della divisione.

Roberto Minichini, Gorizia, marzo 2024